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Thursday, June 16, 2005 - ore 09:08
Umano, troppo umano Kubrick
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Una mostra allestita al «Martin Gropius-Bau» di Berlino rende omaggio dal grande regista di «Lolita». Dai costumi di «Arancia meccanica» a quelli di «Full Metal Jacket»P resso il prestigioso museo «Martin-Gropius-Bau» di Berlino è possibile assistere a una interessante mostra allestita in onore del geniale regista americano Stanley Kubrick (1928-1999). Il «Martin-Gropius-Bau» costruito tra il 1877 e il 1881 da Martin Gropius e da Heino Schmieden, è accessibile dall'ingresso principale solo di recente essendo fino alla riunificazione della città ostruito dal muro, che divideva in due la città, muro di cui rimangono ancora oggi alcuni frammenti a testimonianza di quel periodo nefasto. Proprio ad est del museo, su una distesa di macerie, si può visionare la mostra permanente Topographie des Terrors che documenta il tremendo passato del cosiddetto Prinz-Albrecht Gelaende, dove erano concentrati i comandi delle SS e della Gestapo. Così, in virtù di un paradosso della storia, a due passi da dove una volta erano ubicati i comandi nazisti, possiamo partecipare con soddisfazione a una retrospettiva allestita in onore di un regista-autore di origine ebraica. Ci è capitato raramente di potere assistere a mostre dedicate ai grandi registi del cinema. Ma questa straordinaria mostra, oltre a ripercorrere sapientemente tutte le tappe dell'eccezionale carriera artistica di Stanley Kubrick, rappresenta un'analisi storica della seconda metà del Novecento e del comportamento umano. Kubrick nasce il 26 luglio 1928 a New York, nel Bronx. Studia alla Tfh High School dove inizia a coltivare le sue passioni: la fotografia, il cinema, il gioco degli scacchi (con cui si guadagnava da vivere) e la musica jazz (sogna di suonare la batteria). Questa passione per la musica lo porterà a curare, in maniera maniacale, tutte le colonne sonore dei suoi film e ad influenzare la sua cinematografia affermando: «Un film assomiglia – o dovrebbe assomigliare – più alla musica che alla letteratura. Dovrebbe offrire un crescendo di stati d'animo, di sensazioni. Il tema di fondo, il significato, ciò che è al di là delle emozioni, dovrebbe venire solo in un secondo momento». La mostra, organizzata dal «Deutsches filmmuseum» di Francoforte e dal «Deutsches architektur museum» in collaborazione, tra gli altri, di Martin Scorsese e Christiane Harlan (la sua terza moglie), espone documenti (come la corrispondenza tra Kubrick e lo scrittore russo Vladimir Nabokov, in occasione della realizzazione di Lolita), oggetti (come la macchina da scrivere di Jack Nicholson in Shining e l'elmetto del protagonista di Full Metal Jacket o la maschera indossata da Tom Cruise in Eyes wide shut), costumi di scena (Arancia Meccanica e Barry Lindon). Vengono esposte inoltre numerose fotografie, come quella scattata nel 1945 all'inizio della sua carriera, per la rivista Look, raffigurante il volto di un edicolante in occasione della morte di Franklin D. Roosevelt, o quelle scattate sui set cinematografici. Completano la retrospettiva schizzi e disegni per progetti mai terminati (come Napoleon) e ricostruzioni di scena di 2001 Odissea nello spazio. Unna mostra ben ideata che, in omaggio ai cinefili, propone anche la visione di tutte le pellicole di Kubrick, divenute ormai patrimonio della cultura internazionale.
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