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Friday, April 01, 2005 - ore 17:20
(categoria: " Vita Quotidiana ")

Oggi, in segno di rispetto, anche il mio blog si ferma.
Karol Wojtyla sta morendo.
Non sempre ho condiviso le sue scelte, ma ritengo che oggi si stia spegnendo una grande persona. Una persona che, al di là delle varie credenze religiose, ha saputo accogliere tutti con benevolenza, e ha saputo portare tanta pace e serenità a tantissime persone. Una persona che si è battuta per la libertà sempre, che non ha avuto paura, in alcuni casi, di alzare la voce. Una persona che ha dimostrato spesso coraggio, ribellandosi a volte anche dalla tradizione e innalzandosi quando i venti erano forti. Coraggiosa anche oggi nel rifiutare il ricovero; nel capire quando la partita è finita. Una persona che non ha mai guardato al potere o ai propri tornaconti, ma ha sempre cercato di fare il meglio, e di dare il meglio, per gli altri.
Una persona che, ci piaccia o meno, ha segnato il nostro tempo. In meglio, io credo.
Io spero solo che quando, prima o poi, l'inevitabile accadrà, TUTTI possano essere un po' tristi; tristi perchè perdiamo una persona. Una grande persona.
Ora me lo immagino, chiuso nella sua stanza che aspetta la morte. E mi chiedo una cosa: mi chiedo se anche lui, nell'ultima ora, è toccato dal dubbio. Mi domando se anche una persona così, davanti alla morte, porta la sua scommessa e ha paura di perderla. Se anche una persona così, di fronte ai fatti ultimi, non sente freddo. Paura per aver scommesso tutta la vita su delle carte coperte.
Ora le carte si stanno scoprendo, e tra poco, almeno lui, le vedrà. Capirà ciò per cui per noi è sempre mistero. Capirà cosa si nasconde dietro le carte rovesce del destino umano: quel disegno che noi tutti cerchiamo di spiare da sotto il tavolo, ma che un croupier onnipotente non vuole e non può farci vedere.
Ecco, me lo veo: ora il croupier gli sta per mostrare le carte. Ma prima ancora che le giri, Karol sorride. Potrà anche essere un sorriso forzato, un sorriso che può nascondere anche qualche paura, come una mano in un guanto. Ma è un sorriso onesto. Onesto perchè sa, da buon giocatore, che dopotutto, comunque vada, non può perdere proprio tutto. Perchè sa, mentre si avvia verso l'uscita, che almeno lui ha reso migliore il tavolo da gioco. E che qualcuno potra scommettere meglio, dopo di lui. Scegliere meglio le proprie carte.
Le carte si girano. Il giocatore si alza e se ne va.
Non so se ha vinto la sua scommessa. Ma glielo auguro. Di tutto cuore.
Grazie Karol.
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