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Sunday, May 08, 2005 - ore 22:22
Recensioni
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Disco: "The Wall" Pink Floyd Dopo i massacranti successi di "Wish You Were Here" e "The dark side of the Moon" i Pink Floyd cominciano ad alienarsi, a distaccarsi dal pubblico. La parodia che faceva di loro delle macchine producenti musica e suggestioni, appena accennata in "wish you were here", esplode. Lo loro amarezza interna, il loro distacco aureo e insieme orrifico dal mondo, dilaga. Ne nasce così uno spaventoso e meraviglioso affresco chiamato "the wall". Il muro che rappresenta l'alienazione, la solitudine, l'orrore, il rifiuto, si incarna, viene costruito e abbattuto, seppellendo l'essere umano. "The wall" è per la musica quello che "Apocalypse Now" è per il cinema: un'angoscioso e splendido affresco di alienazione e orrore. Un incredibile disegno di perfezione e insieme di immediatezza. Lo si sente nei suoni: non più perfetti e puri come lo erano stati nel "lato oscuro della luna", ma tormentati, violenti, accusatori. Un capolavoro dagli innumerevoli significati reconditi, che forse coglieva prima di molti altro la vera solitudine e disperazione dell'uomo contemporaneo.Voto: 9------------------------------------------------------
Libro: "I fiumi di Porpora" di J.C. Grangé In una splendida e assolata provincia montana della Francia meridionale, misteriose e truculenti morti si susseguono fino alla scoperta di un orrendo disegno di follia scientifica. Di grande successo, questo romanzo del francese Grangè cerca, con alterna fortuna, di seguire al pista maestra del "Silenzio degli innocenti". A tratti ci riesce, costruendo una trama a fil di tensione e ben gestendo i personaggi. Ma Grangè non è Harris e, soprattutto, il suo detective non è certo Hannibal lecter. Manca quel gusto sopraffino per il cruento che distingue il romanzo americano da quello francese. Non c'è vero dubbio umano e partecipazione nel male, che diventa quasi astratto, lontano. Ecco quindi che, mano a mano che si procede e ci si avvicina al finale, il libro non trova più il filo e la trama perde di forza e, soprattutto, di credibilità.Voto: 6/7------------------------------------------------------
Film: "City of God" F. MeirellesFilm di sorprendente bellezza e profondità, racconta la storia del volenteroso Buscapè, giovane brasiliano delle favelas che, tra buona volontà e tentazioni, riesce a fuoriuscire dall'inferno in cui è nato. E' un film corale e accorato, dai colori forti (forse suggeriti dall'ottimo "traffic" di Soderbergh) e dalla forza narrativa drammatica. Racconta la violenza e la disperazione dell'uomo, ma anche la sua socialità e la sua natura. E lo spettro della miseria. Lo fa partendo dalla polvere ma riuscendo nell'incredibile effetto di rendere il tutto quasi metafisico: inalterato da sempre. Unico neo: costruito in un tempo lunghissimo e con un lavorio incessante (tra cui quello di addestramento degli attori non profesisonisti), il film ne risente un poco, risultando, a tratti, un poco macchinoso.Voto: 7/8
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Leonida, 23 anni
spritzino di Caldogno (Vi)
CHE FACCIO? Studente, aspirante giornalista, cantante
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