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Wednesday, March 30, 2005 - ore 00:22


Una guerra civile
(categoria: " Vita Quotidiana ")


"Una GuerraCivile: saggio storico sulla moralità della resistenza", è un libro uscito a inizi anni novanta.
Nel giro di brevissimo tempo è diventato una pietra miliare per la storia italiana.
Il suo autore, Claudio Pavone, ha scelto una strada non facile.

Ha scelto di scrivere una storia.
Ha scelto il rigore.

Non è un libro facile. A guardarlo si prende paura...settecento pagine...scritte fitte fitte...
Richiede una certa preparazione preliminare, sia in termine di letture propedeutiche, sia in termini di concentrazione ed apertura mentale.

In Italia il confronto politico ha fatto della storia il suo campo di battaglia preferito.
Ci si confonta non sui programmi, ma sulle proprie radici, anzitutto.
E per legittimare tali radici si è disposti a tutte le manipolazioni del caso.
Ci sono persone che accettano questo modo di fare, giornalisti o scrittori che si improvvisano storici, "saggisti" che compaiono ovunque.
Sono un pericolo.
La disciplina Storia è in pericolo.
Pavone, a modo suo ha rifiutato di partecipare a questo circo mediatico.

Ha scritto un libro in cui nobilita il termine "guerra civile", ridandogli un senso appropriato, negando a certuni la possibilità di strumentalizzarlo.


Per anni, l'estrema destra aveva continuato a chiamare il periodo resistenziale una guerra civile, nel tentativo di arrivare ad una precisa conclusione: l'uguaglianza delle parti in lotta...l'indifferenza delle spinte che muovevano una parte piuttosto che l'altra...e di conseguenza, la rivalutazione delle gesta della Repubblica di Salò.
L'estrema sinistra invece, si rifaceva al mito della resistenza tradita, incompleta, proprio come fece Mussolini dopo la prima guerra mondiale.
Le Br altro non erano che le continuatrici della lotta delle brigate partigiane.

Claudio Pavone dice: sì, fu una guerra civile.
Nel senso che un popolo si trovò spaccato, a confontarsi, su diversi piani.
Ma non fu solo guerra civile.
Fu anche lotta per la liberazione.
Fu anche scontro di classe.
E le due parti differivano in tutto.
Altro che uguaglianza.

Pavone, insomma, restituisce alla questione tutta la sua problematicità, ricordando a molte persone come non si possa semplificare la storia, nella rincorsa del mito di una memoria condivisa...che non solo non è raggiungibile, ma nemmeno auspicabile, se mi permettete un chiosa personale.
Tanto so che questo post lo leggeranno in due se va bene..e neanche fino alla fine...quindi posso scrivere che mi diverto a violentare vecchiette e a vestirmi da Jennifer Lopez. Nell'ordine, rigorosamente.

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