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Vitto, 5 anni
spritzina di Paperopoli, ma periferia.
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ho visto nascere il Torelli Sudati Rugby Club.
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ABBIGLIAMENTO del GIORNO

La felpa del Torelli Sudati Rugby Club

ORA VORREI TANTO...

Un passaporto malese.
E chiamarmi Yanez.

STO STUDIANDO...

Sono alla ricerca di me stesso.

Oh...eccomi! ero sotto al comò.

OGGI IL MIO UMORE E'...

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ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







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Monday, September 22, 2003 - ore 12:18


Addio San Fran
(categoria: " Viaggi ")


Il cibo a San Far non è proprio male....come in tutto il resto del paese si può scegliere se darsi al Junk food, spendendo un cazzo per mangiare, o sganciare qualche dindo in più e calarsi nello stomaco qualcosa di veramente buono.
La scelta è così varia che spaventa....personalmente ho apprezzato molto i chioschi di zuppe varie, soprattutto cinesi, con ogni tpo di zuppa che ti possa venire in mente.
L'idea di dover ripartire e di dover riaffrontare il mitico viaggio coast to costa mi fa ricordare che ho promesso a me stessa di premunirmi e di non fare più la viaggiatrice sprovveduta costretta a mangiare merda nel mezzo del Nebraska perchè quella è l'unica roba nel menu dell'unica stazione di servizio per 500 km...
colta da un afflato salutista entro in un Vegeshop e acquisto sacchetti su sacchetti di frutta secca, di cui vado ghiott: datteri, fichi, uvetta...tutta roba energetica...ma purtroppo, mi ricorderò poi, pure un tantinello lassativa.
Salgo sull'autobus che mi porterà fino a Boston e poi su fino in Maine e già mi accorgo a prima vista che la compagnia stavolta è molto più eterogenea.
Vicino a me si siede Erich, biondone rasta di vent'anni alto uno e novanta, contadino in una comune nel Wisconsin, che torna da un rave a Santa Fè e che appena viene a conoscenza delle mie origini italiane inizia a dirmi che lui è un pacifista convinto, ma che gli sarebbe tanto piaciuto essere a Genova per fare a botte coi poliziotti...è, in buona sostanza, tre volte bon, cioè ompletamente mona, ma molto gentile e simpatico.
Dietro di noi un tizio 'mbriago marso, di Philadelphia, che deve tornare acasa per non capisco bene quale motivo, e vicino a lui un tipo messicano, Alex, picccolo e mingherlino, sui trent'anni, che va anche lui a Philadelhia a lavorare come sabbiatore.
Più avanti si sieono tre ragazzetti sui sedici anni, una coppietta ed una ragazza da sola che cerca di far la dura col risultato di essere semplicemente sgradevole.
A ianco a noi William, nero alto e grosso, che si presenta come Minister of Music of St. Louis, e Jeb, giramondo con chitarra e armonica che viene subito minacciato di morte dall'autista se anche solo si provasse a sfiorare le corde dello strumento.
L'autista che ci porterà fino a Reno è un nero incazzosissimo che continua a ripetere "Don't pass the yellow line", la linea gialla che divide l'autista dal resto della ciurma, rendendolo nel suo mezzo come dio in terra, motore immobile del nostro mondo a quattro ruote...
Alla sessantaseiesima volta che ci invita a non oltrepassare la linea gialla iniziamo ad escogitare degli arguti piani per minacciarlo con un calzino usato retsando dietro la linea gialla...ma di che minchia abbia paura ancora non lo capiamo....forse effettivamente teme l'olezzo di sudore e sudiciume che si alza da una massa di uomini e donne costretti a bordo senza fare una doccia per tre giorni...


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