
shaula, 32 anni
spritzino di Willorba
CHE FACCIO? arranco
Sono sistemato
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HO VISTO
I miei angeli custodi

STO ASCOLTANDO
Il mio cane che abbaia, abbaia, abbaia, abbaia, abbaia...

.. senza dimenticare Grace Papaia.
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
Come un’adolescente in crisi di identità.

so anche essere così sportychic o trendychic, come dice la mia consulente d’immagine...

e poi sciatta, soprattutto sciatta... E maldestra, e mi macchio sempre...

... oppure faccio porcherie come questa...

... o quest’altra...

Diciamo che non ho una mia identità. Ma ho una mia moda..
ORA VORREI TANTO...
STO STUDIANDO...
Un modo per limitare il mio pericoloso autolesionismo
OGGI IL MIO UMORE E'...
Arranco... ma con stile.
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
1) Dimenticare
MERAVIGLIE
1) ... l'instabilità del caso ... sapere che vivere nn è una teoria matematica e in ogni attimo tutto può essere rivoluzionato anche da una semplice frase...
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lunedì 18 luglio 2005 - ore 14:32
NEW YORK CITY
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Accendi la TV una domenica mattina e un dottore lavora vicino a dove ti eri fermata ad allacciarti le spighette. Dopo pranzo un uomo incontra la donna che sposerà dove Gianpa e Gabri avevano voluto fare la foto con il fumo dei tombini. Metà pomeriggio e un tassista sfreccia proprio dove a settembre avevate detto “ci fermiamo a mangiare qui?” ma eravate andati via perché vi sarebbe costato due giorni di lavapiatti. Prepari la cena e una ragazza si affaccia da quella finestra sulla strada proprio dove quel pomeriggio di sole eri rimasta sbalordita dall’ombra di un grattacielo persa non si sa dove. Dillo piano, sottovoce e scandisci:
gra-tta-cie-lo… gratta-cielo… grattacielo… prova a dirlo sottovoce:
grattacielo. Mille grattacieli, castelli di
vetro e piombo.
Fai finta di non pensarci per un po’, molli l’idea perché è effettivamente assurda –
dove li trovi tutti quei soldi, e in così poco tempo, e poi ci sono gli esami – e lo fanno apposta, te la piazzano davanti al muso e allora cosa fai?
Non puoi spegnere la TV, è più forte di te, allora ti giri dall’altra parte o copri gli occhi con le mani, strette da far male, da lasciare i segni sulla faccia
[non si può Silvia smettila Silvia smettila Silvia smettila] ma poi lo fai, apri due dita, una fessura minuscola e intravedi che è ancora li, e il
desiderio è grande, e allora via le mani e ti sta davanti in tutto il suo splendore.

L’anno scorso ero li, con quell’aria, quell’asfalto, quei castelli, quel piombo, quelle pietre, quelle scale, quelle ombre, quei taxi, quelle lastre di vetro infinite alto verso il
cielo, con quelle facce, quei gesti, quegli alberi, quell’atmosfera che non trovi in nessun altro posto. Meno di un anno fa ero li a passeggiare, a non perdere un istante di vita, a non perdere un atomo di nulla, a non perdermi e a non perdere la testa. Il cuore quello no, quello è rimasto li. Devo tornare a riprenderlo, il prima possibile. Forse novembre, forse.

Accendo la televisione e subito torno li, a passeggiare estasiata per la quinta, o con la faccia rovesciata per catturare tutta
Times Square, o a rompermi il collo per vederlo tutto l’
Empire che gli cammini sotto e non arrivi mai, distrutta stendermi in
Central Park con i bambini che si rincorrono e ti schivano di un soffio, sotto il sole e sotto gli alberi e sotto un cielo americano.
Ci sono quelle telecamere maledette, tutte li a riprendere NY e io qui, loro li e io qui, a invidiare un fattorino che porti un hot dog a un attore di bassissimo livello solo perché lui è lì e io no.

Maury Gabri Gianpa e la Cuda. Ed io ovviamente, noi 5 li a vivercela tutta, a respirarla profondamente, a cogliere tutto ciò che si poteva vedere, odorare, ascoltare, toccare, afferrare, visitare, rincorrere, calpestare, gustare, assaporare. Negozi mare palazzi negozi parco negozi palazzi palazzi vetro cemento vetro ferro vetro cemento oceano palazzi negozi palazzi parco
buco enorme che apre il cuore. E gente, migliaia di occhi, di mani, di scarpe.
E una canzone che mi suona nella testa, quel preciso momento che rivivo precisamente, quel mio libretto su cui fermare gli istanti a scriverceli perché rimangano li anche dopo mille milioni di anni indelebili e perfetti, fermare parole e frasi ma le espressioni ancora nella testa, e riviverle con una
musica, ma è normale?
E piangere, e non era una cosa triste, e non sono triste, ma mi viene da piangere. Una canzone e piango, ma non di tristezza, è questo il bello. E allora? Piangi, vorrai mica fermarle quelle
lacrime, scendono perché sentono che se rimangono li dentro ti si bloccherà prima la gola e poi il fiato e non si va avanti così, allora fuori tutte di commozione ed emozione.
Perché c’è qualcosa di
New York che ho ancora dentro e non uscirà mai.
LINK
Alterbridge - Open Your Eyes
Looking back I clearly see
What it is that's killing me
Through the eyes of one I know
I see a vision once let go
I had it all
Constantly it burdens me
Hard to trust and can't believe
Lost the faith and lost the love
When the day is done
Will they open their eyes
And realize we are one
On and on we stand alone
Until our day has come
When they open their eyes
And realize we are one
I love the way I feel today
But how I know the sun will fade
Darker days seem to be
What will always live in me
But still I run
It's hard to walk this path alone
Hard to know which way to go
Will I ever save this day
Will it ever change
Will they open their eyes
And realize we are one
Still today we carry on
I know our day will come
When they open their eyes
And realize we are one
Will they open their eyes
And realize we are one
(its hard to walk this path alone
hard to know which way to go)
Will they open their eyes
and realize we are one
(lost the faith and lost the love when the day is done)
Will they open their eyes
And realize we are one
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