
shaula, 32 anni
spritzino di Willorba
CHE FACCIO? arranco
Sono sistemato
[ SONO OFFLINE ]
[
PROFILONE ]
[
SCRIVIMI ]
STO LEGGENDO


HO VISTO
I miei angeli custodi

STO ASCOLTANDO
Il mio cane che abbaia, abbaia, abbaia, abbaia, abbaia...

.. senza dimenticare Grace Papaia.
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
Come un’adolescente in crisi di identità.

so anche essere così sportychic o trendychic, come dice la mia consulente d’immagine...

e poi sciatta, soprattutto sciatta... E maldestra, e mi macchio sempre...

... oppure faccio porcherie come questa...

... o quest’altra...

Diciamo che non ho una mia identità. Ma ho una mia moda..
ORA VORREI TANTO...
STO STUDIANDO...
Un modo per limitare il mio pericoloso autolesionismo
OGGI IL MIO UMORE E'...
Arranco... ma con stile.
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
1) Dimenticare
MERAVIGLIE
1) ... l'instabilità del caso ... sapere che vivere nn è una teoria matematica e in ogni attimo tutto può essere rivoluzionato anche da una semplice frase...
(questo BLOG è stato visitato 64135 volte)
ULTIMI 10 VISITATORI:
ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite
[ ELENCO ULTIMI COMMENTI RICEVUTI ]
Saturday, October 11, 2003 - ore 16:07
piccola italia
(categoria: " Sport ")
Quando l’Italia è piccola mi piace di più. Nel calcio sta nell’olimpo delle nazionali più forti del mondo. Nella pallavolo è la migliore, imbattibile. Ma poi la vedi in Australia, la piccola Italia, e la vedi iniziare il mondiale contro di loro, quelli grossi, quelli fortissimi, quelli che fanno la danza prima di giocare. Quelli con la maglia nera che guardano noi con le maglie azzurre e pensano che il nero è un colore da cattivi e l’azzurro no. E forse è vero, ma noi siamo azzurri da sempre. L’ho vista tutta la partita, mi piace il rugby. Se poi la partita è questa, ancora meglio. E un’Italia così piccola e allo stesso tempo così bella non l’ho mai vista. Eravamo piccoli sul serio, davanti ai più forti del mondo, ma mai domi, mai arrendevoli, mai paurosi, mai scoraggiati. E belli.
Una cosa mi ha lasciato secca, però. Loro ridevano. Dico io, stai giocando il mondiale, devi segnare, devi vincere, c’è in gioco l’orgoglio. E questi ridono. Quelli forti nel rugby ridono. E non ridono dell’Italia, c’è più rispetto che in ogni altro sport. Ridono perché quando giocano sono felici. C’era un maori grosso e brutto che rideva anche a gioco fermo, prima di una mischia. Da solo, si guardava in giro e rideva.
Poi c’era Rokokoko, che correva come un pazzo, correva tanto da non crederci. Chiaro, se corri con un pallone in mano e devi fare meta, e ci sono altri 15 uomini grossi come te pronti a saltarti addosso, a testate e spallate che fanno male veramente, è ovvio che corri come un pazo. Ma questo Rokokoko col nome da cartone animato correva come il più pazzo di tutti. E a un certo punto, mentre correva, l’ho visto ridere. Noi non si rideva mai, solo dopo la meta, l’unica orgogliosa meta. Sorridevamo però, perché la strada è lunga e non c’è ancora niente da ridere. Ma io ero felice. Davanti ai più grandi la mia piccola Italia, con quei ragazzi a cui porto da bere tutte le sere, era bellissima. Li vedevo diversi. Seri, compassati, attentissimi. Li guardo la sera, questi ragazzi alti, spalle larghe, bellissimi: e negli occhi hanno luci colori e un paio di birre. Oggi avevano solo il verde, con le righe bianche, e dei numeri segnati a lato. Ed erano vestiti tutti uguali.
Orgogliosi, felici. Un 70-7 che non dà proprio gioia, ma hanno giocato con gli All Blacks. E già stare davanti a loro e vederli danzare, con le facce concentrate, e le maglie nere e cattive. Beh, è una soddisfazione, il mondiale è cominciato bene. L’Italia, quando è piccola, mi piace di più.
LEGGI I COMMENTI (1)
PERMALINK