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Thursday, April 21, 2005 - ore 01:26
MONDOVINO
(categoria: " Cinema ")
non capisco dove voglia andare a parare questo film...
Si contraponeva piccoli produttori ad imperi che hanno un fatturato di 250-300milioni di euro...
i primi con l'amore del loro territorio e la vontola di avere un vino che lo esprima, i secondi con l'amore del marketing e i loro vini creati su misura per vendere e conquistare...
Uno dei più grandi critici di vini, Robert Parker, ha dato alla moda dei vini vanigliati con buon corpo e buon colore....e questi gusti si sono imposti sul mercato globale....spinti da riviste come wine spectator e da "enologi" come Michel Rolland...
Questo è quello che si vede nel film-documentario ( genere assai di moda...) di Jonathan Noissiter. IL tutto condensato, si fa per dire, in due ore e qindici minuti di documentario.
Questa rivoluzione nel gusto del vino credo che abbia radici più profonde di quelle che si vedono, Montavi che acquista Frescobaldi tanto per citare...si inventano i "super tuscan", vini fatti con uve non legate al territori toscano ma che ormai rappresentano la Toscana, vini sapientemente rielaborati e plagiati per il gusto di moda...I critici americani che li esaltano e le aziende vinicole si adattano...come è possibile tutto ciò?
Poche persone, tutte invischiate tra loro, hanno indirizzato a livello mondiale la strada verso un gusto ed un concetto di qualità riproducibile in tutto il mondo grazie alla tecnologia, di quello che un tempo era un prodotto d'eccellenza e dalle mille sfaccettature seppur di provenienza di pochissime zone...
Attenzione non è solo il gusto per i vini che sta cambiando, o è cambiato, ma anche quello per i cibi...anch'essi sempre più anonimi e uguali...
I mercati si allargano c'è la globalizzazione...
Ecco la globalizzazione chiave di lettura, se non si sa niente in materia di vini, per guardare questo film. Globalizzazione che porta ad un ad una sempre più ampia scelta di prodotti sempre più uguali tra loro.... ad un appiattimento di gusti e non solo...
Torniamo al film, mi hanno lasciato perplesso i molti riferimenti politici.
la citazione delle adesioni al partito Fascista della Famiglia dei Frescobaldi, l'ironia su Berlusconi in una scena, la storia del sindaco francese socialista che perde alle elezioni comunali perchè favorevole alla vendita alla famiglia Montavi di alcuni ettari di vigneti nel suo comune e che perde perchè viene eletto un sindaco comunista, che come i paesani, era contrario. L'intervista, sempre ai Frescobaldi, che si svolge durante il social forum di Firenze e il regista che manda in onda la contessa che dichiara la sua posizione contraria alla manifestazione.
Il regista che indugia in Firenze a intervistare un commerciante che blinda la vetrina per paura, un immagine fugace di un giornale dove si legge"...la paura di Genova...".
E via discorrendo....
Un taglia e cuci ben fatto, che in certi punti mi ricordava un pò Blob, con tre incipit: il vino la globalizzazione e un pizzico di politica.
Un taglia e cuci atto a stimolare , se visto attentamente, tante riflessioni.
Però si corre il pericolo che se queste riflessioni non vengono ben ponderate e approfondite facciano più male che bene...
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