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sabato 11 giugno 2005 - ore 17:41
Miti.... Parte V "La voce di un angelo"
(categoria: " Vita Quotidiana ")
"Tutte le canzoni vengono dalla vita, dalla mia vita. da quello che in me si sta svegliando, dall'osservazione e dalle esperienze di tutti i giorni. Sento uno spirito che cresce per capire, per imparare e non importa quale sia l'argomento che affronti, se è una questione politica o la storia di un amico: fanno comunque parte della vita, di quello che sei." (Jeff Buckley)

Mi è capitato l'altra sera di ascoltare al buio, prima di addormentarmi, qualche traccia da Grace; ad otto anni dall'uscita del disco, dopo migliaia di ascolti, sono riuscito ad emozionarmi di nuovo, ad avere per l'ennesima volta i brividi. E' l'immensa forza di questo disco: Grace è l'album che non stanca mai, perchè è vero, forte e sincero, perchè ti si attorciglia alle ossa, ti entra in circolo e ti riempie senza stancarsi e stancarti mai. Le musiche splendide non sono che il contorno di poesie fantastiche interpretate dalla voce d'angelo di Jeff Buckley, un disco difficile da descrivere, dalla bellezza eterea ed eterna, con un dolore latente che non può non lacerare un cuore sensibile, con accordi toccanti e liriche incredibili... Canzoni incredibili, stupende, come "Mojo Pin", "Last Goodbye", "Lover, You Should've Come Over", "Eternal Life", "Dream Brother"... ognuna di loro vale 100 dischi, ed invece stanno tutte insieme nel disco che prende il proprio nome dal pezzo migliore, quella "Grace" dalle liriche profetiche e spezzacuore, una traccia che più ascolto più adoro, una droga, pesante e dolorosa... Inutile soffermarsi sulla qualità degli altri pezzi, l'album è composto di 10 gemme, mai le parole troveranno tanti limiti nel recensire un disco... Inutile soffermarsi sul livello altissimo della produzione, affidata ad Andy Wallace... Un disco che ha segnato tutta la musica moderna, che ha conquistato chi l'ha ascoltato e che rimarrà, per sempre, tra i capolavori della storia del rock. Un disco cui affidarsi quando non c'è nessun bel cd in giro, un disco che non invecchia e che non invecchierà mai, perchè è fatto con il cuore e perchè trasuda sentimenti, perchè è unico e perchè rimarrà per sempre "l'Album" di Jeff Buckley, strappato troppo presto ad un pianeta che non l'ha saputo capire ed ascoltare come avrebbe meritato
"Jeff entra nel Wolf River (...) e comincia a nuotare. Canta insieme a Robert Plant, canta il ritornello di Whole Lotta Love, mentre l'amico a riva si sgola, pregandolo di fare attenzione. Lo invita un paio di volte ad uscire. Buckley continua a nuotare fino ai piloni del ponte autostradale che attraversa il fiume. Ormai è quasi buio. Keith gli urla di stare attento: c'è un battello che arriva dalla direzione opposta (...), Jeff si sposta, ma evidentemente troppo tardi. La corrente provocata dall'elica del motore del battello lo tira giù. Keith non si accorge di nulla; l'onda provocata dal passaggio del barcone gli finisce addosso (...). Una questione di secondi. Quando torna a guardare verso il fiume, Jeff è scomparso."
un incidente
aveva 30 anni...
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