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Monday, April 11, 2005 - ore 03:12


VINITALY 2005
(categoria: " Vita Quotidiana ")



E anche quest'anno entrammo di straforo al vinitaly!

Resoconto:

1) Nero d'Avola, Zibibbo, "Ben rye" (Zibibbo bariccato)
4) Malvasia passita Pramaggiore
5) un Garganega di Soave
6) "Pecorino", bianco abruzzese
7) Montepulciano d'Abruzzo
8) Cabernet Sauvignon cileno di vigna Tarapacà
9) Chianti Classico Doccio a Matteo 2002 e 1997, az. Caparsa MOLTO VALIDI
11) Chianti Classico Caparsino 2002, az. Caparsa
12) un mediocre Brunello di Montalcino
13) Primitivo di Manduria dolce naturale non barriccato cantine sociali Sava (insomma...)
14) Primitivo di Manduria dolce naturale di altri 3 produttori, in crescendo di grado fino a 14+4,5% uno dei quali eccellente
17) Cannonau sardo
18) Cirò rosso di Crotone
19) Barolo Chinato (che però mi pareva Chinotto alcolico, ma molto più "chic" di una lattina di chinotto...mah!)

Assenti imperdonabili dalla nostra lista:
un Sagrantino di Montefalco
un Amarone della Valpolicella
un Barbaresco
un Nebbiolo
un Vino Santo Trentino che ci tenevo assai
un Nobile di Montepulciano
un qualsiasi Spumante qualsiasi metodo


Riguardo la manifestazione in sè:
Menzione ai miei conterroni del sud che come sempre si distinguono per disponibilità e cordialità.

Menzione d'onore a Paolo Cianferoni, proprietario e conduttore della az. agricola Caparsa, loc. Caparsino, Radda in Chianti (FI), che con grande DISPONIBILITA', gentilezza e passione ci ha offerto ed illustrato i suoi vini che, oltre ad essere davvero OTTIMI, specie il Doccio a Matteo, sono anche biologici. Uno dei pochi che pur potendosela "tirare", data la qualità dei suoi prodotti-nonostante le piccole dimensioni dell'azienda- riconosce evidentemente l'importanza di trasmettere una passione a tutti e non solo "a chi può" o agli addetti ai lavori. E, facendo ciò, ha anche dimostrato di essere un ottimo comunicatore. A lui 10++ e premio simpatia Vinitaly 2005

Detto ciò, snob e indisponente la rassegna dei vini veneti, con una punta massima per acluni produttori riuniti di Soave e Valpolicella, rei del tipico atteggiamento da "ma tu chi cazzo sei?" (stronzi di mmmmerda, dimenticate che domenica c'è molto pubblico di semplici appassionati o neofiti, e che comunque il pubblico paga 35 euro per venire ad assaggiare i vostri vini del cazzo).

Non entro nel merito dei consorzi di tutela "riunitisi" in una prestigiosa e DESERTICA installazione...lasciamo stare... ah la mia tesi!

Vini Sud Tirolesi e Alto Atesini, troppo ordine teutonico...gli stand iper organizzati mettevano soggezione. Freddi.

Trentino VERGOGNA. Con tutti i fondi che hanno, stand uguale identico all'anno passato; degustazione Vino Santo sempre "sospesa" (siamo passati davanti 2 volte in 5 ore...mah! e le bottiglie erano sempre piene dietro il banco). Che le esponete a fare? tenetevele sotto banco per i vostri clienti "importanti" se vi spiace farli assaggiare no?


Palatio (Lazio) con enoteca centrale molto fornita e comoda. Purtroppo solo vista in fase di uscita...

Emilia Romagna: uno degli stand più belli e meglio allestiti. Spazioso, accogliente. Bello. Anche qui, non abbiamo potuto assaggiare nulla perchè in fase di rientro.

Sicilia: bell'allestimento. Corridoi un po' strettini che nei momenti di folla non ce la facevano...Responsabile di Donnafugata disponibilissimo, con tanto di chicca finale con offerta imprevista di un particolarissimo zibibbo passito di pantelleria, barrriccato e davvero speciale per profumi, aromi e sapore. Wow! Vero Martina?

Puglia: presente con uno degli stand più grandi. Finta fortezza di Federico II di Svevia un po' pacchiana...per il resto, anche qui l'enoteca "centralizzata" era assai ben fornita e seguita da sommelier ben preparati sui prodotti offerti. Ottimi vini. Mancavano Al Bano e le sue cantine Lybra! Peccato!

Toscana: Gallo Nero (chianti classico) e Montalcino separati e con "cittadelle" autonome, molto ben rappresentate.
Eccellente presenza di molte strade del vino... (quelle venete?! "mah!" nuovamente...spero di non averle viste io...ma non mi pareva ce ne fossero e sicuramente non così organizzate).

Menzione anche alla Slow Food che distribuiva dell'ottimo gelato dei "presidi", a offerta libera di 1 euro x coppa piccola (in realtà più che sufficiente per 2 gusti), tra cui 2 gusti "enoici": Moscato e pompelmo, e Brachetto. Buoni!


Insomma...tutto sommato, il Vinitaly merita sempre.
Se solo molti espositori smettessero di "intimidire" la gente comune con quell'aria da "ce l'ho solo io" forse l'intero settore ne guadagnerebbe, visto che è il pubblico quello che alla fin fine consuma e beve. Non solo gli addetti ai lavori e i "buyer".

Da questo punto di vista 35 euro per un ingresso, valido un giorno per UNA persona, sono un po' troppi.
Se mi devo sentir chiedere ogni tot stand "se sono un operatore" con l'aria di chi già pensa "se no, fottiti plebeo!" mi infastidisce alla luce del prezzo



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