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Tuesday, May 03, 2005 - ore 18:43
sesso orale
(categoria: " Vita Quotidiana ")
< Deflettere >
dice la ragazza.
Lui sta leggendo il giornale.
La guarda da sopra le lenti.
< Deflettere… cosa? > dice.
< Voglio solo che lo dici. Dimmi deflettere. >
< Spiegami almeno per quale motivo. >
< Mi piace il suono di
questa parola.
E la lingua poi… fa cose strane quando la pronunci. >
L'uomo sbuffa, poi dice:
< Deflettere. >
< Non così! Più lentamente… più morbidamente. >
Pronuncia la parola come
lei gli ha chiesto.
Sente la propria lingua compiere
una piccola
acrobazia nella bocca.
Una piccola cosa piacevole.
< Siii! > dice lei.
< Lo sapevo: è bella anche da ascoltare. >
E sospira gettando un poco
la testa all'indietro.
L'uomo comincia a sentirsi
interessato da questa nuova
stramberia della sua ragazza.
< Ma cosa vuol dire deflettere? > chiede.
< Non è importante il significato >
dice lei.
< A te cosa fa venire in mente? >
Lui ci pensa un po' sopra, poi:
< Il tuo corpo… Sì, il tuo corpo
quando lo inarchi
prima di un orgasmo. >
< Allora da adesso il mio corpo non si inarca ma si deflette >
dice lei.
L'uomo ormai ha del tutto
dimenticato la pagina
sportiva che stava leggendo.
< Dove ti piace quando la pronuncio? > chiede.
La ragazza si mordicchia maliziosamente il labbro inferiore e sbatte le palpebre.
Lo guarda da dietro le
lunghe ciglia mentre la mano scende esitante lungo la
gonnellina ad indicare il punto preciso.
< Lì? > chiede lui, mantenendo un tono distaccato, quasi professionale.
< Ne sei proprio certa? Voglio dire:
non sarebbe il caso di… fare una verifica? >
< Certo! > risponde lei invitante:
< Non devi fare altro che aprire il cofano e dare una
controllatina al motore. >
Lui si alza, la raggiunge e
le infila la mano sotto la gonna.
Scansa con le dita
l'elastico delle mutandine e la insinua tra le cosce.
Ha l'impressione di
avere nel palmo della mano una piccola bestiolina pelosa.
Come quel criceto
che possedeva da piccolo.
< Deflettere > dice.
Nulla! E' come se la
bestiola fosse profondamente addormentata.
C'è bisogno di insistere.
< Deflettere > ripete.
E' stata una sua impressione
oppure l'animaletto ha avuto un fremito? Lieve, certo!
Impercettibile come il battito d'ali di una farfalla.
Ma c'è dell'altro:
ora sulla candita camicetta di lei si sono evidenziati due deliziosi soprarilievi.
" O cazzo! Gli si sono inturgiditi i capezzoli! " pensa.
C'è bisogno dell'ultima verifica,
quella definitiva.
Si concentra come se stesse
per recitare il monologo dell'Amleto.
< Deflettere > dice infine.
La ragazza si morde le
labbra e rovescia la testa all'indietro.
Emette un gemito rauco che sembra provenirle
direttamente dalla gola.
La mano dell'uomo viene
allagata da una sostanza calda e vischiosa.
< Oh Cristo, funziona! >
Adesso non c'è tempo da perdere.
Bisogna passare all'azione.
Cogliere l'attimo.
Se lo sente così duro
che quando abbassa la lampo il suo "trivellapassere" schizza
fuori dalla patta come una molla.
E' dritto e turgido.
Ha un aspetto così… preistorico.
< Continua a tenere le mutandine scostate > dice,
< e preparati che adesso ti impalo. >
La prende con ambo le mani per le natiche, la solleva,
la mette sulla giusta traiettoria e la lascia cadere di peso.
Sente il suo membro penetrarla con una violenza mai ottenuta prima.
Lacerante, devastante.
< Ti ho fatto male? > chiede un po' preoccupato.
< Oh sì! Mi hai fatto… malissssssssssssssssimo!!! >
sospira lei.
< Bene! Ora cerchiamo altre parole > dice lui:
< Vediamo… ecco, ho trovato: Carciofini! >
Lei lo guarda con occhi sgranati.
< Ma quali carciofini! > dice: < Dimmi piuttosto "Spinterogeno". >
Lui dice: < Spinterogeno >.
E' stato come se a parlare fosse stato il suo bacino.
Il colpo di reni è stato
così violento che li
ha catapultati entrambi contro la parete.
Il lampadario
ha oscillato come per una scossa di terremoto.
Un quadro si è staccato dalla parete.
I cani di tutto
il vicinato hanno cominciato
ad ululare.
Lei gli si tiene avvinghiata per i capelli.
< Dimmi qualcosa >
lo supplica.
<DeflettereSpinterogeno
DeflettereSpinterogeno
DeflettereSpinterogenoDeflettere
SpinterogenoDeflettere… > dice lui.
Non l'avevano mai fatto
in quella maniera.
