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Tuesday, May 17, 2005 - ore 12:23
Sparatoria, sotto torchio un manovale
(categoria: " Vita Quotidiana ")
«Non sono fuggito, sono a vostra disposizione». R.C., 45 anni, manovale, ha bussato alla porta della caserma dei carabinieri di .... nel tardo pomeriggio di ieri, quando già la polizia lo cercava per mari e per monti. Sin da domenica infatti gli agenti della squadra Mobile di Nuoro avevano individuato in lui uno dei due pistoleros che la notte prima, durante la festa del Santo Spirito a ...., avevano ferito in modo non grave i fratelli F e S R ( 27 e 35 anni), F P (34) e S P, (27). Insieme a lui, sempre stando alla ricostruzione della polizia, ci sarebbe stato anche il fratello S., di 15 anni più giovane, che al momento sarebbe ancora irreperibile. Non latitante però, perché nei confronti dei due sparatori non sarebbe stato ancora emesso alcun provvedimento restrittivo. Per ora la loro posizione è (sarebbe) quella di semplici indagati a piede libero, anche se le accuse sono pesantissime: tentato omicidio plurimo aggravato e premeditato, stando alla relazione trasmessa al pm Ornella Chicca dagli investigatori della Questura. Gli indagati R C è una vecchia conoscenza delle forze dell'ordine. Noto col nomignolo di Jack Pattada, nel '96 fu condannato per il tentato omicidio di F O, allevatore (alias "su sindicu"), a cui aveva inferto dieci coltellate dopo una discussione al bar. I rancori tra i due erano però ben più antichi. Già nel 1985 erano stati infatti protagonisti di una rissa al termine della quale C sfregiò O con una coltellata all'occhio. Quattro anni dopo, esattamente il 17 dicembre 1989, il fatto più grave: nella discoteca "Skylab" di .... venne ucciso a colpi di pistola Fr C, un fratello di R. A sparare fu S O, fratello di F. Nuovo episodio nel '91, quando R C avrebbe tentato di uccidere un altro componente della famiglia O, E, addirittura per impiccagione. Sino ad arrivare a tre anni fa, quando Jack Pattada era sfuggito per ben due volte (ad aprile e novembre) al fuoco dei killer. Il moventeLo scenario nel quale sarebbe maturato il regolamento di conti avvenuto nel rione di Mussinzua sarebbe dunque legato a questa sorta di disamistade tra i C e gli O. Un po' più difficile stabilire però che c'entrano i feriti di sabato notte con le due famiglie rivali. «Abbiamo accertato che alcune delle parti offese sono collegate a un gruppo familiare nemico di quello che ha sparato», ha spiegato il capo della squadra Mobile di Nuoro, Massimo Colucci. Dunque - stando a questa ricostruzione - i fratelli R e P sarebbero in qualche modo vicini (amicizia o parentela) agli O, quindi nemici dei C. Chi pare non c'entri nulla è invece P, la cui unica colpa sarebbe stata quella di essersi trovato nel posto sbagliato al momento sbagliato. La svoltaIn serata la svolta con la presentazione di R C in caserma e l'avvio di un'inchiesta parallela da parte dei carabineri. Jack Pattada è stato interrogato sino a tarda sera ma sul contenuto delle sue dichiarazioni è riserbo assoluto. «Posso solo confermare che stiamo sentendo delle persone in relazione alla sparatoria»: ha detto il comandante provinciale dell'Arma Salvatore Favarolo. Oggi se ne dovrebbe sapere qualcosa di più.
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