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Wednesday, June 01, 2005 - ore 19:42
L’ometto che puzza
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Indossava sempre la stessa maglietta verde dei Lakers, numero 34, O’Neal.
Era la sua unica e inseparabile amica, non lo lasciava mai solo.
Quella maglietta originalmente era gialla, ma aveva cambiato colore nel tempo.
Si era impregnata del suo nefasto odore.
L’ometto che puzza lo riconosci da lontano.
E’inconfondibile.
Portava un paio di scarpe
“cresci con me”, le aveva prese tre numeri più grandi, in modo che gli durassero di più.
Erano delle nike air max nere, modello vecchio ma sempre di tendenza.
Aveva i capelli corti, ossigenati, all’insù.
E aveva un orecchino, uguale a quello del suo idolo, Valentino Rossi.
Era leggermente in sovrappeso.
Pochi lo sapevano, ma egli conduceva due vite separate, di giorno era semplicemente l’ometto che puzza, di notte invece si nutriva di
fialette puzzolenti, le stesse che si mettono nei bagni dei professori a carnevale.
Ma al di la delle caratteristiche prettamente fisiche, egli si riconosceva da quelle olfattive.
L’ometto che puzza infatti emanava un odore ripugnante, un odore acido, acuto, che lo caratterizzava univocamente.
Coloro i quali venivano a stretto contatto con la sua scia provavano uno strano senso di smarrimento e di ribrezzo.
Tutto questo fino a quando Bush ha deciso di fare quelle ispezioni in Iraq per trovare le armi batteriologice, poi non l’ho più visto.
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