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Thursday, March 17, 2005 - ore 17:28 il vecchio e la stella Aveva compiuto 63 anni da cinque mesi, il vecchio, quando i medici gli dissero che gli restava da vivere ancora non più di un mese. La notte seguente la notizia, tornò sul posto che conosceva solo lui, dove poteva stare solo con la sua stella, dopo quarant'anni dall'ultima volta. La stella era ancora la, come sempre, l'aveva seguito in silenzio per tutta la vita e lo conosceva meglio di chiunque altro. "Mia cara stella", disse, "il mio tempo sta per finire e ancora ho bisogno di conoscere molte cose prima di morire. Pensavo di essere pronto, ma non lo ero, e solo ora mi raggiungono in mente torrenti di idee, pensieri e desideri che erano rimasti sepolti dagli eventi nel corso della mia vita. Una ribellione nel cimitero dei miei sogni è scoppiata e io non intendo ostacolarla. Vogliamo essere liberi." La stella tacque per qualche secondo. Il tempo sembrava crollare come macigni sulla testa del vecchio. "Tu sai cosa devi fare in cuor tuo, fallo ora e io ti assisterò.". Anche la stella era triste. Sapeva che senza il vecchio sarebbe morta anche lei. Forse anche la stella era solo uno dei sogni del vecchio, o forse era il contrario. Il vecchio si alzo e torno in casa. Andò dalla donna che aveva sempre amato, e che quarant'anni prima si era sposata con un altro. Erano sempre rimasti amici, e lei era la sua confidente, ma viveva felice con il marito, e il vecchio aveva scelto per il bene di entrambi di tacere. Le disse tutto, a partire da quello che aveva provato quando la vide la prima volta. Lei si commosse, ma confermò ciò che il vecchio già sapeva: era felice con il marito. Il vecchio le disse infine quello che aveva saputo dai medici, e le raccontò della stella, di come fosse l'idealizzazione della donna nei suoi sogni, dopodichè se ne andò. Una settimana trascorse e il vecchio fece tutto quello che doveva ancora fare in via, cercando di realizzare quei piccoli sogni, i momenti dolci della vita che ancora non aveva assaporato. Fatto questo si ritirò sulle montagne del posto che amava, affittò la casa più isolata che potesse trovare e si spogliò di tutto. Si distese sull'erba fresca e ancora umida per la rugiada, immaginando nella sua testa una canzone, accese un sigaro e trascorse le ore successive a guardare le nuvole e ad assegnare a ciascuna di esse una forma immaginaria. Arrivata la sera, stanco di aspettare la morte, il vecchio si avvelenò e morì così, disteso nel luogo che amava, in pace con sé stesso. G.B. COMMENTA (0 commenti presenti) PERMALINK |
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