(questo BLOG è stato visitato 32429 volte)
ULTIMI 10 VISITATORI:
ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite
[ ELENCO ULTIMI COMMENTI RICEVUTI ]
mercoledì 27 aprile 2005 - ore 23:05
L’OPINIONE: Il centrosinistra non potrà rilanciare l’Italia
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Può essere utile, nella discussione in atto sul
"declino" italiano, rileggere la tesi di un celebre economista e sociologo : Mancur Olson. In un libro del 1982, Olson propose una tesi persuasiva sulle ragioni per le quali Paesi che hanno avuto in passato performance economiche notevoli da un certo momento in poi entrano in una spirale di stagnazione e di decadenza. È una sindrome che coglie soprattutto quei paesi che, per loro fortuna, hanno goduto per decenni di pace – non sono stati coinvolti per lungo tempo in rovinose guerre con Gli stati vicini – e di continuità istituzionale – non hanno subito rivoluzioni né alcun altro tipo di mutamento traumatico del loro regime politico-istituzionale. La continuità istituzionale fa prosperare quelle che Olson chiama
“coalizioni distributive”, gruppi di pressione potenti interessati non allo sviluppo e all’ampliamento delle risorse disponibili ma all’accaparramento e distribuzione delle risorse già esistenti. Anziché contribuire all’ampliamento della torta, questi gruppi sottraggono risorse allo sviluppo al fine di ridistribuirle e di consumarle. Diventando sempre più forti nel corso del tempo e con una capacità sempre maggiore di condizionare la politica, le coalizioni distributive finiscono, da un certo momento in poi, per bloccare del tutto lo sviluppo.
Adattando Olson al caso Italiano possiamo osservare che la causa principale dell’incapacità dei governi di rilanciare lo sviluppo è da cercarsi nella forza, nel radicamento sociale e nella capacità di condizionamento politico dell’Italia corporativa. L’Italia è un Paese in cui la pace e la continuità istituzionale di cui ha goduto per un sessantennio hanno fatto crescere corporazioni potenti (si pensi a tutto il settore del pubblico impiego) interessate solo a
“consumare” anziché a produrre. Il governo Berlusconi è stato voluto, da una parte almeno dei suoi elettori, allo scopo di sconfiggere l’Italia corporativa e fare ripartire lo sviluppo. Ma l’Italia corporativa era troppo potente e, dall’interno stesso del centrodestra, ha sconfitto quel tentativo. Un futuro governo di centrosinistra, credo, farà la stessa fine.
Di Angelo Panebianco
<<Perchè il paese corporativo non è interessato allo sviluppo delle risorse disponibili ma ad accaparrarsi le risorse già esistenti>>
PERMALINK