
shaula, 32 anni
spritzino di Willorba
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I miei angeli custodi

STO ASCOLTANDO
Il mio cane che abbaia, abbaia, abbaia, abbaia, abbaia...

.. senza dimenticare Grace Papaia.
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
Come un’adolescente in crisi di identità.

so anche essere così sportychic o trendychic, come dice la mia consulente d’immagine...

e poi sciatta, soprattutto sciatta... E maldestra, e mi macchio sempre...

... oppure faccio porcherie come questa...

... o quest’altra...

Diciamo che non ho una mia identità. Ma ho una mia moda..
ORA VORREI TANTO...
STO STUDIANDO...
Un modo per limitare il mio pericoloso autolesionismo
OGGI IL MIO UMORE E'...
Arranco... ma con stile.
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
1) Dimenticare
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1) ... l'instabilità del caso ... sapere che vivere nn è una teoria matematica e in ogni attimo tutto può essere rivoluzionato anche da una semplice frase...
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Monday, May 02, 2005 - ore 21:07
viaggi nei paesi inesistenti
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Non ci sono in fin dei conti momenti giusti per scrivere. Se un’alba ispira amori che non sono avvenuti, una notte regala emozioni di viaggi mai vissuti. Scrivere non ha tempo e non ha luogo, è tutto quello che tu vuoi che sia quando lo vuoi.
Scrivere è tutto per chi scrive; per chi legge è qualcosa che prende senso solo se vuoi capire.
Scrivere non è solo ricordare, fissare, ricamare inchiostro su carta: scrivere ha mille significati diversi, la stessa parola poche ore dopo assume tutt’altro significato, e per vite diverse ha significati sconosciuti. E il significato del tuo scrivere è tuo, solo tuo, perché scrivere è la cura migliore.
[...] Scrivere è un modo per ricordarci che vogliamo farci male pensando. Scrivere non è esporsi agli altri, dissimulare è di una facilità disarmante se conosci le armi delle parole. Scrivere è ammettere quello che si ha realmente dentro, quello che la testa non aveva ancora accettato, e scrivendolo per noi capiamo cosa ci fa del male e lo possiamo combattere. Scrivere è anche capire perché vuoi stare male pensando, perché nulla fa male quanto i ricordi. Scrivere è insieme aver superato e non voler superare, con la coscienza che nulla viene veramente mai superato. Aspettare nonostante ci sia già stata la resa, sapendo che nessuna battaglia con se stessi è mai vinta. Sperare che passi sperando che non passi, per paura di perdere un ricordo. Scaricare, mettere tutto al sicuro e lasciarcelo, lì, via dalla testa almeno un po’ e materializzato davanti agli occhi increduli, e vedere cosa c’era e capire che li è tutto vero perché chi scrive per se stesso non mente. E scrivere a se stessi significa mettersi davanti alla vita, leggerla sincera come non ce la possiamo raccontare davanti a uno specchio. Leggersi su un foglio per leggersi dentro, e vedere la verità che viene fuori lettera dopo lettera, in frasi e pagine che hanno senso solo per chi vuole capire.
E in un certo senso scrivere è aspettare cercando di non stare male, anche se il dolore fa sentire tutto più vero, meno lontano, più tangibile e reale, come se lo meritassi di più, quello che hai. E anche quello che non hai.
S.M. "viaggi nei paesi inesistenti"
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