
shaula, 32 anni
spritzino di Willorba
CHE FACCIO? arranco
Sono sistemato
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HO VISTO
I miei angeli custodi

STO ASCOLTANDO
Il mio cane che abbaia, abbaia, abbaia, abbaia, abbaia...

.. senza dimenticare Grace Papaia.
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
Come un’adolescente in crisi di identità.

so anche essere così sportychic o trendychic, come dice la mia consulente d’immagine...

e poi sciatta, soprattutto sciatta... E maldestra, e mi macchio sempre...

... oppure faccio porcherie come questa...

... o quest’altra...

Diciamo che non ho una mia identità. Ma ho una mia moda..
ORA VORREI TANTO...
STO STUDIANDO...
Un modo per limitare il mio pericoloso autolesionismo
OGGI IL MIO UMORE E'...
Arranco... ma con stile.
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
1) Dimenticare
MERAVIGLIE
1) ... l'instabilità del caso ... sapere che vivere nn è una teoria matematica e in ogni attimo tutto può essere rivoluzionato anche da una semplice frase...
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giovedì 30 giugno 2005 - ore 11:21
succhismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")
La lotta alle zanzare è iniziata da un bel po’. Per difendere il mio popolo ho inventato una strategia ammazza insetti che intendo brevettare ma che deve essere ancora collaudata su spazi più ampi, prima di rendermi
schifosamente ricca.
La fase embrionale promette bene, mi sento come se avessi creato un vaccino universale, o portato la pace nel mondo, o eliminato Costanzo dalla TV italiana. Una specie di salvatrice divina, qualcosa del tipo:
l’universo intero mi deve la vita. Poi, scesa dal mio piedistallo sono tornata ad ancorarmi alla realtà e alla mia strategia ancora imperfetta per distruggere le zanzare. Oltre a sentirmi meravigliosamente intelligente e intellettualmente stimolante mi sento anche per la prima volta realmente ingegnosa. Mi amo fortissimamente. Le zanzare non mi spaventano più.
Credevo.
E quella notte infatti la
tragedia: probabilmente una parente stretta delle due che avevo appena assassinato sulle pareti della mia cameretta, probabilmente una parente molto, molto incazzata, si è rifatta sulla mia spalla lasciandomi un bozzo della metratura di un monolocale. Ho passato la mattina seguente a grattarmi come in preda a pulci rabbiose, un delizioso chiasmo in cui la mano destra stava perennemente addosso alla spalla sinistra, e la corrispondente gamba destra poggiava all’indietro rispetto alla sinistra per mantenermi in equilibrio mentre mi scuoiavo bellamente.
Non si può lasciar stare un
beccone, non si può non stuzzicarlo, non si può guardarlo e far finta di nulla – è la legge della natura.

Così da brava disobbediente quale sono sempre stata in termini di punture di
zanzare squalo ho impiegato le prime due ore dalla sveglia a scavarmi la spalla. E non contenta ho passato la successiva mezz’ora succhiandomi tale medesima spalla con foga e convinzione, nell’infausto tentativo di estirpare il veleno dal mio corpo.
Risultato? Mi sono fatta un enorme
succhiotto sul braccio. Ho irritato Maury e provocato le risa di millemila amici increduli alla spiegazione razionale e reale.
Mi sono fatta un succhiotto da sola.
Desolante.
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