(questo BLOG è stato visitato 35307 volte)
ULTIMI 10 VISITATORI:
ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite
[ ELENCO ULTIMI COMMENTI RICEVUTI ]
Monday, June 06, 2005 - ore 12:01
Dancing on the valentine
(categoria: " Musica e Canzoni ")
Il ritorno dei Duran Duran nella formazione originale degli esordi all'Arena di Verona è stato decisamente un trionfo. Oltre dodicimila presenze tra il pubblico, misto tra giovani fan e nostalgici ultratrentenni; due ore di successi storici (tratti soprattutto dai
primi tre album) e brani nuovi dal recente CD Astronaut. Arrivato all'Arena in compagnia di Paola 'Feather', di sua cognata e di un'altra ragazza, non avevo grandi aspettative sulla resa live della band inglese (Simon Le Bon è noto per le clamorose stecche al Live Aid; anche in altri concerti, come nel bootleg che ho ascoltato con Paola in macchina durante il viaggio, non ha dato una buona impressione); invece mi sono accorto, infine, di aver sottovalutato Le Bon come animale da palcoscenico e vero e proprio showman. L'ultraquarantenne leader dei Durans ha mostrato una
buona forma fisica e si è scatenato per tutta la durata del concerto; è
incredibile come tutte le loro canzoni storiche siano tornate attuali, grazie al recupero della new wave attuato da band come i Killers e i Bravery (dieci anni fa sarebbero stati considerati archeologia), e i nuovi pezzi si inseriscono bene nel contesto. Gli anni '90 non sono stati un decennio felice per la band; solo
due canzoni dal Wedding Album (1993) occupano la scaletta.

Una nota negativa è stata, a mio avviso, la mancanza di un supporter; per le due ore prima del concerto, hanno messo su dischi (da Lou Reed ai Bloc Party, dai Roxy Music fino a Sly and the Family Stone). Puntualmente, alle 21 i cinque Durans si sono presentati sul palco; si parte con
Sunrise, eseguita con uno stile più vicino al remix di Jason Nevins (ovvero la versione utilizzata sia nello spot TIM che nella colonna sonora di Queer Eye For The Straight Guy) che al pezzo originale dell'album. Simon, vestito con pantaloni e camicia scuri e una giacca bianca, si rivolge in italiano al pubblico (seppur leggendo degli appunti). Il secondo hit single della scaletta è Hungry Like The Wolf, dallo storico album
Rio, e anche con i successivi
Planet Earth (il loro primo singolo) e Union Of The Snake il pubblico risponde coinvolto ed entusiasta. Si torna al
nuovo album con la titletrack, Astronaut – da notare che stavolta l'elettronica degli arrangiamenti ha fatto sì che Nick Rhodes, dopo un basso profilo negli anni Novanta, tornasse a scatenarsi ai sintetizzatori. Una lunga introduzione permette a Simon di scendere dal palco e raggiungere i fan della prima fila sulle note di I Don't Want Your Love, unica canzone dall'album
Big Thing – l'ultimo degli anni Ottanta. Dopo tanto brio, seguono Come Undone e What Happens Tomorrow (che sembra ispirata dalla guerra in Iraq), con un messaggio di speranza.
The Reflex (da Seven and the Ragged Tiger) è una delle migliori esecuzioni della serata. Dopo tanti pezzi famosi, è stato intelligentemente ripescato dal primo LP Sound Of Thunder; una bella corista black, Anna Ross, ha accompagnato Simon e ha finito la canzone con un medley (
I Feel Love di Donna Summer, già riproposto da gruppi come i Bronski Beat e, di recente, i Red Hot Chili Peppers).

La EMI, sfruttando il rinnovato interesse nei confronti dei Duran Duran, ha deciso di ristampare
Greatest, raccolta pubblicata nel 1998, allegando un DVD con i video storici (togliendo però tutte le easter eggs e gli extra) a prezzo ridotto. L'antologia lascia a desiderare, molti brani sono presenti in versioni rieditate in modo da far stare tutti e diciannove i successi e ci sono molte assenze strategiche (tra cui
The Chauffeur, che conserva ancora un fascino particolare – come hanno dimostrato sabato sera). Sing, blue Silver... In scaletta non poteva mancare neppure
A View To A Kill, realizzata per un film di James Bond; da notare che quasi tutti i brani sono stati eseguiti in tonalità originale (solamente Wild Boys è stata abbassata). L'altra canzone degli anni '90 presentata live è
Ordinary World, ballad di grande successo (presentata al Festivalbar 1993) dopodiché si torna agli anni d'oro con
Save A Prayer, uno dei loro cavalli di battaglia, cantato praticamente solo dal pubblico che conosceva il testo a memoria! Tornando al presente, convince meno
Taste The Summer, ipotetico successo estivo – e tormentone da suoneria per cellulari. L'
interessante medley tra Notorious (il brano più funky del loro repertorio) e We Are Family di Sister Sledge si può interpretare come tributo a Nile Rodgers degli Chic, loro collaboratore in più occasioni. Funziona bene
Nice, altro brano da Astronaut che precede Careless Memories (dal disco di debutto, assenza clamorosa in Greatest). L'inno paninaro
Wild Boys è tuttavia invecchiato meno bene...

I bis? Si inizia con un'ottima cover di Steve Harley, Make Me Smile (Come Up and See Me), che già i cinque hanno inciso negli anni Ottanta per il lato B di un singolo. Durante
Girls On Film – sempre dal primo album, da ricordare per il
video sexy censurato – Simon ha presentato la band e ha cercato una
ragazza dal pubblico che lo presentasse; infine una voce lo annuncia, come il best singer in the world (ma sarà vero?). Le Bon flirta col suo pubblico femminile (I'd love to know you a bit better tonight...you know what I mean), il chitarrista accenna All Right Now dei Free e il tutto finisce con una rilettura di Groove Is In The Heart dei Deee-Lite, che permette alla
sezione ritmica e alla corista di esibirsi.
Il concerto si conclude con Rio. Mancano dunque all'appello Is There Something I Should Know, New Moon On Monday, Skin Trade, Do You Believe In Shame. Quattro album sono stati totalmente ignorati (l'incerto Liberty del 1990, l'inutile album di cover Thank You, il sottovalutato Medazzaland, al tempo uscito solo negli States, e il
trascurabile Pop Trash).
Non è mancata neppure una capatina all'Hotel Due Torri di Verona dopo il concerto, dove abbiamo visto Andy, Nick e Simon (nonché Red Ronnie, dal cui borsello usciva il tour book di
Astronaut, in vendita fuori dall'Arena a 35 euro). Saluto Paola e un membro (di Modena) dello staff del sito Astronaut.it che ci ha fornito palloncini prima del concerto!
DURAN DURAN - SOUND OF THUNDER
I've been in this grass here for the last ten hours
My clothes are dirty but my mouth isn't dry
How does it happen does it fly through the air
Woah I gave up asking days away
I gave up asking days away
And now I'm lying here
waiting for the sound of thunder
Waiting for the sound of thunder
Here I am I'm a dotted line cut in
through corners stick me through your door
I'm the man who stepped off the path
Am I just lying here that's what I was made for
And now my eyes are closing but I still feel the land
Leaning out for the touch of my hand
The world spins so fast that I might fly off
The world spins so fast that I might fly off
The world spins so fast that I might fly off
Waiting for the sound of thunder
I'm waiting for the sound of thunder [repeat and fade]
LEGGI I COMMENTI (6)
PERMALINK