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Thursday, June 16, 2005 - ore 14:01
But he don’t know what it means
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Ambra Angiolini che cerca di mostrare al pubblico che sa cosa sia un discount è veramente notevole. Soprattutto, chissà a che cazzo pensa mentre parla con "il professore" e gente comune di costo della vita, malattie, prezzo delle ciliegie e delle carote.
E'una cosa orrenda finire in branda alle cinque ed essere svegliati prima delle nove, senza possibilità di appello. Per fortuna, quella di ieri è stata una serata all'insegna della sobrietà in golena. Fino ad ora ho scritto una sola bugia.
Mattina di riposo comunque, guardando finalmente questo Lost in Translation di cui tanti mi avevano parlato, nel bene e nel male. Bello, decisamente, in grado di farmi dimenticare le poche ore di sonno ed il fatto che oggi sarei stato io a preparare il pranzo, ed invidiare la crici in quel Giappone così fuori dal mondo a cui siamo abituati.
Sto riscoprendo "Nevermind". Quando ero al liceo i Nirvana erano come i Take That, solo che fan e gruppo vestivano diversamente e la qualità era un altro mondo. Le ragazzine impazzivano ed anche la rampolla di Montezemolo o dello Chef Tony si sarebbe vestita con un sacco di iuta per mostrare la propria crudezza. Il grunge l'ho sempre adorato, ma i fan dei Nirvana erano per la maggior parte degli esaltati. Il giorno successivo alla morte di Cobain una compagna di cui non farò il nome venne a scuola vestita a lutto ed iniziò a parlare ai professori di quanto lui contasse nella sua vita. Mi veniva un po'da vomitare ed ho messo Nevermind in un cassetto, fino a pochi giorni fa il suo posto è stato quello. Allo Zannini poi tale Bacci entrava in classe urlando
Kurt vive, noi morirèmo tutti! Però in questi anni, salvo le innumerevoli volte in cui anche radio Birikina passa
smellaik tin spirit, mi sono perso parecchio. Pearl Jam sempre in cima alla mia classifica personale, ovviamente. Certe cose non cambiano. A parte il fatto che i Blue, esauriti in tutta Europa (forse si riferisce alle loro condizioni mentali), abbiano ancora biglietti invenduti solo a Padova. Che pietà, cantare
A chi mi dice davanti al custode del parcheggio del Plebiscito che sputa per terra visto che lavorerà, forse, con lo stadio poco popolato. E si possono ascoltare anche i Pretenders, altro gruppo del quale, come degli Scorpions, nonostante una lunga carriera si ricorderanno solo pochi pezzi. Io onestamente ricordo la maglietta del tour, quella che si mette Catherine Zeta-Jones dopo l'amplesso con John Cusack in "Alta Fedeltà".
forse è meglio che mi rimetta a dormireBRASS IN POCKET - THE PRETENDERS
Got brass in pocket
Got bottle, I'm gonna use it
Intention, I feel inventive
Gonna make you, make you, make you notice
Got motion, restrained emotion
Been driving, Detroit leaning
No reason, just seems so pleasing
Gonna make you, make you, make you notice
Gonna use my arms
Gonna use my legs
Gonna use my style
Gonna use my sidestep
Gonna use my fingers
Gonna use my, my, my imagination
Coz I, gonna make you see
There's nobody else here
No one like me
I'm special, so special
I gotta have some of your attention
Give it to me
Got rhythym, I can't miss a beat
Got new skank, it's so reet
Got something, I'm winking at you
Gonna make you, make you, make you notice
Gonna use my arms
Gonna use my legs
Gonna use my style
Gonna use my sidestep
Gonna use my fingers
Gonna use my, my, my imagination
Coz I, gonna make you see
There's nobody else here
No one like me
I'm special, so special
I gotta have some of your attention
Give it to me
Coz I, gonna make you see
There's nobody else here
No one like me
I'm special, so special
I gotta have some of your attention
Give it to me
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