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Wednesday, July 13, 2005 - ore 13:14
La religione del complotto
(categoria: " Vita Quotidiana ")

Lo sapevate che, qualche minuto prima della strage di Londra, due agenti di Scotland Yard si sono recati presso l’ambasciata di Israele e hanno avvertito l’ex primo ministro di Gerusalemme Netanyahu, che si trovava là in riunione, di non uscire in strada? Sapevate che l’ex sindaco di New York Rudolph Giuliani si trovava a Londra il 7 luglio, come a Manhattan l’11 settembre? Che nelle torri gemelle non c'è stato alcun morto ebreo perchè sono stati tutti preavvisati dai servizi segreti israeliani?
Vi basta come teoria di un complotto? A voi non so, ma evidentemente a molti sì, dato che basta qualche notizia falsa (come la prima e l'ultima precedenti) e qualche coincidenza (come quella di Giuliani) per dare coraggio d'argomentazioni a chi vede dietro ogni figura un'ombra e dietro ogni angolo qualcuno che cospira. Troppo difficile, cari miei, accettare la realtà così com'è... prendersi le proprie responsabilità. Molto meglio trovare un capro espiatorio invisibile, un Dreyfus, un comunista maccartiano, una strega di Salem, un alieno o un chupacabras che vogliate... tutto va bene per toglierci le pene di fare i conti con noi stessi e coi nostri errori.
Anche dopo gli attentati di qualche giorno fa a Londra (così come accadde dopo Madrid e New York) le piste degli investigatori dell'occulto da quattro soldi si intrecciano tra Cia, Mossad, Blair, Bush, Berlusconi, Iraq, petrolio, Saddam Hussein e Giuliani. A volte addirittura reduci nazisti! Arrivano col petto rigonfio di chi ha la verità nascosta in tasca i mucrackers della spazzatura informatica, i patetici collezionisti di congiure, complotti e cospirazioni, e pontificano sui potenti, sugli oppressori e sugli oppressi, come e meglio di quanto avrebbe mai potuto fare MalcomX ma, ovviamente, senza averne le ragioni.

La moda della cospirazione, delle alte sfere che complottano contro il povero cittadino, è forse l'incarnazione più bassa e pedestre di quel sentimento populista che da sempre aleggia nelle masse, e che ha creato la rivoluzione russa come la caccia alle streghe di Salem. Il maccartismo come l'abbattimento del muro di Berlino. L'affare Dreyfus come l'area51. Una moda in tremenda e preoccupante espansione.
La cosa più curiosa è che chi ricerca nell'oscuro, nel buio la verità, spesso se la prende con le istituzioni più antiche, le lobby più potenti, le organizzazioni più tentacolari. Soprattutto se la prende con le religioni. Il guaio è che, nella loro lotta alle ideologie preconfezionate, non si accorgono di essere schiavi della loro stessa mentalità, della loro ipocondriaca ricerca di un colpevole "altro e alto". Il "complottismo" odia la religione ma diviene religione esso stesso; chi rifiuta la responsabilità della realtà e si inchina all'altare pagano della cospirazione, urlando di difendere la libertà ma in realtà asservendosi ad un'ideologia (quella della ricerca del colpevole) ben più tiranna di quelle che denuncia, non fa altro che aggiungere un altro controsenso alle già assurde corbellerie con cui di solito argomenta il suo pensiero.
Complici i vari Dan Brown, Fallaci, Moore, oggi si fa notizia solo se c'è scandalo. E si fa scandalo solo quando c'è cospirazione all'oscuro. Triste è vedere come la cruda e scomoda verità venga sempre più spesso ripudiata da molti che, istigati da pensatori da operetta, trovano la propria ragione di vita in una lotta contro un potere enorme e oscuro. Forse una lotta sostitutiva a quella per la vita: dato che essa è diventata facile e di veri nemici con cui misurarsi non si vede traccia, se ne creano di enormi, distanti e inestistenti.
Il guaio è che il vero nemico potrebbe essere così vicino che potremmo non accorgercene. Potremmo essere noi stessi; il nostro rifiutare gli errori e la realtà. Atto questo ben più pericoloso di lasciare il mondo al primo "Dottor Male" di turno.
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