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Friday, May 20, 2005 - ore 22:15
Vi ricordate di Daniela?
(categoria: " Vita Quotidiana ")
<i>Cap. 8</i>
Si sentiva un animale in gabbia, uno stupido animale in una stupida gabbia. Si guardò intorno come se annusasse laria, come se scrutasse un possibile pericolo. Si sentiva braccata, quasi che sua madre potesse comparire da dietro langolo per ritornare di colpo allinterno della sua vita.
Effettivamente, dopo Matteo, sua madre era lunica cosa che riusciva a provocarle delle vere reazioni emotive, dei sentimenti, spesso violenti e distruttivi ma che comunque la distoglievano dalla solita apatia.
Si disse che era una follia pensarci e si mise a guardare le vetrine di Milano con vestiti e scarpe e borse e milioni di altre cose inutili a cui in quel momento non riusciva proprio a pensare.
Forse se avesse rubato qualcosa si sarebbe sentita meglio, ma si ricordò che non doveva farsi notare in nessun modo, si stava nascondendo e non poteva attirare lattenzione.
Anche se, non attirare lattenzione non era facile per una come lei, dopo soli tre giorni che era a Milano, con la sua bellezza e i suoi modi di fare era già stata notata da parecchie persone.
Ma Daniela era molto fortunata, in quel periodo cerano molti casi di omicidi, girava voce di un serial killer e la polizia a quanto pareva si era dimenticata di lei. Per di più si tendeva ad idealizzare un assassino come maschio, grande e grosso e non una ragazza esile dal viso ancora infantile.
Guardandosi nello specchio di un negozio di Prada le venne da pensare che forse poteva apparire ancora più giovane...Una normale ventenne milanese che si mescolava ai suoi simili in quella bolla di città. Unenorme prigione che Daniela si sentiva chiusa addosso come un vestito bagnato.
Chiedere a Daniela di non farsi notare era come chiederle di non respirare, era dentro di lei, scritto nel suo dna, aveva bisogno di essere guardata. Non cercava solo gli sguardi degli uomini, voleva essere osservata da tutti, come unica suprema protagonista di ogni momento.
Stava attraversando un ponticello e decise di dimostrare ancora una volta la sua prodezza salendo sulla balaustra. Nella sua testa si agitavano mille pensieri, ricordi del passato e paure lontane che lavevano fatta diventare quello che era. Un rumore dietro di lei la fece girare di scatto.
Mentre si girava per capire cosa fosse stato mise male un piede sulla balaustra e scivolò.
Il suo corpo leggero volò per un attimo nel vuoto, per sua fortuna dalla parte interna del ponte.
La giacca di pelle si aprì come delle ali nel vento, Daniela però non aveva paura...non ne aveva mai: mettere a rischio la sua vita non le interessava, lunica cosa che pensò fu che se si fosse rotta qualche osso sarebbe dovuta rimanere immobile per parecchio tempo e questo la infastidì.
Si concentrò sul suo corpo per sentire il terreno sbattere contro di lei, se doveva sentire male almeno voleva goderselo! E invece no, non sentì proprio nulla. Un paio di braccia robuste lavevano afferrata al volo: qualcuno, senza nemmeno sbilanciarsi, laveva presa.
LINK---> per farvi capire di che parlo!

DEVO AVERLOOOOOOOOOOOOOOOOO!!!
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