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Fly8Elf8, 21 anni
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un po’ tutto il meglio di herman hesse, Borges, Dino Buzzati e del mio grande signore e padrone GEORGE R.R. MARTIN

HO VISTO

tutto quello che potevo vedere... e tutto quello che la mia immaginazione ha creato e crea

STO ASCOLTANDO

Articolo 31 e Afterhours a palla

W IL FUNKY

Keith jarrett, Lyle Mays, herbie hancock e tutto il meglio del jazz

Ludovico van, schumann e tutto quello che riesco a suonare con il mio mitico eccezionale pianoforte a mezzacoda.. faccio tremare la casa cazzo!

ABBIGLIAMENTO del GIORNO

maglioni, giacconi, sciarpe, felpe, FREDDO FREDDO FREDDO!!! Poi essendo anche a dieta soffro il freddo 10volte di più!

ORA VORREI TANTO...

un amaca e la spiaggia di santo domingo sotto i piedi..
sapere il xkè di tante cose..
non essere così orgogliosa..
credere in babbo natale..


STO STUDIANDO...

come governare i miei superpoteri

OGGI IL MIO UMORE E'...

JOYFULL!!!!

ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


1) Sentirsi su di un aereo già decollato verso mete lontane e renderti conto di aver lasciato a terra ciò che contava di più...sapere di non avere scelta e rassegnarsi a vivere la vita che non volevi...
2) cercare di essere sè stessi e scoprire che in fondo non interessa a nessuno...
3) Pensare che all'improvviso qualcosa a cui tieni molto...stia per finire...senza motivo.
4) Credere in una cosa che non esiste
5) avere una spina nel fianco che ti fa parecchio male e non voler toglierla ....
6) Mandare un sms importante a qlcno\a e 1 sec dopo averlo inviato essere assaliti dalla para"perchè nn risponde?!?!?"
7) ...domandarsi se tutte le belle parole dette da da 1 persona x te speciale non siano tutte false e senza significato... e morire dentro pensando d essere sempre stati presi x il culo... ma continuare a crederci...... aspettando forse ke la verità ci venga sbattuta in faccia lasciandoci di merda anke se si era pronti a 1 cosa così....

MERAVIGLIE


1) staresene distesi in un prato, guardare il cielo e rendersi conto di essere vivi
2) Dormire
3) un prato assolato
due alberi
un'amaca
la vista sul mare...
4) ..è TT CIò KE T FA STARE BENE..IL SORRISO D 1 PERSONA A CUI VUOI BENE..ERIUSCENDO A CAPIRE KE NN SI è MAI SOLI NEL MONDO1
5) Ascoltare per la prima volta una canzone e accorgersi ke il testo corrisponde esattamente a un tuo pensiero o all'emozione ke stai provando in quel momento
6) poter andare a letto,chiudere gli occhi e sognare in tranquillità la persona che si ama!..e sognarla talmente intensamente da credere di averla vicino a coccolarti!
7) meravigliarsi di ciò che agli occhi dei più è banalità....



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Tuesday, June 07, 2005 - ore 15:15


Lei lo amava
(categoria: " Vita Quotidiana ")



Una fredda e piovosa giornata estiva, una delle tante ormai in quell’anno pieno di cambiamenti, la giovane Clarisse piangeva sul suo diario tascabile, sul quale aveva appena finito di annotare la sua ultima delusione d’amore. Il racconto non aveva fine dato che era scoppiata a pianger. Clarisse era una ragazza un po’ fuori dal comune. Molti uomini erano innamorati di lei, ma, forse per colpa della sua instabilità la maggior parte di essi dopo un po’ svaniva. Lei infatti per quanto fosse bella e a volte dolce aveva un lato oscuro del quale pochi erano a conoscenza. Aveva l’animo di un felino, per lei gli uomini erano come i topi per il gatto, un divertimento. Quando si stancava del suo giocattolo lo scaricava come meglio le capitava e passava ad un altro, il suo più grande divertimento era quello di giocare con più di un uomo contemporaneamente. Era consapevole della sua debolezza e ormai ci aveva fatto l’abitudine. Aveva costruito intorno a se un muro che pochi riuscivano a penetrare, chi ci riusciva non si poteva certo ritenere un uomo fortunato.

