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Sunday, May 22, 2005 - ore 14:56
Peron sardo? L'Argentina accetta l'esame del Dna
(categoria: " Vita Quotidiana ")

Si avvicina a una soluzione il mistero Piras/Perón che da più di cinquantanni lega indissolubilmente l'Argentina a Mamoiada. A dipanare la matassa e stabilire una volta per tutte se il mamoiadino Giovanni Piras e il presidente Juan Perón sono la stessa persona ? sarà l'analisi del Dna che molto presto potrà essere fatta sul corpo del generale sudamericano. A dare la notizia, ieri, è stato Peppino Canneddu, studioso mamoiadino che da oltre quarant'anni studia l'argomento, nel bel mezzo del convegno alla biblioteca Satta sul tema "Emigrantes Sardegna ? Argentina. Dal Gennargentu alle Ande sulle tracce di Perón/Piras", interno alla manifestazione "Voci di maggio". L'annuncio«Ho ottenuto dal governo argentino l'autorizzazione a che il corpo di Juan Perón venga riesumato è l'annuncio dello studioso che dal 1960 insegue la verità sui due personaggi così finalmente potremo avere un riscontro oggettivo a tutti gli indizi che finora mi hanno portato a pensare che Piras e Perón fossero in realtà la stessa persona». Poi, senza scomporsi e anticipando le obiezioni a cui ormai ha fatto il callo, ha aggiunto: «Tutte tracce che per altro io posso documentare e che sono pronto a mettere a disposizione di chi volesse approfondire la vicenda». Accanto a lui Gigi Sanna, leader degli Istentales annuisce. I due qualche tempo fa hanno avviato una collaborazione, poi sfociata in una composizione musicale che rievoca la storia. Naturalmente ogni cosa ha un prezzo, anche se in questo caso non si parla di denaro. Perché l'autorizzazione diventi esecutiva, è infatti necessario che Canneddu da una parte e i discendenti di Giovanni Piras dall'altra (tra cui anche l'attuale assessore regionale al Lavoro Maddalena Salerno, presente ieri in sala insieme al fratello Piero) accettino alcune condizioni. La clausoleLa prima: «I suoi discendenti devono prima firmare un accordo col quale rinunciano a tutta l'eredità del presidente che ora è conservata in Svizzera, naturalmente qualora Piras e Perón fossero la stessa persona ? spiega Canneddu ? e devolverla tutta a favore di qualche associazione argentina». Cosa fatta ? almeno nella sua prima parte ? visto che i Salerno hanno sempre sostenuto di voler rintracciare le orme del loro avo solo per poter mettere un fiore sulla sua tomba, senza mirare a eventuali eredità. Lo studioso, però, dichiara anche di volersi battere perché, una volta appurata la vera identità, una parte del denaro venga utilizzata per creare una fondazione dedicata al mamoiadino Giovanni Piras. Per verificare la fattibilità di quest'ultima proposta bisognerà attendere gli sviluppi futuri. La seconda condizione è ben più delicata: «In una cassetta di sicurezza di una banca possiedo ben conservata una immagine di Evita (seconda moglie di Perón) nella camera mortuaria», ricorda lo scrittore. Poi spiega: «La funzionaria argentina che rappresenta il mio contatto col governo locale, mi ha chiesto che come contropartita alla riesumazione del corpo di Perón io consegni quella foto alla fondazione Evita di cui lei fa parte». Sembra quindi che non ci siano più ostacoli alla soluzione del mistero che da decenni tiene in sospeso decine di storici e giornalisti. A cominciare da Nino Tola, dell'Unione Sarda, già nel lontano 1951. In merito alla vicenda, ieri, c'è stata anche qualche voce fuori dal coro. Uno per tutti l'ex assessore regionale Luigi Cogodi. Francesca Gungui
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