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Thursday, October 02, 2003 - ore 22:08


Favola
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Come tutti voi sapete (…), il 16 Settembre sono andato a dare un esame che, oramai, e' diventato il mio sport preferito, dato che mi ci sono presentato 5 volte... dopo aver risposto alle domande del compito (domande che, oramai, conosco praticamente a memoria, dato che sono piu' o meno le stesse da sempre) sono uscito e ho controllato la loro correttezza. Dopo aver appurato di aver risposto correttamente a tutte e sei, mi sono preso due settimane di ”ferie”, allo scopo preventivo di rilassarmi in vista della correzione e dei risultati stessi. E si', perche', come oramai e' risaputo da chiunque, in questo esame non serve rispondere correttamente alle domande, ma semplicemente aver una gran fortuna nel beccare l'assistente adibito a promuovere…
-Cosa?- direte voi del pubblico –L’assistente adibito a promuovere?-
Gia’, cari i miei lettori, proprio cosi’: in questo simpatico esame, non serve sapere o meno le risposte alle domande, ma semplicemente aver fortuna. Un assistente promuove tutti, ed uno boccia tutti. Non a caso, c’e’ sempre il 50% di promossi ed il 50% di bocciati.
SEMPRE.
Ho visto gente essere promossa con 27, facendo un compito IDENTICO al mio (valutato insufficiente). Ho visto compiti non corretti giudicati insufficienti, perche’ “Quello che ha scritto e’ giusto, ma non mi e’ piaciuto come l’ha scritto.”. Ho visto promuovere ragazzi con 25 esami con due soli esercizi corretti su sette.
Ma tant’e’…
Detto questo, il nostro racconto si sposta a due settimane dopo l’esame… eh, si’, perche’ per correggere 30 compiti tutti uguali (peraltro quelli consegnati saranno solo 18, ma questo si scoprira' in seguito), al nostro povero docente (secondo le fonti ufficiali, ma, in realta', ai suoi assistenti) servono almeno 10 giorni di tempo o, piu' in particolare, i giorni che mancano al secondo appello meno due (e si puo' capire la disperazione di chi si presenta al secondo appello di una sessione, dato che deve aspettare il primo appello della sessione successiva per avere i risultati... ovvero almeno 2 o 3 mesi!).
Arrivati a sabato 27 (Martedi 30 il secondo appello), i risultati non erano ancora usciti. Ma, nessuna paura o meraviglia: gia' una volta il nostro intrepido
professore (o, meglio, un suo assistente) aveva messo i risultati online la domenica sera con la registrazione/correzione di lunedi’ pomeriggio ed il secondo appello il martedi'! Cosi', avevo pensato di attendere la domenica sera per conoscere i risultati, ma il black out della notte aveva impedito i collegamenti con il server. Mi trovai quindi costretto a scendere a Padova domenica sera (in autobus TN/PD dato che i treni erano saltati...) ed ad alzarmi prestissimo Lunedi per andare a vedere se fossero usciti questi benedetti voti... sorpresa, sorpresa: non solo i voti non erano esposti in bacheca, ma non risultava nemmeno che il docente avesse prenotato un'aula per la correzione!
Decisi, cosi', di pormi in paziente (...) attesa ed ogni 30 minuti a partire dalle 8.00 andavo a controllare eventuali risultati. Nulla fino alle 15,30.
Alla fatidica ora, infatti, comparvero magicamente i voti... trepidante, scorro la lista per vedere se la dea bendata finalmente si fosse decisa a ricordarsi di me e... "insufficiente. Puo' presentarsi al secondo appello".
Questa strana ed arcana dicitura, significava insufficienza non grave (ma comunque seccante).
La cosa particolare, era la scritta posta in calce ai risultati (che, come OGNI volta precedente, avevano il 50% dei promossi ed il 50% dei bocciati...) che recitava: "La correzione e la visione dei compiti e' fissata per Martedi' 1 Ottobre alle ore 16.15".
-Ma il secondo appello non era il 30 Settembre?- domanderete voi, miei attenti lettori. -La visione del primo appello deve essere fissata PRIMA del secondo!-
Questo accade nel mondo normale e con docenti normali, non con questo barone in particolare...
-Ma e' illegale!- obbietterete ancora, sgranando gli occhioni e scuotendo la testa... ebbene si, e' illegale, ma tant'e'...

Visto che mi era stata data la possibilita' di presentarmi al secondo appello, corro in ufficio dal professore, per chiedergli di farmi vedere il compito. Ma il figlio di una peripatetica con malattie veneree si rifiuta di ricevermi.
Riporto un estratto del dialogo telefonico
-Mi scusi, professore, ma dato che sono leggermente insufficiente...-
-In che senso leggermente?-
-Beh, c'e' scritto che posso presentarmi al secondo appello...-
-Forse che NON puo' presentarsi-
-No, no, guardi che c'e' scritto che posso-
-Ah. Abbiamo fatto questa distinzione, questa volta? E come mai?- (dimostrando, quindi, di non conoscere nemmeno le modalita' di correzione)
-Non so, professore. Pero', visto che posso presentarmi all'appello di domani, se lei mi facesse vedere gli errori che ho commesso, forse potrei evitare di ripeterli..-
-Assolutamente no. Lei prossimamente sara' un ingegnere, e deve avere la correttezza professionale e la capacita' di prendersi le proprie responsabilita'. Deve quindi decidere se presentarsi domani o venire alla correzione.-
Inutile dire, che al sottoscritto hanno incominciato a girare vorticosamente elementi fondamentali dell'apparato riproduttore maschile: correttezza e responsabilita' sono elementi portanti del mio modus vivendi, ed essere ripreso (ingiustamente) da una persona che viene pagata per fare lezioni (cui non si presenta), preparare esami (di cui ignora anche i testi) e correggerli (cosa che si guarda bene dal fare, essendo totalmente digiuno degli argomenti trattati) mi ha seccato non poco.