La stanza sembra essere stata devastata da un ciclone.
Ora lei sta fumandosi
una sigaretta sdraiata sul divano.
Fa lunghe aspirate poi getta il fumo verso il soffitto.
Ha lo sguardo assente, appagato.
Nota lui che si sta rivestendo frettolosamente.
< Esci? > chiede.
< Certo >
< E dove vai ? >
Lui finisce di aggiustarsi
il nodo della cravatta.
< A comperare un dizionario > dice.
In un commissariato, tempo dopo.
Il commissario continua a fissarla: corporatura gracile,
faccino angelico.
Possibile che…
< Dunque ricapitoliamo:
voi confessate di avergli prima assicurato mani e piedi
alle sponde del letto con dei
legacci e di avergli poi…
reciso la gola. Anche questo,
presumo, faceva parte dei vostri innocenti giochini erotici? >
Lei lo guarda indignata.
< Signor commissario!
Non ho mai
asserito nulla di simile! >
< Ma se lo avete affermato ora!
E' stato anche messo a verbale. Appuntato, rilegga
la sua dichiarazione. >
< Cito da verbale:
"Il mio nome è…" >
< Non dall'inizio, idiota!
Solo l'ultima parte. >
< Cito da verbale: "
… e dopo avergli assicurato
mani e piedi alle sponde
del letto con dei legacci,
l'ho sgozzato." >
< Ecco signor commissario,
vedete? Sgozzato!
Ora va bene. >
< E cosa avevo detto io? >
< Avevate detto: 'reciso la gola'. >
< O Gesù! E che cosa cambia! >
< Praticamente tutto.
Ora vi spiego:
"recidere" e "sgozzare"
secondo voi suonano uguali?
Notate la tagliente
ma inoffensiva leggerezza di
"Recidere". Ed ora
confrontatela con "Sgozzare".
Avete notato che inaudita violenza fonica? Non ci credete?
Ditelo allora.
Dite la parola "sgozzare".>
Il commissario la guarda,
poi con un sospiro
di rassegnazione dice:
< Sgozzare >.
< Non così. Più duramente… più seccamente… più definitivamente. >
< Sgozzare >
dice allora il commissario
mettendoci dentro
tutta la cattiveria che ha in corpo.
La ragazza rimane
per un po' perplessa, poi scuote la testa.
< Non va ancora. >
dice.
< Forse deve provare a pensare a qualcosa di molto sgradevole,
a qualcosa che odia profondamente.>
< Pensi a sua moglie >
gli suggerisce l'appuntato
che poi, rendendosi conto della gaffe,
arrossisce violentemente
ed incassa la testa tra
le spalle come a volerla
fare sparire.
Ma una molla è scattata nella testa
del commissario: sua moglie! Quella maledetta vecchia megera!
< Sgozzare! > dice.
E' stato come se un colpo
di mortaio gli fosse partito
dalla bocca.
< Sì, così! Bravissimo!
Avete notato come la seconda
sillaba rafforzi la prima?
Ora forse potrete capirmi.
Noi ultimamente facevamo l'amore sfruttando
il potere evocativo delle parole.
Lui mi costringeva
ad adoperare il vocabolario
alla ricerca delle paroline
magiche…
Sì, quelle che
risvegliavano la mia passera.
Se sono incappata in quel
termine è stato solo per
una tragica fatalità.
Mi costringeva a sfogliare
le pagine a caso… >
Il commissario la guarda incredulo.
< Un momento, fatemi capire bene:
voi lo avete sgozzato
semplicemente perché avete detto sgozzare! >
< Precisamente >
risponde la ragazza canditamente.
< Agente, abbia la compiacenza di togliermi
questa deliziosa fanciulla da davanti
gli occhi. >
< Vado, vado, non preoccupatevi.
Posso darvi però un consiglio:
da oggi quando vostra moglie ha un orgasmo,
il suo corpo non si "inarca" ma si "deflette".
Ricordatevelo: si deflette. >
Il commissario rimane
a fissarla impassibile fino a
quando la porta si
chiude dietro lei.
Un solo pensiero gli
bolle nella testa:
sua moglie. "La bastarda" pensa, "quando si rade,
adopera le mie lamette!
E si fuma di nascosto i miei sigari!"
Il telefono squilla.
< Pronto? >
risponde duramente,
ma la sua voce si addolcisce all'istante:
< Oh, sei tu, cara… Come… ?
Vuoi sapere se torno per cena?
Motivo?
Ah, tuo padre
ha scannato il maiale!
Mi stai dicendo
che avremo cotolette alla brace?
E ci sono pure i tuoi!
Ma lo ha proprio… scannato?
Mi piace sai
il suono di questa parola.
Come? Cosa ho detto?
Ho detto:
mi piacciono le cotolette alla brace.
Ma certo che ci sarò, contaci.
Tuo padre ha scannato il maiale e
vuoi che manchi al banchetto? >
Mentre riattacca
la cornetta un lampo sulfureo
balena per un
istante nei suoi occhi.
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