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Friday, March 18, 2005 - ore 02:41
Cantè Jeuv....Cantare le Uova..
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Domani sera prenderò parte per la prima volta a questa tradizione delle langhe piemontesi.....di cosa si tratta? Semplice:
Essa è infatti un’antica pratica propiziatoria del calendario rituale contadino, collegata alla primavera, in cui il “canto delle uova”annunciando la fine dell’inverno e la rinascita della natura, diventa augurio di prosperità e di pace.
Non a caso, da sempre, l’uovo è principio germinale, simbolo di vitalità e fertilità della terra, nonché dono beneaugurante, motivo decorativo delle mense.
L’azione, un tempo, era una vera e propria questua che giovani contadini effettuavano di cascina in cascina un po’ trasgressivamente, nel periodo che la Chiesa dedica al digiuno e all’espiazione, con intrecci di musica, di danza e di racconti.
Il canto: Dène d’j euv, oh dène d’j euv d’la galina bianca percorreva nelle notti le colline, annunciando la fine dell’inverno e l’arrivo della bella stagione.
Oggi Cantè J’euv, consiste nel formare (come un tempo) una brigata di cantanti, suonatori, danzatori, attori, ecc, e di andare con un seguito spontaneo, di casa in casa, in un paese delle nostre colline, a fare la questua delle uova e del vino nuovo che sta per essere imbottigliato.
Qui sotto riporto la simpatica canzone, prima in dialetto piemontese poi in italiano....
Suma partì da nostra cà
ca jera an prima seira,
per amnì cantè, sunè,
e devi la buna seira.
Buna seira sur padrun
e a tuta la gent di casa,
suma amnì cantè, sunè,
e fevi la serenata.
Buna seira sur padrun
e ancura a la padrun_na,
oh, si veuri demi ed jeuv
per fè la frità bon_na.
Cumpatime sur padrun
se suma giruloiri,
quand ca sìu mariulà
a giruma pà pì vairi.
Oh si veuri demi ed jeuv
d'la galeina bianca,
i vostr ausin l'han dime che
a l'è trei dì c'la canta.
Oh si veuri demi ed jeuv
d'la galeina rusa,
i vostr ausin l'han dime che
a l'è trei dì c'la pusa.
Oh si veuri demi ed jeuv
de le vostre galeine,
a l'han dime i vostr ausin
che l'ève il gorbe peine.
Oh si veuri demi ed jeuv
fèmi pà pì penare,
che la lùna a pìa i bric
e nui duvuma andare.
Stè pà pì a grupè il cutin
ca l'ha perdì la frisa,
oh, si veuri demi ed jeuv
sautè giù an camisa.
Vardlu qui il fratucin
ca jè an suma la porta
chiel a speta il so regal
che la padrun_na ai porta.
S'a l'è pa' un fratucin,
l'è un ciucia caramèle,
chel ai pias fè l'amur
cun le fije pì bèle.
E se an custa cà
a jè in padrun d'Bervei
cu pija na pinta an man
e peu cun daga da beive!
Avvenuta la consegna dei doni...)
E adess che l'èvi pagà
nui av ringrassiuma,
ringrassiuma il sur padrun
e ancura la padrun_na.
E adess che l'èvi pagà
nui av ringrassiuma,
se saruma an sanità
n'autr'ani a turneruma.
Fine della visita...)
(Ma qualora la casa visitata,
rifiutasse di aprire,
si canterebbe la maledizione...)
An custa casa qui,
j'aunisa 'na gran siceina,
e ai scheisa la cresta al gal
e il cul a la galeina.
Traduzione in italiano
Siamo partiti da casa nostra
che era inizio sera,
per venire a cantare, suonare,
e darvi la buona sera.
Buona sera signor padrone
e a tutta la gente di casa,
siamo venuti a cantare, suonare
e a farvi la serenata.
Buona sera signor padrone
e ancora alla padrona,
oh, se volete darci delle uova
per fare la frittata buona.
Compatiteci signor padrone
se siamo girovaghi,
quando saremo sposati
non potremo uscire spesso.
Oh se volete darci delle uova
della gallina bianca,
i vostri vicini ci hanno detto che
sono tre giorni che canta.
Oh se volete darci delle uova
della gallina rossa,
i vostri vicini ci hanno detto che
sono tre giorni che spinge.
Oh se volete darci delle uova
delle vostre galline,
ci hanno detto i vostri vicini
che avete le ceste piene.
Oh se volete darci delle uova
non fateci più penare,
che la luna è sopra i bricchi
e noi dobbiamo andare.
Non state a legarvi il gembiule
poichè ha perso la stringa
oh, se volete darci delle uova
venite giù in camicia.
Guarda qui il viandante
che c'è sulla porta d'ingresso
il quale aspetta il suo regalo
che la padrona gli porta.
Se non è un viandante
è un succhia caramelle,
e gli piace far l'amore
con le ragazze più belle.
E se in questa casa
c'è un padrone di Belveglio
prenda una pinta in mano
e poi ci dia da bere.
(Avvenuta la consegna dei doni...)
E adesso che avete pagato
noi vi ringraziamo
ringraziamo il signor padrone
e ancora la padrona.
E adesso che avete pagato
noi vi ringraziamo
se saremo in salute
il prossimo anno torneremo.
(Fine della visita...)
(Ma qualora la casa visitata,
rifiutasse di aprire,
si canterebbe la maledizione...)
In questa casa qui
venisse una grande siccità,
e seccasse la cresta al gallo
e il culo alla gallina.
Vorrei che notaste la finezza e la cattiveria della maledizione..........meglio se il padrone di casa accetti di dare le uova, ma soprattutto il vino!!!!!!!!!
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