STO LEGGENDO
Magda Szabò
HO VISTO



ho rivisto:
prove di uccellomania;
una Lubitel;
lune nei pozzi e giocolieri infuocanti;
brigatiste e gente del nord est;
acciotolati mantovani;
dalle fessure di una maschera;
Schio affacciata dal teatro;
galeoni, cavalli e baci;
trampoli fuochi e colline;
olio e brillantini;
lettere di carta;
...
STO ASCOLTANDO
sufjan stevens
Antony and the Johnsons
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
le mie scarpe di cuoio
ORA VORREI TANTO...
liberarmi di me x un po’
STO STUDIANDO...
OGGI IL MIO UMORE E'...
fritto misto
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
1) non riuscire + a trovare persone capaci di essere dolcemente sincere..
2) essere tradita dalla persona a cui piu\' tenevi,sentirti usata e poi derisa alle spalle...
3) doversi alzare da sotto il piumone alle 7 di mattina in pieno inverno
4) Andare a letto la sera (da solo) svegliarsi la mattina , andare a lavorare , e poi rifare sempre le stesse cose.E se tichiedono come va , rispondi :"BENE"!!!!!!
MERAVIGLIE
1) Sentire che per qualcuno tu conti davvero
2) il gelato!!!
3) fare quello che vuoi senza che qualcuno o qualcosa te lo impedisca
4) Le castagne appena cotte.. un caminetto, una bella boccia di vino rosso e una persona speciale accanto..
5) ridere fino a stare male
6) ... l'instabilità del caso ... sapere che vivere nn è una teoria matematica e in ogni attimo tutto può essere rivoluzionato anche da una semplice frase...
7) Sapere di poter dormire la mattina dopo....
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Saturday, March 26, 2005 - ore 02:15
Granada
(categoria: " Viaggi ")
15.3.5
Granada è una città strana, è diversa dal resto della Spagna che ho conosciuto. E’ gente dal viso arabo, è suk arabi pieni di colori, spezie, ori e tessuti brillanti per la gioia di turisti incastrati in strette vie acciottolate che sbucano in piazze spagnole circondate da bar e ristoranti con menù a 10, 8, 7, 5 euro! “Accorrete gente!” Accorrete davvero in questa cittadina fatta soprattutto di strade strette e turistiche, di cultura araba rivisitata e adattata. Un surrogato di Marocco pronto per essere servito e comprato, magari in un bagno turco o in una “teteria” con the dai nomi esotici quanto poco credibili, ma con meravigliose lampade, e cuscini e narghilè, che non so nemmeno come si scriva… E poi c’è il quartiere arabo vero e proprio in cui convivono ristoranti attira-frega-turisti, in cui bisogna provare l’emozione di essere fregati con un sorriso sulle labbra mentre ti presentano il conto falsato; e bambine-demonio che si arrabbiano e urlano parlandoti in arabo, mentre tu figgi tra lo sbigottito e l’incazzato di una rabbia razzista.
Razzismo che poi si dissolve nell’incredulità quando ti trovi davanti ad una meraviglia come l’Alhambra con la Sierra Nevada sullo sfondo, gli infiniti intarsi e giochi di luce e acqua, e i giardini e i patio e gli archi e le fortezze e le scale e i passi, i 1000 passi da un posto all’altro… E i piedi che fanno male, e l’audioguida patetic-kitch, e i gruppi organizzati sempre troppo numerosi e troppo organizzati, e bar che chiudono quando tu + ne hai bisogno, ma bagni puliti e autobus efficienti e code interminabili che terminano prima di quanto pensi.
E poi si torna giù, e si beve un the prima di guardare tutti i ristoranti con offerte speciali per poi capitare in quello con i prezzi + cari, ma nel conto è compresa una bella voce che canta con la chitarra, e un meraviglioso francese rude e raffinato che anche lui ti frega col sorriso, ma non riesci ad essere razzista, forse perché questo sorriso è lo stesso con cui ti inculano gli italiani, che è diverso da quello arabo. E poi lui giocava a scacchi e parlava francese in Spagna e serviva crepes e pizza!







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