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Monday, October 06, 2003 - ore 16:22
Girando per Padova
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Capita di rado.. ma capita: certi giorni il sole è così invitante che nonostante la mia pigrizia mi faccio prendere dalla voglia di farmi un giro per Padova.
Beh, se vedete durante la pausa pranzo uno stupendo pezzo di figliolo (?) su una bicicletta nera sgangherata, con la testa protesa verso l’alto, ecco quello devo essere per forza io… Salutatemi con calma, potrei uccidermi.
Mi piace prendere la mia Nerina (mitica bici da donna - tutta nera - talmente brutta che costituisce essa stessa ontologicamente l’antifurto di se stessa..) e girare senza una precisa meta per il centro. Attraverso contromano sensi unici o le piste per i pedoni in faccia ai divieti… ma lo faccio con molta attenzione e piano. Gli unici a correre rischi al massimo sono i muri o le fioriere. E così, senza fretta, mi piace guardare con cura i portici, i balconi con i fiori tutti curati in sana competizione con la vicina, gli scorci strani, le colonne erose dal tempo… Raramente guardo anche le persone.
Chissà perché ma le cose belle sono tutte a due metri da terra. Quando cammini, magari distratto dai tuoi mille pensieri a questi particolari non ci fai caso. Ed invece il centro è pieno di piccoli pezzi d’arte. E’ pura gioia, per me, vedere gli archi e le colonnine nel ghetto. Oppure stropicciare gli occhi per cercare di capire che razza di giardini pensili ci devono essere lungo riviera S. Benedetto e Paleocapa. Adoro passare per piazza Capitaniato con le sue grandi piante e le case intorno, protette da altissime siepi fiorite. Perderei delle ore ad osservare gli alti palazzi di via dei Tadi o di via Vescovado… E’ bello guardare i negozi dalle parti di S. Sofia e via Zabarella (sempre con l’attenzione che non ti travolgano.. ovviamente)
Beh… ci sono anche dei lati negativi. Il pavé ad esempio… già la mia povera bici sobbalza, scricchiola e si dimena ad ogni pedalata di suo, ma mancando d’ogni forma di ammortizzatore, trasmette tutta la sua sofferenza anche alle mie parti in aderenza alla sella. Poi ci sono i motorizzati (lo sono anch’io.. perciò è più che altro un’autoaccusa..) che ti fanno il contropelo, o se ti va bene ti ammorbano. [Nota per i cinquantini dei bambocci: quelli ti tolgono anche la capacità uditiva con le loro stramaledette marmitte elaborate]
Ed infine i nonnini e le vecchiette varie, che sono da schivare come le bandierine in superG….
Ma oggi c’è il sole e Padova è come una bellissima donna che ama farsi sedurre e si nasconde dietro agli spigoli e a qualche muro.
Io e la mia Nerina giriamo sognanti e felici a dispetto di tutto.
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