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STO LEGGENDO



HO VISTO

Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi. Navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione... e ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhauser... e tutti quei momenti andranno perduti nel tempo come lacrime nella pioggia. E’ tempo di morire.




STO ASCOLTANDO

I silenzi che ho trovato,

Il respiro calmo di chi mi sta serenamente vicino...


ABBIGLIAMENTO del GIORNO

Pantacollant e infradito

ORA VORREI TANTO...

Ho già quello che vorrei tanto,
anzi no,
questo:



STO STUDIANDO...

come sopravvivere per almeno i prossimi 25 anni...

OGGI IL MIO UMORE E'...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


Nessuna scelta effettuata

MERAVIGLIE


1) sentirsi dire, a freddo, da un Amica:
Per fortuna non ne esistono molti come te...
perchè altrimenti non ti si potrebbe apprezzare.

e commuoversi
2) Anche oggi aver aperto gli occhi per svegliarmi in questa giungla e con un gran sorriso aver dato inizio ad una nuova guerra ,
perchè quando il gioco si fa duro, i duri sorridono.....

3) fare l'amore con una persona speciale e sentire i brividi...poi avere la sua testa sulla tua pancia e accarezzargli i capelli!
4) ..quelle notti che sembrano non finire mai in compagnia dei due amici che contano di più, in cui la stanchezza non si fa sentire e allora per fermarti "qualcuno" si è inventato l'alba...
5) Perdere a DAMA ETILICA (vodke al posto delle pedine!)
6) La carbonara!





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Wednesday, May 25, 2005 - ore 09:12



(categoria: " Amore & Eros ")


Google Newsgroup: it.sesso.racconti
Da: "Diagoras"
Data: Sat, 21 May 2005 20:04:37


IPSENIS


Finalmente avevano trovato l'acqua.
Il bambino iniziò a tirare fuori manciate di sabbia
bagnata, ammucchiandole attorno alla buca.
La ragazzina, sua compagna di giochi, prendeva
quella stessa sabbia e la compattava nelle mura
del castello che stavano costruendo.


Ogni tanto, qualche onda più potente, arrivava
a lambire la loro creazione, erodendola in modo
lento ma inesorabile.
Rapidamente, i due bambini aggiustavano i danni
con nuove manciate di sabbia, rinforzando le difese
che dovevano proteggere il loro gioco.


" Poi facciamo anche il ponte levatoio..." .
" Prima, però, costruiamo le torri... ".
" E va bene " .


La spiaggia non era troppo affollata, ma gli altri
ragazzini del villaggio si erano messi a giocare
con il pallone poco più avanti, costituendo una
continua minaccia per il loro lavoro.


" Se quell'antipatico di Andreas ci rompe il castello
con una pallonata, lo prendo a pugni " fece il bambino,
preoccupato dell'eventualità.
Lei lo guardò con un misto di ammirazione e di
fastidio. Se c'era da attaccare briga, lui certo non
si tirava indietro. Anzi.
Sistemandosi i lunghi capelli neri dietro le orecchie,
iniziò a costruire una delle torri di guardia sul
muro di cinta.


Proprio in quel momento un'ondata più grossa
arrivò fino a loro...


*******************


....arrivava fino a loro, cullandoli e avvolgendoli.
L'uomo e la donna, nudi sul letto matrimoniale, si
accarezzavano lentamente, un filo di aria fresca
che entrava dalla finestra aperta, il chiarore della
notte che disegnava i loro giovani corpi, lo sciabordio
delle onde del mare che arrivava fino a loro,
cullandoli e avvolgendoli.
La mano di lui indugiava sulla pelle abbronzata
della schiena di lei, quasi sfiorandola, delicata ma
carica di desiderio e di amore.
Scendeva lungo la colonna vertebrale, solleticando quella
zona così sensibile a confine tra la schiena ed i glutei,
per poi insinuarsi nel solco delle natiche, impaziente.


Lei, la sua compagna di vita, era abbandonata sulle
lenzuola percorsa da brividi e da sospiri di piacere.
Un dito aveva preso a massaggiarle l'ano, con
movimenti sapienti, esperti, deliziosi.
E la lieve pressione che quel dito esercitava, ad
intervalli mai regolari, stimolava sempre più la
sua fantasia, facendole pregustare tutto quello che
sarebbe accaduto. Con calma, come piaceva e lei,
sarebbe arrivata a godere con ogni centimetro del
suo corpo, la sua pelle sempre più sensibile e
bollente.


Ma con calma. Senza alcuna fretta.
Piano piano...


