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Tuesday, May 31, 2005 - ore 13:21
Al Club Le Peonie arrivano famiglie e coppie naturiste da tutta l'Europa
(categoria: " Viaggi ")

Quelli veri, spiega, si riconoscono perché non fanno domande. «Non chiedono mai quanta gente è arrivata, né se ci sono beauty farm o divertimenti. Gli basta quello che c'è...». Quello che c'è è il campeggio club Le Peonie di Dorgali, piscina, docce, servizi igienici piantati in un bosco bello come il paradiso, venti posti, numero chiuso per nudisti in vacanza con la famiglia. I clientiMarisa Murru, 44 anni, responsabile dell'accoglienza all'Hotel Monteviore (da cui dipende il camping naturista) cura anche il servizio per la clientela del club. «Tantissimi clienti, prenotazioni che crescono ogni anno. In questi giorni - spiega - stiamo facendo gli ultimi lavori sulla piscina, a giugno comincia la stagione». Qui comincia a prescindere dalla "Giornata della serenità naturista" (prevista per domenica prossima), appuntamento annuale (giunto alla seconda edizione) organizzato dalle associazioni dei nudisti italiani in coincidenza con la "Giornata mondiale del naturismo". «Non ci è stato comunicato ancora niente, ma - avverte la signora - ormai manca solo qualche giorno alla riapertura del campeggio». La strutturaInaugurato nel 1998, il camping club Le Peonie è l'unico in Sardegna aperto a chi fa le vacanze nudo come mamma l'ha fatto. L'alternativa è qualche caletta nascosta in Gallura, raggiungibile solo in barca, oppure una denuncia a piede libero. «Purtroppo ci sono troppi pregiudizi attorno a chi pratica il naturismo», dice Marisa Murru. Lei, che pure naturista non è («io non resto in topless neanche se sono sola in piscina»), per via dell'incarico che la direzione dell'Hotel Monteviore le ha affidato segue da vicino questa clientela speciale. I praticanti«Sono persone spontanee, di grande cultura e educazione. Qui arrivano soprattutto gli olandesi, i francesi, i tedeschi, gli inglesi: famiglie intere oppure coppie che fanno del contatto con la natura una filosofia di vita. Per questo i naturisti sono molto attenti a un'alimentazione genuina, al rispetto e alla pulizia dell'ambiente. Nulla a che vedere con cose strane o morbose... Anzi, qualche volta è capitato che uomini soli siano arrivati con la tessera chiedendo un posto in campeggio. Sono andati via subito. Perché? Diciamo che non sono stati accettati, ecco». E i clienti italiani? «Gli italiani sono pochissimi. Il fatto è che hanno una concezione diversa del naturismo, più attenta ai servizi tipo beauty farm e discoteche che qui non abbiamo. Per gli altri invece basta la bellezza di questo bosco e una semplice piscina». L'organizzazioneIl campeggio di Dorgali è segnalato in tutte le guide per nudisti e in tutti i siti informativi delle associazioni che aderiscono alla Uni, (Unione naturisti italiani). «La pubblicità la curano loro, noi non ci mettiamo neanche un centesimo. Facciamo le tessere Uni a chi ne è sprovvisto, 25 euro più spese di iscrizione, agli altri diamo il bollino da apporre sulla carta. Per il resto si paga per i giorni di permanenza, tutto gratis per i bambini». L'aggiornamentoL'impegno di Marisa Murru non finisce certo con la stagione, quando l'ultima famigliola lascia il campeggio. C'è anche l'aggiornamento. «D'inverno la federazione dei naturisti organizza diversi convegni e io - spiega - li seguo tutti. È una questione di serietà, di rispetto per il mio lavoro». Nel gennaio scorso, per dire, a Roma si è tenuto un incontro dal titolo "Naturismo in Europa e sue prospettive in Italia". Ma com'è che, in Sardegna, una struttura aperta ai nudisti la si trova solo a Dorgali? «C'è stata la richiesta, ecco tutto. E noi abbiamo voluto offrire un servizio».
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