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Friday, April 15, 2005 - ore 10:17
Uno sguardo al passato....
(categoria: " Musica e Canzoni ")
Art of Noise"The Best Of Art of Noise"
1. Opus #4
2. Beat Box Diversion I
3. Moments In Love
4. Close (To The Edit)
5. Peter Gunn - (with Duane Eddy)
6. Paranoimia - (with Max Headroom)
7. Legacy
8. Dragnet '88
9. Kiss - (with Tom Jones)
10. Something Always Happens - (previously unreleased)
1985 Musicisti, arrangiatori e membri del celebre team di produzione capitanato da Trevor Horn, Anne Dudley, J.J. Jeczalik e Gary Langan entrano in studio con in mente un progetto originale: un disco solo strumentale, praticamente un collage di suoni composti utilizzando le più recenti tecnologie. Dopo il singolo dance “Beat Box” dell’anno precedente, nel febbraio 1985 esce il tanto sospirato album: “Who’s Afraid Of… The Art Of Noise!”, guarda caso pubblicato dall’etichetta dell’amico Trevor Horn, la ZZT. Il singolo techno “Close (To The Edit)” diventa un hit in Inghilterra e vincerà due premi agli MTV Video Music Awards. Ma per gran parte del pubblico gli Art Of Noise sono una band senza volto. 1986È il classico colpo di genio: gli Art Of Noise recuperano un vecchio pezzo fine anni Cinquanta, “Peter Gunn” e chiamano a suonarlo con loro l’autore Duane Eddy, celebre per il suono della sua chitarra, chiamato in gergo “twangy”. Il successo è immediato e MTV va pazza per il video, trasmesso in continuazione. L’album che esce in primavera, “In Visible Science”, va ancora meglio del precedente. Il secondo colpo grosso il gruppo lo piazza abbinando il singolo “Paranoimia” alla figura di Max Headroom, presentatore virtuale creato dal computer che anima il video della canzone. Esce anche un live, a sancire il periodo d’oro: “Re-works Of Art Of Nosie”. 1987 Mentre “Peter Gunn”, che rimarrà nella storia come il brano simbolo degli Art Of Noise, si candida quale migliore performance strumentale ai Grammy, il gruppo compone il tema portante del film “Dragnet”, con Dan Aykroyd e Tom Hanks. La ZZT approfitta del momento e pubblica una raccolta di vecchio materiale, “Daft”. Il vero e proprio terzo album arriva solo a fine anno: s’intitola “In No Sense? Nonsense!”, ma non riesce a bissare il successo dei precedenti. 1988 Il decennio si chiude su una nota più che positiva: in coppia con il redivivo Tom Jones, il gruppo rilegge “Kiss” di Prince, che va dritta al numero 5 della classifica inglese. A fine anno si chiude la prima parte della carriera degli Art Of Noise con la classica ciliegina sulla torta, la raccolta “The Best Of The Art Of Noise”, cui seguirà poi l’album “Below The Waste”, con ospiti Mahlathini & Mahotella Queens. Un ciclo si chiude. Gli anni Novanta regaleranno al gruppo poche soddisfazioni e il giocoso techno-pop del trio passerà inesorabilmente di moda.
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