************************


....piano piano. Questa è, ormai, la loro andatura.
I due anziani camminano lentamente, come tutte le
mattine, sul lungomare.
Lui si appoggia ad un bastone, la schiena curva, il
passo incerto e strascicato.
Lei lo tiene sottobraccio, al suo fianco, sorreggendolo
e sorreggendosi a lui.
Di fatto è quel bastone il loro unico appoggio.


La loro passeggiata procede lentamente, faticosamente,
caparbiamente...


**************************


....caparbiamente ripararono i danni provocati da
quell'ultima onda.
" Te l'avevo detto che dovevamo costruirlo più
indietro " disse la bambina, il viso arrossato e
sudato.
" Certo...così l'acqua, nella buca, la trovavamo
domani... ".
" Quando vuoi avere ragione ad ogni costo mi stai
veramente antipatico, sai ? " .
" E allora perchè il castello non te lo fai da sola ? " .


In silenzio, continuarono a lavorare la sabbia.
Lui, di nascosto, la guardò in viso, per vedere
quanto lei fosse arrabbiata.
Sperava che non si mettesse a piangere...


**************************


....piangere. Era così intenso il piacere che lui le
sapeva dare che si sarebbe messa a piangere di
gioia.
A fatica si era sottratta a quel dito che aveva preso
ad esplorarla internamente, entrando ed uscendo dal
suo ano.
Si era messa seduta sul letto, guardando il suo uomo
negli occhi, leggendo in quello sguardo l'attesa ed il desiderio.
Spingendolo con le mani sul petto, l'aveva fatto sdraiare,
ammirando il suo pene in completa erezione.
Inginocchiandosi tra le sua gambe, aveva preso a
percorrerlo con la lingua, quasi disegnandone il profilo.
Con la mano aveva ritratto la pelle e con le labbra, ora,
l'aveva circondato, assaporandolo.
Se lo faceva scivolare in bocca con delicati movimenti
circolari, i lunghi capelli neri a solleticargli i testicoli.
L'uomo, le mani intrecciate dietro la nuca, aveva chiuso
gli occhi, abbandonandosi alla sua bocca vellutata e
calda...


*********************


....calda e afosa.
Sicuramente la giornata più calda di quell'estate.
La passeggiata procede faticosamente, con frequenti
soste.
Una ragazza in bicicletta viene verso di loro.
I due anziani si fermano, guardandola arrivare preoccupati.
Ma lei li evita abilmente e sorride loro.
Il bastone si sposta in avanti e le loro stanche gambe
lo seguono. Un passo dietro l'altro.
E' quasi il momento di tornare indietro...


****************


....indietro. L'ennesima onda tornò indietro, risparmiando
il fragile castello.
I due bambini si erano stancati.
Lei guardava verso lo scoglio che si ergeva sul bagnasciuga,
trecento metri più avanti,
Quello scoglio enorme separava quasi a metà la lunga
spiaggia; la sua scalata era uno dei giochi preferiti dei
bambini del villaggio.
Lui, invece, guardava il mare, perchè aveva voglia di fare
il bagno.


" Facciamo una corsa ? " gli chiese lei, già in piedi e
pronta a scattare.
" Va bene " le rispose il bambino, alzandosi e scrollandosi
la sabbia dalle mani " Fino a dove ? " .
" Arriviamo fino allo... " .


****************************


....fino allo spasimo.
Le piaceva portarlo a quel punto, dove lei era padrona
assoluta del suo corpo e delle sue sensazioni.
Ora lo stava succhiando, una mano a massaggiare i
testicoli, un dito a stuzzicargli l'ano.
Stava per esplodere, lo sentiva.
Sentiva il pene gonfio tra le labbra ed i testicoli duri,
pronti a secernere il seme caldo.
Sapeva di torturarlo, anche se in modo piacevole.
Rapidamente era salita su di lui appoggiandosi la
punta del pene alla vagina, e quindi infilandoselo
decisamentre dentro, tutto, fino in fondo.
Aveva sentito le mani di lui afferrarle le natiche,
allargarle, e guidarla in un su e giù sempre più rapido.
Mille sensazioni le erano esplose nella testa, come un
gigantesco fuoco d'artificio.
Si era presa il seno tra le mani, stringendoselo ed
offrendolo alla bocca del suo amante: ben presto i
suoi capezzoli erano bagnati di saliva e sudore...


