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Thursday, April 28, 2005 - ore 20:40
altro che Costantino!!!!
(categoria: " Vita Quotidiana ")
un libro da leggere:
Jean-Sélim Kanaan
La mia guerra all'indifferenza
Queste pagine sono la testimonianza di un uomo che ha dedicato la propria vita agli altri. Collaboratore dell’Alto commissario per i diritti umani, Jean-Sélim Kanaan è uno dei diplomatici caduti nell’attentato al quartier generale dell’ONU a Baghdad, nel 2003. Di nazionalità francese ma egiziano di origine, Jean-Sélim incarna l’incontro di due mondi che i più recenti eventi di cronaca fanno apparire inconciliabili. Figlio di un diplomatico, poco più che ventenne vuole impegnarsi nel campo del
volontariato proprio dove i conflitti sono più violenti. Per lui l’avventura può essere solo umanitaria. Diventa così testimone delle guerre più drammatiche dell’ultimo decennio, dalla Somalia a Sarajevo al Kosovo, dove collabora al programma di ricostruzione di Bernard Kouchner, rappresentante del segretario generale delle Nazioni unite. Nel riportare la propria esperienza di operatore umanitario nei paesi in guerra, Jean-Sélim racconta la paura, la solitudine e l’impotenza di fronte allo scatenarsi degli eventi e riserva parole severe all’inadeguatezza delle ONG, che agiscono spesso con coraggio, ma qualche volta anche con incoscienza o incompetenza. Se constata con amarezza la scarsa capacità decisionale di un’organizzazione tanto importante come l’ONU, di cui rende noti limiti e mancanze nella gestione dei fondi, non ne rinnega mai la Carta, la bandiera e i caschi blu. Le sue critiche mirano solo alla realizzazione del sogno di un mondo migliore. Quello che Jean-Sélim ci offre in questo libro non è soltanto una denuncia del conformismo dei burocrati, della pesantezza della macchina organizzativa, dell’apatia dell’opinione pubblica, degli sprechi di molte organizzazioni non governative. È soprattutto la storia di una guerra all’indifferenza, il resoconto di un impegno vissuto con slancio e determinazione da un uomo che ha creduto nelle virtù dell’azione e della cooperazione; un giovane coraggioso che, nonostante tutto, credeva valesse la pena di continuare a lottare.
“Jean-Sélim aveva scelto di mettere il suo talento, la
sua generosità e la sua passione al servizio dell’umanità.
A trentatré anni aveva già dedicato metà della
sua giovane vita alla battaglia per la giustizia e la libertà.
E lo aveva fatto dove conta davvero: sul campo,
al fianco degli oppressi e dei diseredati della terra.”
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