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Monday, March 21, 2005 - ore 19:24
tipologie di cacata:
(categoria: " Vita Quotidiana ")
"fantasma": quando uno sente che sta per cagare, ma quando si siede non esce nulla
"fantasma 2": e' quella che, quando uno si volta verso l'interno della tazza per osservare con orgoglio la sua opera, e' sparita
"perfetta": quando uno caga, si pulisce e vede che la carta igienica e' perfettamente pulita, pronta per soffiarcisi il naso
"umida": quando, non importa se ti sei pulito 50 volte, continui a sentire il culo umido; quindi decidi di porre un po' di carta igienica tra il culo e le mutande, ed esci dal bagno dissimulando l'incomodo
"ancora": quando hai cagato, ti stai sollevando i pantaloni e a meta' strada, all'altezza delle ginocchia, senti che tuttavia devi ancora cagare un po'
"Hulk": e' quella nella quale il semplice fatto di andare a cagare si converte in uno sforzo smisurato che ti gonfia le vene del collo e ti fa salire il sangue alla testa; Stringendo pugni e denti, termini esausto e verde dallo sforzo
"isola": quando la cagata e' di tali proporzioni epiche che la merda supera il livello dell'acqua nella tazza, formando una piccola montagna di terra asciutta; solitamente richiede due o piu' pressioni del bottone perche' scenda completamente per lo scarico
"esplosiva": viene accompagnata da gas rumorosi e di solito viene ascoltata da tutti coloro che si trovano in casa
"alcolica": molto comune dopo una notte di bevute; e' caratterizzata dalle spennellate che lascia sulle pareti della tazza; e'di colore nero, eccessivamente odorosa ed ha una consistenza poco solida
"vorrei ma non posso": quando uno sente la necessita' di cagare e si siede sulla tazza, pero' dopo alcuni minuti senza riuscire a cagare decide di riprovare piu' tardi
"parto difficile": tanto dolorosa ad uscire che ci si chiede se lo stronzo sta uscendo di traverso
"splash": esce tanto veloce e pesante che, cadendo nell'acqua, ci bagna le natiche facendoci incazzare.
"esorcista": esce mezza verde e mezza gialla, che uno pensa che il suo culo deve essere posseduto dal demonio.
"alta societa'": quella che non ha odore.
"spia": quella che, dopo aver tirato la catena, riemerge a sorpresa
"da esposizione": la classe di cagata tanto mostruosa che e' difficile credere sia stata prodotta da un essere umano; il creatore suole lasciare la sua opera nella tazza perche' tutti possano apprezzarla ed evita di bagnare la carta igienica per non ostruire la visione della sua opera
"disintegrabile": e' quella che esce in forma solida abbastanza, ma quando uno preme il bottone pare esplodere in mille piccoli pezzi
"goccia di candela": e' quella che si trova marcata nelle mutande
"stalattite": e' quella che sembra venire in una volta sola e per quanto uno possa corrugare l'ano non si spezza; solitamente rimane appesa finche' uno non inizia a dimenare le anche
"sorpresina": e' il tipo di cagata che uno pensa di poter contenere, per cui decide di non andare in bagno; pero', indovina cosa? CAGA!
"Babbo Natale": e' tanto voluminosa che uno si chiede come fara' a passare per lo scarico una volta premuto il bottone
"Titanic": e' quella che galleggia e sembra essere inaffondabile per la sua imponenza
"rituale": quella che si fa alla stessa ora, giorno dopo giorno; genera usanze come "non posso dormire se non cago alle 22.30..."
"brontolona": e' il tipo di cagata di dimensioni tali che non esce senza assistenza di un forte suono vocale
"mosca": e' quella che rimane appiccicata alle pareti della tazza e non vuole scendere; richiede un pezzo di carta piu' piccolo
"anonima": compare misteriosamente nelle tazze e nessuno ne rivendica la paternita'
"suicida": e' lo stronzo che inizia a scendere da solo per lo scarico prima ancora di premere il bottone
"e adesso?": capita quando uno, finito di cagare, osserva che non c'e' carta; si usa sacrificare i fogli del quotidiano o rivista che si ha in mano, un calzino ed il tubo di cartone del rotolo terminato, spiegato da capo a capo ed avvolto e svolto varie volte per conferire morbidezza al materiale risultante
"DLL": per quanto ti pulisci ti rimangono sempre pezzetti
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