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![]() jijotdl, 30 anni spritzino di Todo el World CHE FACCIO? Mi arrabatto Sono sistemato [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ]
STO LEGGENDO HO VISTO Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi. Navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione... e ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhauser... e tutti quei momenti andranno perduti nel tempo come lacrime nella pioggia. E’ tempo di morire. STO ASCOLTANDO I silenzi che ho trovato, Il respiro calmo di chi mi sta serenamente vicino... ABBIGLIAMENTO del GIORNO Pantacollant e infradito ORA VORREI TANTO... Ho già quello che vorrei tanto, anzi no, questo: ![]() STO STUDIANDO... come sopravvivere per almeno i prossimi 25 anni... OGGI IL MIO UMORE E'... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO...
PARANOIE Nessuna scelta effettuata MERAVIGLIE 1) sentirsi dire, a freddo, da un Amica: Per fortuna non ne esistono molti come te... perchè altrimenti non ti si potrebbe apprezzare. e commuoversi 2) Anche oggi aver aperto gli occhi per svegliarmi in questa giungla e con un gran sorriso aver dato inizio ad una nuova guerra , perchè quando il gioco si fa duro, i duri sorridono..... 3) fare l'amore con una persona speciale e sentire i brividi...poi avere la sua testa sulla tua pancia e accarezzargli i capelli! 4) ..quelle notti che sembrano non finire mai in compagnia dei due amici che contano di più, in cui la stanchezza non si fa sentire e allora per fermarti "qualcuno" si è inventato l'alba... 5) Perdere a DAMA ETILICA (vodke al posto delle pedine!) 6) La carbonara! |
Wednesday, May 25, 2005 - ore 09:12
Google Newsgroup: it.sesso.racconti Da: "Diagoras" Data: Sat, 21 May 2005 20:04:37 IPSENIS Finalmente avevano trovato l'acqua. Il bambino iniziò a tirare fuori manciate di sabbia bagnata, ammucchiandole attorno alla buca. La ragazzina, sua compagna di giochi, prendeva quella stessa sabbia e la compattava nelle mura del castello che stavano costruendo. Ogni tanto, qualche onda più potente, arrivava a lambire la loro creazione, erodendola in modo lento ma inesorabile. Rapidamente, i due bambini aggiustavano i danni con nuove manciate di sabbia, rinforzando le difese che dovevano proteggere il loro gioco. " Poi facciamo anche il ponte levatoio..." . " Prima, però, costruiamo le torri... ". " E va bene " . La spiaggia non era troppo affollata, ma gli altri ragazzini del villaggio si erano messi a giocare con il pallone poco più avanti, costituendo una continua minaccia per il loro lavoro. " Se quell'antipatico di Andreas ci rompe il castello con una pallonata, lo prendo a pugni " fece il bambino, preoccupato dell'eventualità. Lei lo guardò con un misto di ammirazione e di fastidio. Se c'era da attaccare briga, lui certo non si tirava indietro. Anzi. Sistemandosi i lunghi capelli neri dietro le orecchie, iniziò a costruire una delle torri di guardia sul muro di cinta. Proprio in quel momento un'ondata più grossa arrivò fino a loro... ******************* ....arrivava fino a loro, cullandoli e avvolgendoli. L'uomo e la donna, nudi sul letto matrimoniale, si accarezzavano lentamente, un filo di aria fresca che entrava dalla finestra aperta, il chiarore della notte che disegnava i loro giovani corpi, lo sciabordio delle onde del mare che arrivava fino a loro, cullandoli e avvolgendoli. La mano di lui indugiava sulla pelle abbronzata della schiena di lei, quasi sfiorandola, delicata ma carica di desiderio e di amore. Scendeva lungo la colonna vertebrale, solleticando quella zona così sensibile a confine tra la schiena ed i glutei, per poi insinuarsi nel solco delle natiche, impaziente. Lei, la sua compagna di vita, era abbandonata sulle lenzuola percorsa da brividi e da sospiri di piacere. Un dito aveva preso a massaggiarle l'ano, con movimenti sapienti, esperti, deliziosi. E la lieve pressione che quel dito esercitava, ad intervalli mai regolari, stimolava sempre più la sua fantasia, facendole pregustare tutto