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Wednesday, June 08, 2005 - ore 21:13
Una storia
(categoria: " Pensieri ")
Per quanto tempo ancora vedrò l'inchiostro fluire sul foglio come conseguenza del tuo esistere? Quanto a lungo mi troverò a realizzare che senza volerlo ho fantasticato su di te per un tempo sconosciuto? Quante righe dovrò impiegare per chiudere per sempre il libro che contiene ogni istante di confusa emozione che mi facesti provare in un tempo ormai quasi lontano? Se esiste l'Infinito, può essere che l'attimo in cui i miei occhi si sono posati sul tuo volto di luce abbia generato un ricordo che neppure la mia morte potrà cancellare?
Ho visto il mare nei tuoi occhi. L'ho visto per la prima volta in una tranquilla mattina di settembre. Ricordo la luce bianca penetrare nella stanza e sfumare i contorni delle cose. Ricordo la brezza sulle tempie, sintomo dell'arrivo imminente di un altro autunno; la natura sempre si rinnova in un ciclo che per certi aspetti va molto al di là della nostra comprensione. Da tempo ho rinunciato a capire i misteri della Madre Terra; come tutte le creature prive del dono del pensiero, mi limito a vivere questi miracoli quotidiani con lo stupore mai pago di un bimbo che compie i suoi primi passi immerso in una realtà al di là della stessa immaginazione.
I limiti del linguaggio mi impediscono di descrivere ciò che provai allora. Me ne stavo lì, in piedi, ad osservare qualcosa di nuovo; l'ennesimo miracolo, certo, ma questa volta capivo che era diverso, che c'era un che di completamente nuovo nella natura di ciò che mi stava davanti agli occhi. Le sensazioni sono infallibili; sapevo che ero in presenza di un accadimento importante, al quale non sarei potuto restare indifferente, che non sarebbe semplicemente passato come l'acqua di un fiume in un pomeriggio d'estate. Non sapevo, ma dentro di me sapevo, sentivo che mi avresti cambiato. E mi hai cambiato, e quello che sento ora è la prova certa che in qualche modo hai modificato il mio cammino, e che quello che sono ora in parte lo devo a te...
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