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Wednesday, July 20, 2005 - ore 21:06


La gelataria Gargoille
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Gargoille, la nuova gelateria di via Ostia, vi attira con il suo design retrò per poi pugnalarvi direttamente allo stomaco ed al portafoglio.

-Buonasera, un cono con due palline, chiedo io, ignara di quanto mi aspetta.
-Da quanto? 2 euro, 2 euro e 50 , 3 euro?, risponde la demoniaca gelataia.
-Du-due euro e 50, rispondo allibita, pensando che nemmeno a Venezia ho mai pagato tanto un cono gelato e chiedendomi se per caso la gelataia è un cyborg in grado di misurare con la vista il diametro delle palline per farle corrispondere ad uno dei tre prezzi, visto che i coni sono tutti delle stesse dimensioni. Ma ben presto i miei dubbi vengono risolti.
La dipendente di Gargoille lavora di spatola con perizia, come un muratore che sta centellinando le ultime dita di malta, per produrre delle palline perfettamente sferiche da icona gelato. La crema Gargoille alla base del cono è anche in quantità accettabile, ma la pallina gianduiotto alla sua sommità è talmente striminzita che mi si stringe il cuore. E mi chiedo come sarebbero state le palline da 2 euro.
Passando dall'aspetto quantitativo all'aspetto qualitativo, i prestigiosi gusti che ci sono stati proposti dalla casa sono:

-tassa di caffelatte vomitata dal nonno (alias caffè)

-fior di panna del supermercato rimasto in congelatore per tutto l'inverno e reduce di diversi processi di decongelamento-ricongelamento, con pezzettini di cioccolato raccolti dalle briciole di cremino (alias stracciatella)

-Cioccolato fondente del discount ammorbidito con olio di fegato di merluzzo (alias gianduiotto)

-Biscottino plasmon ciucciato da neonato e pastella del gelato fritto del ristorante cinese mantecato con la chiara d'uovo (alias: crema di Gargoille)

E si che il mio palato è abituato al biologico, al macrobiotico, alla cucina di sopravvivenza di mio padre, alla cucina "cucchiaio verde" di mia madre, ma Gargoille mi ha fatto capire una cosa: se il gelato naturale fa così schifo e costa così tanto, credo che continuerò a mangiare quello a base di farine non meglio identificate e coloranti




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