quello che sarebbe accaduto. Con calma, come piaceva e lei, sarebbe arrivata a godere con ogni centimetro del suo corpo, la sua pelle sempre più sensibile e bollente. Ma con calma. Senza alcuna fretta. Piano piano... ************************ ....piano piano. Questa è, ormai, la loro andatura. I due anziani camminano lentamente, come tutte le mattine, sul lungomare. Lui si appoggia ad un bastone, la schiena curva, il passo incerto e strascicato. Lei lo tiene sottobraccio, al suo fianco, sorreggendolo e sorreggendosi a lui. Di fatto è quel bastone il loro unico appoggio. La loro passeggiata procede lentamente, faticosamente, caparbiamente... ************************** ....caparbiamente ripararono i danni provocati da quell'ultima onda. " Te l'avevo detto che dovevamo costruirlo più indietro " disse la bambina, il viso arrossato e sudato. " Certo...così l'acqua, nella buca, la trovavamo domani... ". " Quando vuoi avere ragione ad ogni costo mi stai veramente antipatico, sai ? " . " E allora perchè il castello non te lo fai da sola ? " . In silenzio, continuarono a lavorare la sabbia. Lui, di nascosto, la guardò in viso, per vedere quanto lei fosse arrabbiata. Sperava che non si mettesse a piangere... ************************** ....piangere. Era così intenso il piacere che lui le sapeva dare che si sarebbe messa a piangere di gioia. A fatica si era sottratta a quel dito che aveva preso ad esplorarla internamente, entrando ed uscendo dal suo ano. Si era messa seduta sul letto, guardando il suo uomo negli occhi, leggendo in quello sguardo l'attesa ed il desiderio. Spingendolo con le mani sul petto, l'aveva fatto sdraiare, ammirando il suo pene in completa erezione. Inginocchiandosi tra le sua gambe, aveva preso a percorrerlo con la lingua, quasi disegnandone il profilo. Con la mano aveva ritratto la pelle e con le labbra, ora, l'aveva circondato, assaporandolo. Se lo faceva scivolare in bocca con delicati movimenti circolari, i lunghi capelli neri a solleticargli i testicoli. L'uomo, le mani intrecciate dietro la nuca, aveva chiuso gli occhi, abbandonandosi alla sua bocca vellutata e calda... ********************* ....calda e afosa. Sicuramente la giornata più calda di quell'estate. La passeggiata procede faticosamente, con frequenti soste. Una ragazza in bicicletta viene verso di loro. I due anziani si fermano, guardandola arrivare preoccupati. Ma lei li evita abilmente e sorride loro. Il bastone si sposta in avanti e le loro stanche gambe lo seguono. Un passo dietro l'altro. E' quasi il momento di tornare indietro... **************** ....indietro. L'ennesima onda tornò indietro, risparmiando il fragile castello. I due bambini si erano stancati. Lei guardava verso lo scoglio che si ergeva sul bagnasciuga, trecento metri più avanti, Quello scoglio enorme separava quasi a metà la lunga spiaggia; la sua scalata era uno dei giochi preferiti dei bambini del villaggio. Lui, invece, guardava il mare, perchè aveva voglia di fare il bagno. " Facciamo una corsa ? " gli chiese lei, già in piedi e pronta a scattare. " Va bene " le rispose il bambino, alzandosi e scrollandosi la sabbia dalle mani " Fino a dove ? " . " Arriviamo fino allo... " . **************************** ....fino allo spasimo. Le piaceva portarlo a quel punto, dove lei era padrona assoluta del suo corpo e delle sue sensazioni. Ora lo stava succhiando, una mano a massaggiare i testicoli, un dito a stuzzicargli l'ano. Stava per esplodere, lo sentiva. Sentiva il pene gonfio tra le labbra ed i testicoli duri, pronti a secernere il seme caldo. Sapeva di torturarlo, anche se in modo piacevole. Rapidamente era salita su di lui appoggiandosi la punta del pene alla vagina, e quindi infilandoselo decisamentre dentro, tutto, fino in fondo. Aveva sentito le mani di lui afferrarle le natiche, allargarle, e guidarla in un su e giù sempre più rapido. Mille sensazioni le erano esplose nella testa, come un gigantesco fuoco d'artificio. Si era presa il seno tra le mani, stringendoselo ed offrendolo alla bocca del suo amante: ben presto i suoi capezzoli erano bagnati di saliva e sudore... *********************** ....sudore. Seduti su una panchina, con un largo fazzoletto bianco, il vecchio si deterge la fronte dal sudore. Si stanno riposando un attimo, prima di riprendere la strada di casa. La moglie guarda verso il mare. E' stanca ed accaldata anche lei. Guarda lungo la spiaggia fino al grande scoglio, presenza maestosa e misteriosa, schiaffeggiato perennemente dalle onde; lo scoglio di... ****************** " ...lo scoglio di Ipsenis, dai. Arriviamo fin lì, lo tocchiamo e ritorniamo indietro... " . " Ci sto. Chi perde compra il gelato. Va bene ? " Si guardarono negli occhi, con quello sguardo così intenso e candido che solo due bambini di dieci anni possono concedersi. E via, di corsa. I piedi veloci sulla sabbia, il fiato che si ingrossa, la milza che inizia a dolere, corsero a tutta velocità lungo la spiaggia, verso Ipsenis, vivendo quegli attimi di assoluta felicità. Toccarono lo scoglio quasi contemporaneamente, e tornarono indietro cercando di superarsi a vicenda. Di poco, ma il bambino precedette la sua amica. Ansanti e sudati, si buttarono sulla sabbia. " Hai perso, Maritsa. Come al solito..." . " Guarda che l'altro giorno ho vinto io, Yorgos. Non far finta di non ricordarlo... " " Solo perchè ho dovuto evitare quella medusa che il mare aveva portato sulla sabbia. Se no... " . " E' una scusa...è una scusa...avevi perso e basta... " . E così dicendo, Maritsa si rialzò e corse verso il mare, tuffandosi nell'acqua tiepida. Yorgos la seguì ridendo, gettandosi anche lui fra le onde. Presero a schizzarsi, ridendo felici ed eccitati... ********************** ....e felici e eccitati si rotolavano ora sul letto. L'uomo l'aveva ora immobilizzata, baciandola a lungo. Si guardavano negli occhi, con quello sguardo carico d'amore e di passione che solo due amanti si sanno regalare. " Sei stanco, eh ? " diceva lei con sguardo malizioso. " Chi ? Io ? Figurati...tu, piuttosto... " . " Io ? Allora ti sfido...domani mattina, presto, andiamo a correre sulla spiaggia. Arriviamo allo scoglio di Ipsenis, lo superiamo, corriamo fino a Halki e poi torniamo per il lungomare. Non ce la farai a starmi dietro, Yorgos... " . " Tu dici, Maritsa ? Vedremo. Naturalmente, chi perde paga il gelato... " . Maritsa, raggiante, scoppiava a ridere, abbracciandolo e stringendolo a se. E la passione cresceva nuovamente. Ora Yorgos l'aveva fatta voltare e, baciandole la schiena, riprendeva a titillarle l'ano con il dito. Maritsa gemeva sommessamente, un'onda di marea che cresceva in lei. Quando, finalmente, il pene di Yorgos l'aveva penetrata, facendosi largo fra le strette pareti dell'ano, Maritsa si era sentita riempita, il piacere che dilagava impetuoso, fino ad un orgasmo travolgente e meraviglioso... ************************** ....meraviglioso. E' veramente meraviglioso guardare lo scoglio di Ipsenis. Tanti ricordi passano nella mente di Maritsa. Volta il viso verso il marito. E si guardano lungamente negli occhi, con quello sguardo stanco e profondo che solo due vecchi sanno darsi. " Anche tu stai guardando Ipsenis, Yorgos ? " . " E come potrei non guardarlo, cara. Fa parte della nostra vita... " . Lo guardano da lontano. Per le loro forze, ora, Ipsenis non è più raggiungibile. In silenzio si alzano dalla panchina. Il bastone li aiuta, segna la rotta, è la loro ancora. Ritornano lentamente verso casa. " Maritsa ? " . " Sì... " . " Lo prendiamo un gelatino ? " . " Buona idea. Però paghi tu, Yorgos. Mi pare di ricordare che tutte le volte che hai perso quando facevamo le corse, hai sempre trovato una scusa per non pagare... " . " Ma quando mai ho perso io ? " . " Oh...tante volte... amore mio..." . Ridono. Le rughe dei volti si scavano e si approfondiscono. Ma ridono come allora. Come su quella spiaggia. quel giorno, uno dei tanti passati a giocare. Come su quel letto, quella notte, una delle tante passate ad amarsi. LEGGI I COMMENTI (3) PERMALINK |
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