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Tuesday, May 03, 2005 - ore 00:23
(categoria: " Poesia ")
…Prima acqua alta alle dieci di sera, all’uscita da teatro, aaah! acqua alta!…
Cos’ ti fa? Niente, ti speti tutta la note a teatro.
Mattina dopo alle sei doveva ritirarsi. Niente. Orco! Mezzogiorno nuova ondata di marea più alta della prima, salta telefoni, luce, gas, un caldo sciroccale, era novembre, barche raminghe per campi e per calli, mezze affondà, gente isolata sui ponti là in giro.
Cos’ ti fa? ti speti! Ti speti le sei il cambio della marea.
Calata la notte precoce, era novembre, rotto ogni rapporto con il mondo che non fossero i transistor, sotto la piova di scirocco s’aspettava il cambio di marea.
Dopo le sei, al momento che l’acqua doveva cominciare a calare, riprese a salire.
Cos’è successo? Tre maree così? Sei ore cala sei ore cresce. Cos’è successo?
I murazzi? E chi lo sapeva? La diga in pietra d’Istria rotta in breccia dalla mareggiata, i lidi, le lingue di sabbia tra il mare e la laguna scomparse!
Sant’Erasmo, davanti alle bocche di porto dispersa sotto onde alte fin quattro metri.
Il campanile di Murano in fondo alla laguna galleggiava in prima fila, davanti alla mareggiata.
San Pietro in Volta, Pellestrina, due paesi caricà sui motopesca mentre le case affondava una a una. Alla Giudecca la sensazione che il mare sbattesse per entrare in casa.
Le otto, le nove di sera, quando nessuno più se l’aspettava, gira il vento, e l’acqua cala, rapida, a cascata, resta un segno nero sul muro di nafta, gasolio, di merci avariate, di barche distrutte, una rabbia in corpo, una rabbia, una rabbia..
- Acqua cussì? Mai successo! Impresionante!…
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