Ma non era ancora il momento dello scontro diretto.

Decisi quindi di non presentarmi al secondo appello, dato che i risultati verranno resi noti in Gennaio (e, volendo laurearmi a Marzo, sarebbe un po' tardi...) e di aspettare la correzione.
Tralasciando la descrizione dei tentativi di mantenere la calma e cercare di non procurarmi armi, arriviamo finalmente al giorno fatidico. Dopo aver chiesto il compito, posso finalmente vedere quali incredibili errori mi avrebbero procurato l'insufficienza:

1o es: correzioni a caso ed identiche per TUTTI i compiti, anche di quelli dei promossi e di chi ha preso 30, con valutazioni che spaziavano da 0 a 0,5 (ricordo che le correzioni erano le stesse e che ho avuto modo di confrontare, dato che nell'attesa di poter chiedere spiegazioni ho scorto anche gli altri 17 compiti)

2o es: non corretto; totalmente intonso, prendeva una valutazione di 0,3

3o es: non corretto; totalmente intonso, prendeva una valutazione di 0,35

4o es: perfetto

5o es: non corretto; totalmente intonso, prendeva una valutazione di 0,4

6o es: sottolineatura sotto "tempo di raffreddamento", prendeva una valutazione di 0,3

(esercizio totalmente errato viene valutato 0, perfetto 1)

Alla mia richiesta di spiegazioni, il docente ha risposto, nell’ordine:

1o es: -nessuno di voi ha capito nulla su questo esercizio- (esercizio svolto, peraltro, durante una lezione dal suo assistente; in una precedente correzione di un altro tema d'esame il docente stesso ha mostrato di non conoscere nemmeno i principi base della tipologia di esercizio)

2o es: <dopo 2 min di silenzio> -mmm... beh... si... dunque... il disegno non e' chiaro!-
-Ma, veramente e' lo stesso delle dispense-
-Si, ma non mi piace il suo tratto-
(nota: era uno schema di una macchina molto semplice. Ed ha anche glissato sulla mancata correzione)

3o es: <altri 2 min di silenzio> -non e' preciso questo elenco-
-In che senso, scusi?-
-Dovrebbe saperlo. Andiamo avanti.-

4o es: -beh, almeno qualcosa l'ha studiata!-

5o es: <altri 2 min di silenzio> -Non e' una definizione molto corretta...-
-E' quella delle dispende, professore-
-Impossibile!-
-Guardi, le ho qui-
<dopo aver constatato l'esatta corrispondenza delle due definizioni>
-Ma queste dispense dove le ha prese?-
-Dal suo sito: guardi, c'e' l'indirizzo in basso a destra-
<altri 2 min di silenzio>
-Beh, allora bisognera' cambiare la definizione delle dispense, perche' questa non mi piace. Andiamo avanti.-

6o es: -Eh, qui come fa a scrivere che questo e’ il tempo di raffreddamento?! E’ una fesseria!-
-Ma, veramente e’ la traduzione di “cooling time”-
-E che c’entra? Se sulle dispense e’ in inglese, lei deve tenerlo in inglese!-
-Professore, guardi che era nel testo dell’esercizio…-
-Come?-
-Legga qui: indicare sul diagramma delle pressioni i tempi di iniezione, impiccamento, raffreddamento e reset.-
-…-
-…-
-Comunque lei resta gravemente insufficiente-
-Veramente c’e’ scritto non gravemente-
-Appunto, volevo dire non gravemente-

Giunti a questo, cosa potevo fare? Gli appelli successivi sarebbero stati in Gennaio, annullando quindi le possibilita’ di laurearsi a Marzo, i genitori che continuano a spingere perche’ finisca presto “perche’ gia’ ci stai mettendo un sacco” (nota, sto finendo il 6° anno, ho fatto la primina e sono in tesi… considerato che la media di ingegneria e’ sugli 8/9 anni, non mi pare di essere tanto indietro…), ed il fatto che di preparare ex novo un altro esame non avevo assolutamente voglia, mi sono costretto all’ignobile ed infame gesto:
-Sa, professore, questo sarebbe il mio ultimo esame… (falso, me ne manca un altro, ma tant’e’)-
-Ed io che ci posso fare? Piu’ di un 18 non le posso regalare-
In quell’attimo si e’ deciso tutto: la parola “regalare” ha acceso in me una tale rabbia che sarei stato letteralmente pronto a saltargli al collo. Volevo urlargli con quanto fiato avevo in gola dove poteva infilarsi il suo “regalo”, cosa doveva fare della sua ignorante saccenza e quale uso fosse migliore per la penna con la quale continuava a gesticolare. Volevo saltare sulla cattedra e piantargli la faccia su quei compiti macchiati dalla sua imperizia e mostrargli riga per riga le assurdita’ che vi erano scritte, con compiti valutati 30/30 con solo 3 esercizi su sei corretti.
Ero accecato, furibondo, pronto a colpire.
Volevo vendetta, violenza e tanta cattiveria.

-Accetto- e’ stato quanto e’ uscito dalla mia bocca.

E mi sento sporco…



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