***********************


....sudore.
Seduti su una panchina, con un largo fazzoletto
bianco, il vecchio si deterge la fronte dal sudore.
Si stanno riposando un attimo, prima di riprendere
la strada di casa.
La moglie guarda verso il mare. E' stanca ed accaldata
anche lei.
Guarda lungo la spiaggia fino al grande scoglio, presenza
maestosa e misteriosa, schiaffeggiato perennemente
dalle onde; lo scoglio di...


******************


" ...lo scoglio di Ipsenis, dai. Arriviamo fin lì, lo tocchiamo
e ritorniamo indietro... " .
" Ci sto. Chi perde compra il gelato. Va bene ? "
Si guardarono negli occhi, con quello sguardo così
intenso e candido che solo due bambini di dieci anni
possono concedersi.
E via, di corsa.
I piedi veloci sulla sabbia, il fiato che si ingrossa, la
milza che inizia a dolere, corsero a tutta velocità
lungo la spiaggia, verso Ipsenis, vivendo quegli attimi
di assoluta felicità.
Toccarono lo scoglio quasi contemporaneamente, e
tornarono indietro cercando di superarsi a vicenda.
Di poco, ma il bambino precedette la sua amica.
Ansanti e sudati, si buttarono sulla sabbia.
" Hai perso, Maritsa. Come al solito..." .
" Guarda che l'altro giorno ho vinto io, Yorgos. Non
far finta di non ricordarlo... "
" Solo perchè ho dovuto evitare quella medusa che
il mare aveva portato sulla sabbia. Se no... " .
" E' una scusa...è una scusa...avevi perso e basta... " .
E così dicendo, Maritsa si rialzò e corse verso il mare,
tuffandosi nell'acqua tiepida.
Yorgos la seguì ridendo, gettandosi anche lui fra
le onde.
Presero a schizzarsi, ridendo felici ed eccitati...


**********************


....e felici e eccitati si rotolavano ora sul letto.
L'uomo l'aveva ora immobilizzata, baciandola a lungo.
Si guardavano negli occhi, con quello sguardo carico
d'amore e di passione che solo due amanti si
sanno regalare.
" Sei stanco, eh ? " diceva lei con sguardo malizioso.
" Chi ? Io ? Figurati...tu, piuttosto... " .
" Io ? Allora ti sfido...domani mattina, presto, andiamo
a correre sulla spiaggia.
Arriviamo allo scoglio di Ipsenis, lo superiamo, corriamo
fino a Halki e poi torniamo per il lungomare. Non ce la farai
a starmi dietro, Yorgos... " .
" Tu dici, Maritsa ? Vedremo. Naturalmente, chi perde paga
il gelato... " .
Maritsa, raggiante, scoppiava a ridere, abbracciandolo
e stringendolo a se.
E la passione cresceva nuovamente.
Ora Yorgos l'aveva fatta voltare e, baciandole la schiena,
riprendeva a titillarle l'ano con il dito.
Maritsa gemeva sommessamente, un'onda di marea che
cresceva in lei.
Quando, finalmente, il pene di Yorgos l'aveva penetrata,
facendosi largo fra le strette pareti dell'ano, Maritsa si era
sentita riempita, il piacere che dilagava impetuoso, fino ad
un orgasmo travolgente e meraviglioso...


**************************


....meraviglioso. E' veramente meraviglioso guardare
lo scoglio di Ipsenis.
Tanti ricordi passano nella mente di Maritsa.
Volta il viso verso il marito.
E si guardano lungamente negli occhi, con quello sguardo
stanco e profondo che solo due vecchi sanno darsi.
" Anche tu stai guardando Ipsenis, Yorgos ? " .
" E come potrei non guardarlo, cara. Fa parte della
nostra vita... " .
Lo guardano da lontano. Per le loro forze, ora, Ipsenis
non è più raggiungibile.


In silenzio si alzano dalla panchina.
Il bastone li aiuta, segna la rotta, è la loro ancora.
Ritornano lentamente verso casa.
" Maritsa ? " .
" Sì... " .
" Lo prendiamo un gelatino ? " .
" Buona idea. Però paghi tu, Yorgos. Mi pare di ricordare
che tutte le volte che hai perso quando facevamo le corse,
hai sempre trovato una scusa per non pagare... " .
" Ma quando mai ho perso io ? " .
" Oh...tante volte... amore mio..." .


Ridono. Le rughe dei volti si scavano e si approfondiscono.
Ma ridono come allora.
Come su quella spiaggia. quel giorno, uno dei tanti passati
a giocare.
Come su quel letto, quella notte, una delle tante passate
ad amarsi.




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