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... oppure faccio porcherie come questa...



... o quest’altra...



Diciamo che non ho una mia identità. Ma ho una mia moda..



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ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







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Tuesday, May 10, 2005 - ore 20:30


...se il buongiorno si vede dal mattino...
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Mi alzo decisamente di buon umore stamattina, nonostante aprendo la finestra mi si fosse prospettata una giornata grigia e fredda. Ma io sorrido alla vita, può sempre sorgere il sole. Mi guardo allo specchio: ho un piccolo brufolo proprio fra il labbro superiore e il naso, ma non è molto visibile: si mette bene, ho un brufolo minuscolo appena percettibile che posso nascondere. Sorrido di nuovo alla vita e mando un sms carino al mio amore dicendogli che potrei passare a trovarlo per un caffè, e aspetto. Non ricevo risposte per 20 minuti, allora scendo sorridente in cucina e trovo la mamma, che vistami pronta vestita e preparatissima mi trova mille cose da fare. Smetto di sorridere: giornata bruciata, bastava scendere un paio di minuti dopo e usciva lei.
Allora salgo in camera e scrivo al mio amore che non fa niente, che ci vedremo in biblioteca poi, e mi risponde entusiasta di andare da lui che mi aspetta: il mio primo messaggio gli era arrivato in quell’istante, 40 minuti dopo. Ma ormai ero stata blindata dalla mamma. Litigo un attimino con Maury che dice che è colpa del mio telefono, quando invece il mio cellulare è uno dei pochi che non abbia mai dato problemi. Fattostà che il mio mess non è arrivato in tempo, non sono andata a casa sua e mia madre mi ha incastrata.

Magari fosse finita. Sento rumore di camion, di macchinari e uno strano odore. È arrivato Zanier. Zanier nel mio paese è famosissimo e temutissimo perché è colui che pulisce e libera le fogne. Si trascina dietro un odore di marcio che se passi davanti a un bar basta aguzzare l’olfatto per sentire se lui è seduto dentro al tavolo in fondo. Stamattina Zanier era a casa mia, per pulire le nostre fognature. Il pavimento della cucina era un merdaio, io non me ne sono accorta e ho sporcato i calzini rosa appena messi puliti.
Torno in camera, mi cambio calzini e mi accorgo di avere un bozzo terribile sulla mano: forse una zanzara di dodici chili mi ha punta, non so come non so quando ma sicuramente, a giudicare dalle dimensioni della chiazza rossa che mi porto dietro, di meno non pesava. La mano è in fiamme e il bozzo brucia. Non posso nemmeno andare in bagno perché la casa è monopolizzata da Zanier, e l’odore che infesta le stanze mi ricorda quando, col treno che porta a Trieste, si passa di fianco alla discarica a cielo aperto.

Non è tutto. Scendo di nuovo, demoralizzata e sofferente – il bozzo della zanzara gigante si espande a macchia d’olio e brucia da morire – mi faccio dare la nota della spesa dalla mamma e vado a prendere la macchina. Ho i capelli davvero sporchi, ma non ho tempo: il bagno poi è sotto il controllo di Zanier. Accendo il motore e mi accorgo che la macchina è in riserva: mio fratello non fa benzina nemmeno se gli dai i soldi apposta, piuttosto la fa spingere a sua morosa ma fare la benzina è plebeo. Aveva lui la macchina ieri e domenica, e mia mamma gli aveva detto di fare benzina. Mi girano i coglioni. E sono senza cicche. Il pessimismo sale e mi logora.
Vado a fare la spesa e il posto in cui parcheggio di solito è occupato, vado in fondo, prendo il numero al banco e mi capita lo 00, non sono mai stata un doppio zero. Mi serve la commessa più lenta del mondo. Vado al reparto frutta e verdura: si inceppa la bilancia elettronica, finisce il rotolo degli scontrini e dobbiamo aspettare. Di fianco a me una signora napoletana che parla dialetto trevigiano. Fastidiosa quanto la zanzara gigante e ancora più brutta da vedere.
Torno a casa, salgo in camera cercando di non calpestare i duecento tubi che passano per il mio salotto. L’odore che mi accoglie mi stordisce per qualche minuto. Quando rinvengo mio padre è giù che parla con Zanier, hanno quasi finito. Vado in camera, metto un po’ di ordine quando mi si ribella contro la spilla che ho comprato a NY con scritto I love NY col cuore, e mi pungo. Sanguino.

Decido di fare una lista delle cose andate di merda in questa mattinata. Scendo in cucina così non mi rendo conto che la mia camera sa di merda.
Penso bene di farmi la doccia per togliermi di dosso l’odore di fogne. Tricchetrac e entro in bagno, mi chiudo a chiave e mi faccio una super doccia, rilassante e profumata di mandorle e miele. Sto per finire quando sento le pompe riprendere: non aveva finito. Apro la porta e l’odore è ancora più acuto, più fetente. So di nuovo di fogna. Salgo in camera, sa di fogna.
Scendo sconsolata cercando vacue gioie nel mio cibo leggero e dietetico: causa ritardi mia madre ha occupato tutti i fornelli della cucina, non ho spazio per cucinare. Torno in camera affamata e desolata, mi distendo sul letto e invoco la fine dei tempi.
Trovo un mess di Maury che mi dice che in Giappone ci sono vagoni dei treni riservati alle donne per evitare la mano morta. I musi gialli mi hanno esaurita, è stato il colpo di grazia. Nella mia mente sognavo che prendessero il treno per Trieste passando per la discarica.


RIASSUNTO: se il buongiorno si vede dal mattino, questa è stata una giornata di merda.

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