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Thursday, May 05, 2005 - ore 09:53


io uccido
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Io uccido, non per follia omicida, ma semplicemente perché io sono morto e voglio che tutti gli altri muoiano con me, sperando di non rimanere l’unico “ritornato”.
La mia storia è molto semplice, due anni fa mi recai per lavoro con moglie e figli a Teresina, Brasile; l’Italia e le fondazioni umanitarie versavano sul mio conto molto denaro perché convertissi quei rozzi villici in civili lavoratori.
L’unica cosa che apprezzavo del Brasile erano i seni delle sue donne, in armonia con quei glutei ondeggianti.
Le brasiliane, col loro fisico sinuoso in grado di far resuscitare i morti...
La mia vita e conseguentemente la mia non vita subì uno scossone quando incontrai Argenta, bella come il Sole e disponibile come la peggiore delle prostitute. Lei passava le giornate ad imparare a ballare, non mi fu difficile corrompere la sua gioventù con pochi dollari.
E’ stata un’esperienza indimenticabile, lei ansimante sopra di me ed io impaziente di venire; quando raggiunsi il mio scopo mi accorsi che il nostro show interessava a qualcuno visto che notai un’ombra scappare all’esterno della tenda. Pensai che fosse solo un ragazzino e me ne infischiai. Feci sesso con Argenta svariate volte e spesso notavo quell’ombra.
Un giorno mi decisi a rincorrere quell’ombra, era una donna.
Le presi un braccio, lei si voltò, era cieca, allorché le chiesi perché sbirciava nella tenda pur essendo cieca, lei mi rispose che era stata attirata dall’odore della vita e del sesso visto che i villici l’avevano accecata perché non volevano essere guardati.
Senza dire niente mi abbassò i pantaloni ed iniziò a massaggiarmi, presto capii perché l’avevano accecata, i suoi occhi divennero di colore giallo fluorescente pronunciando un incomprensibile sermone, ma non m’importava, ero troppo impegnato a godere.
Morii un paio di giorni dopo tra atroci dolori febbrili.
Ora sono qui.

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