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Wednesday, July 13, 2005 - ore 12:24


verona...
(categoria: " Vita Quotidiana ")


oggi vi racconterò una storia di quelle che tanto piacciono anche a me, di quelle che si lasciano raccontare semplici, come una nonna racconta una favola al proprio nipotino...
c'erano 3 porcellin...no dai, 3 bimbi che in autostrada chiaccheravano e ridevano pensando ad una sola cosa...che in arena non piovesse!
la loro speranza andava affievolendosi man mano che si avvicinavano alla cittadina, i nuvoloni si addensavano sempre più, diventavano sempre più neri e più minacciosi fino a quando non iniziò a cadere una pioggia grossa, cattiva, pesante che addirittura non faceva vedere la strada al porcellin che stava guidando...
Però le preghiere e gli scongiuri poi vennero ascoltati, infatti quando si arrivò, la pioggia era magicamente sparita e qualche raggio di sole serale faceva capolino da dietro le colline della città..
la piazza dell'arena era già molto animata, piena di gente che chiaccherava, che si divertiva, che chiedeva informazioni, di gente che aspettava l'apertura dei portoni dell'arena per entrarvici...
era piena anche di gente losca sapete, gente che chiedeva ripetutamente se si volevano biglietti, se avevamo bisogno di ombrelli, di k-way...

Quando fummo entrati l'arena ci apparve grande, imponente, ma allo stesso tempo delicata e pregna di storia...

sapete...mentre ancora la gente non era seduta, girava per i corridoi con i pop corn in mano, si sbracciava per chiamare gli amici con cellulare e farsi notare...in punta di piedi, senza scarpe (le appoggia vicino al microfono...) arriva di soppiatto richard ashcroft, saluta il pubblico che lo aveva scambiato per uno dei tecnici del suono che giravano ancora per il palco e subito inizia: la sua voce, il suo corpo e la sua chitarra bastano per intonare "sonnet", nient'altro...e i tre porcellin, ancora sorpresi iniziano a battere le mani a tempo con il resto dell'arena...
la luce, in arena, è ancora molta e il cielo da nuvoloso magicamente ora è stellato, sereno.
E' il tramonto inoltrato quando intona l'ultima canzone "sweet simphony" e da tranquillo, come è stato tutta la durata del concerto, richard diventa una biscia, si muove, batte il tempo sulle note dei violini iniziali, con i piedi e con le mani, l'arena è già tutta in piedi, assieme a lui canta l'intera canzone, a volte la voce della gente copre quella grintosa di richard e tutto finisce con la fine della canzone, richard se ne va dopo aver salutato tutti ed aver applaudito la gente per il loro calore...
finisce pure la luce...

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