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Wednesday, March 16, 2005 - ore 22:07
(categoria: " Poesia ")
Ti ho visto,fratello mio,innamorato di una donna bellissima,mentre deponevi il tuo cuore sull'altare della sua amabilità.
Quando vidi il suo sguardo posarsi su di te con tenerezza e con materno amore io dissi tra me: "Evviva L'amore, che ha scacciato via da quest'uomo la solitudine e ha unito il suo cuore a un altro cuore!".
E tuttavia, quando poi riguardai, vidi dentro il tuo cuore amante un altro cuore solitario che invano invocava di rivelare i suoi segreti a una donna: e, dietro alla tua anima colma d'amore, un'altra anima simile a una nuvola errante, che invano desiderava di potersi sciogliere in gocce di pianto negli occhi della tua amata...
La tua vita, fratello, è una casa solitaria, separata dalle dimore degli altri uomini.
E' una abitazione nel cui interno nessun occhio di vicino può penetrare.
Se dovesse precipitare nelle tenebre, il lampo del tuo vicino non potrebbe illuminarla.
Se stesse in un deserto, non potresti mai spostarla verso i giardini di altri uomini, curati e piantati da altre mani.
E se stesase su una cima di un monte, non potresti mai trasferirla giù nella valle calcata dai piedi di altri uomini.
La vita del tuo spirito, fratello, è misurata dalla solitudine, e se non fosse per la solitudine e per la segregazione, tu non saresti TU, e io non sarei IO.
Se non fosse per tale solitudine e segregazione, potrei arrivare a credere, udendo la tua voce, che era la mia voce a parlare; o, vedendo il tuo volto, che ero io stesso che mi guardavo in uno specchio.
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