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Saturday, July 16, 2005 - ore 15:07
Hope
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Speranza. Una parola che mi è sempre stata cara. Dicono di non smettere mai di sperare e che, facendo ciò, saremo in qualche modo premiati. Fin da piccola mi sono sempre ritenuta una bambina fortunata. Due genitori felicemente sposati, tutte le attenzioni per me che, essendo figlia unica, nuotavo nei regali e nelle coccole. Mi chiedevo in cosa dovessi sperare: non desideravo nulla in più di ciò che già mi circondava. Ma quella parola, così lontana da me e dalla mia vita, mi ha sempre coinvolto col suo punto interrogativo.
Così, quando vedevo una stella cadente, o quando spegnevo le candeline nel giorno del mio compleanno, non sapevo che desiderio espirimere...non riuscivo a sperare che mi succedesse qualcosa di più bello di quello che già mi stava accadendo. Poi ho iniziato a credere che si potesse sognare la pace, a pensare che i bambini non morissero più di stenti nel sud del Mondo e per le botte o l'abbandono al nord. Ma non cambiava nulla. Io speravo e volevo ardentemente tutto ciò, ma niente da fare...la speranza era davvero inutile. Nell'adolescenza ho abbandonato questi alti propositi per calarmi nella realtà più concreta, magari egoisticamente: mi spremevo le meningi e speravo con tutta me stessa che la prof non mi interrogasse o che il ragazzo che mi piaceva si accorgesse di me. A volte funzionava, altre no. Crescendo ho dimenticato totalmente la speranza, ero convinta che quella vera, pura, non esistesse; era il destino a comandare tutto, inutile credere e illudersi, nulla era in mio potere. Oggi, a 22 anni, ritorno a sperare. Come un tempo, non spero per me che ho di nuovo tutto ciò che desidero: spero e, guardando il cielo o soffiando sulle candeline accese, dirigo i miei pensieri ai popoli in guerra, a chi non sa cosa mangerà e se mangerà domani, e a tutti quei bambini che non credono nei sogni e nella Speranza.
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