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Friday, July 08, 2005 - ore 23:36
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Da quant'è che non facevo un po' di...
Recensioni
Disco: "The Division Bell" Pink Floyd Orfani del vero genio eccentrico Roger Waters, i rimanenti Pink Floyd, capitanati da un coriaceo David Gilmour, realizzano nel 1994 quello che è stato, fino a qui, l'ultimo capitolo di quella gloriosa saga trentennale marchiata di rosa del gruppo inglese.
Manco a dirlo, si tratta di un disco ineccepibile nell'iconografia e nei suoni, e pure propositore di alcune melodie assai azzeccate. Ma l'energia di un tempo è andata persa per sempre.
Ormai stanchi e provati, i Pink Floyd finiscono per citare sè stessi, seppure con buon gusto e sapienza e senza cadere nello scontato. Ne viene fuori un album efficace nel suo piazzarsi tra rievocazione, residui di classe e orecchiabilità per il poco esigente pubblico radiofonico degli anni novanta, ma le idee di fondo sono davvero poche. Deliziose e immaginifiche melodie sembrano il prodotto di un enorme computer pinkfloyd-omniscente, che rimescola gli ingredienti di maggior fortuna della band e di tanta prelibata carne ne fa polpette. Ottime per i bambini e per riempire lo stomaco, ma ben lungi da soddisfare anche il palato appena poco più che grezzo.Voto: 7------------------------------------------------------
Libro: "Amagansett" di M. Mills In una cittadina sull'oceano degli anni trenta, divisa tra aristocratici e poveri pescatori, nella ricerca di un pescatore che cerca il colpevole per vendetta e di un giovane detective che crede nella giustizia due strane morti a distanza di tempo si intrecciano e si rincorrono.
Molto buona l'ideazione dell'ambientazione, ed è azzeccatta l'idea di mischiare vendetta con giustizia. Purtroppo questo libro raccoglie assai meno di quanto non semini, lasciando sulla carta personaggi monocordi e mollezza di scrittura, che fanno del racconto un giallo sbiadito dalla tensione quasi inesistente e dalla cadenza troppo misurata.
Ci si consola immaginando il fantastico scenario marino dei pescatori dell'isola, e leggendo con stanchezza gli scialbi colpi di scena distribuiti con poca destrezza. Un libro facile da leggere, che forse tornerà utile per una sceneggiatura di qualche film hollywoodiano di basso profilo.Voto: 6 e 1/2------------------------------------------------------
Film: "M il mostro di Dusseldorff" di Fritz LangRipreso da un fatto di cronaca, il film parla di un maniaco assassino che uccide bambini e la cui caccia coinvolge tutta la città tedesca, tanto che polizia e malavita fanno a gara per catturarlo per primi.
Basterebbe la superba scena iniziale -che da sola, nel 1931, poteva spiegare come si sarebbe fatto il cinema dei successivi 60 anni - o la angosciosa e pittoresca interpretazione di un penetrante Peter Lorre per ascrivere questo film a capolavoro. Ma non c'è solo questo. C'è tensione psicologica, fotografia espressionistica, camera soprendentemente dinamica per il tempo, un geniale regista inpudico e indagatore, e addirittura ben più di una strizzata d'occhio alla psichiatria, alla piscologia delle masse e alla filosofia della vergogna umana.
Fondamentale. E profetico.Voto: 8 e 1/2
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Leonida, 23 anni
spritzino di Caldogno (Vi)
CHE FACCIO? Studente, aspirante giornalista, cantante
Sono sistemato
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