Tutto cominciò un sabato sera ad una festa di un amico. Una band suonava delle canzoni ormai vecchie di decenni e le persone si riempivano di birra per poi nascondersi dietro qualche albero a scopare con corpi sconosciuti. Clarisse non si sottrasse alla tradizione, ballò per un po’ quelle vecchie canzoni, bevve due bicchieri di birra finchè all’improvviso in mezzo alla pista vide lui. Le luci intermittenti che fendevano la notte buia facevano risaltare i suoi movimenti armoniosi. Un amico comune li presentò, si chiamava Morgan. Come tutti, i due si appartarono e cominciarono a baciarsi e toccarsi ovunque. Lui le sfilo gli slip e la distese per terra, alzò il corpo di lei all’altezza del suo bacino ed inizio a scoparla con forza.
Stavano bene insieme e lei come ogni adolescente alle prime armi sperava di poter avere un rapporto serio con quello sconosciuto. Quello che non sapeva era che lui come tutti gli altri ragazzi presenti alla festa cercavano solo uno svago, un’avventura e non pensava neanche lontanamente ad una storia.
Dopo alcuni giorni lei finì quasi per caso nel bar dove lui lavorava. Lui si limitò a salutarla, un saluto freddo, quasi non la guardò in faccia. Chissà quante ragazzine si era scopato quel bastardo. Lei era forse l’ultima di una lunga schiera di giocattoli, di passatempi. Si sentì ferita più dal fatto che l’aveva fregata al suo stesso gioco che dal fatto di essere stata usata.
Cominciò a scatenarsi il temporale più disastroso che quella piccola cittadina avesse mai registrato. Le sedie del bar iniziarono a cadere, qualcuna fu scagliata lontano da raffiche di vento troppo violente. Pugni d’aria che si abbattevano su quel fottuto bar, un fulmine distrusse il portico che prese subito fuoco. Tutti erano corsi ai ripari, terrorizzati tranne lei. In quel momento era a casa, amava la pioggia e i temporali. Clarisse adorava rimanere in balia degli elementi quando era furiosa. Amava anche di più usare la furia del vento per distruggere ciò che detestava. Dopo alcuni minuti entrò anche lei nel bar. Nonostante fosse rimasta fuori sotto quella terribile tempesta era asciutta. Aveva una strana luce nello sguardo, qualcosa di molto potente animava il suo corpo. Passò vicino a Morgan e gli diede un biglietto “ tra 20 minuti al bosco dei desideri, puntuale!”. Questo incuriosito da quella strana tenebrosa ragazza, e ricordando la magnifica nottata di sesso che avevano passato decise di accontentarla. Salutò sua madre e si infilò in macchina. Raggiunse il bosco dei desideri appena in tempo. Si guardò un po’ intorno e poi la vide li appoggiata ad un albero, teneva tra le dita una sigaretta ed indossava una minigonna decisamente troppo corta. Il reggiseno che aveva aumentava le dimensioni del suo seno già abbondante. Un misto di disgusto ed eccitazione per quel corpo così mistificato lo fece avvampare. Scese dalla macchina e per mascherare l’eccitazione che provava per quella ragazzina vestita da puttana cercò di mostrarsi indignato- Come ti sei conciata? –
-Non ti piace? – rispose lei sinuosa, sembrava divertirsi a vedere la faccia paonazza di lui. Alzò un pochino le braccia fingendo di stiracchiarsi, la gonna si alzò leggermente facendogli vedere la pelle rosea del suo pube depilato. A stento Morgan si controllava -No che non mi piace per chi mi hai preso! –
-Per uno che vuole solo scopare – sbottò Clarisse, solo allora Morgan notò le lunghe unghie leggermente ricurve, il colore pallido della sua pelle, ma quella ragazzina era la metà di lui e non avrebbe potuto torcergli un capello.
- Beh alla nostra età mi pare più che normale – c’era qualcosa nella sua stessa voce che gli fece presagire il peggio, inconsciamente sapeva che c’era qualcosa che non andava in tutta quella situazione, ma era troppo orgoglioso e fiero per scappare di fronte ad una donna. Lei gli si stampò addosso - beh allora non avrai niente in contrario a farlo per l’ultima volta, o hai paura? – Non riusciva a spiegarsi perché ma ora era terrorizzato, nonostante questo acconsentì. Salirono in macchina e lei gli disse di portare la macchina dietro ad una serie di alberi, così nessuno li avrebbe visti. Nessuno dei due aprì bocca finche non arrivarono a destinazione. Era un posto isolato in cima ad una discesa che portava ad un precipizio. Cominciarono a spogliarsi rudemente, e neppure completamente. Lui la penetrava con violenza desiderando di farle male, di toglierle quel sorriso sadico ed ironico dalle labbra. Più lui tentava di farle male più lei sorrideva. Nella foga lui sbatté la testa sul tetto della macchina e svenne. Delle gocce di sangue le caddero sulla pelle. Prese un fazzoletto dal portaoggetti e si pulì. Si rivestì in fretta e poi rivestì anche lui. Lo mise al posto di guida, tolse il freno a mano e la macchina cominciò a scivolare giù per la discesa. Solo allora si accorse di quello che aveva fatto e cominciò a correre per fermare la macchina. Le ginocchia le dolevano per lo sforzo e solo allora si accorse di non aver messo le scarpe. Sentiva il terreno bagnato scivolarle sotto i piedi. Si ritrovò per terra, si era ferita ad un braccio che aveva sbattuto contro un sasso. Alzò lo sguardo e vide la macchina che si era fermata in bilico sul precipizio. Si mise carponi ma non avendo la forza di alzarsi andò avanti così incespicando e rotolando nel fango. Era quasi arrivata continuava a ripetersi, mancava poco solo qualche metro. All’improvviso vide la macchina scivolare giù dall’altura e Morgan che con gli occhi spalancati di terrore cercava di uscire dalla macchina. Un solo ultimo sguardo prima di morire. Iniziò a piangere distesa nella melma lei infondo lo amava, non avrebbe mai voluto fargli quello, lei lo amava, non era stata lei, no non era stata lei.. lei lo amava..




(questo è il primo racconto che ho scritto.. silenzio ne sarebbe il seguito.. avevo tipo 14 anni quando li ho scritti )

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