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Un marine in Irak riceve un giorno una lettera dalla sua ragazza.
La lettera dice:
“Caro Johnny, la nostra relazione non puo’piu’ continuare. La distanza che ci separa e’ troppo grande. Ti confesso che da quando sei partito ti ho gia’ tradito due volte. Mi dispiace. Per favore rimandami la foto che ti avevo spedito. Mary”

Il soldatino ci resta malissimo. Chiede ai compagni di regalargli una foto delle loro fidanzate, mogli, sorelle, cugine o amiche. Riceve 57 fotografie. Le mette tutte in una busta assieme a quella di Mary, poi aggiunge un biglietto:

“Cara Mary, scusa ma non riesco a ricordarmi chi cazzo sei. Per piacere
togli la tua foto dal mazzo e rimandami le altre. Johnny”

MORALE: ANCHE SE SCONFITTI SI PUO’ SEMPRE USCIRNE A TESTA ALTA


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L’ aurora... LINK

Una notte bianca, che più bainca non si può! LINK

Qualcuno che c’ha provato, ma non c’è riuscito! LINK

Il Gazzettino del 25/07/2005 LINK

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Un mito intramontabile terribilmente glamour...
Elvis


Suspicious Mind

We’re caught in a trap
I can’t walk out
Because I love you too much baby

Why can’t you see
What you’re doing to me
When you don’t believe a word I say?

We can’t go on together
With suspicious minds
And we can’t build our dreams
On suspicious minds

So, if an old friend I know
Drops by to say hello
Would I still see suspicion in your eyes?

Here we go again
Asking where I’ve been
You can’t see these tears are real
I’m crying

We can’t go on together
With suspicious minds
And be can’t build our dreams
On suspicious minds

Oh let our love survive
Or dry the tears from your eyes
Let’s don’t let a good thing die

When honey, you know
I’ve never lied to you
Mmm yeah, yeah

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Thursday, July 21, 2005 - ore 00:09



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ogni tanto in televisione qualcosa di bello passa...
Oggi trasmettevano un concerto-tributo al più grande artista che l'Italia della canzone (e della poesia) abbia mai avuto.

Alle sue canzoni lego più ricordi che a qualunque altro autore.
Ce n'è una in particolare che è stata l'intestazione del mio blog per oltre un'anno... Sono sempre stato convinto che tra le righe di questa canzone lui volesse lanciare un grande messaggio... però non l'ho mai trovato.
In questa canzone esplode (come in molte sue altre) il legame che lo ha sempre avvicinato ai deboli, agli indifesi e agli emarginati, il pianto per quel sogno irrealizzabile che Guccini cantava giustizia proletaria. Lui non era comunista (o se lo era, lo era molto di più di ogni altro comunista), era anarchico, e quel termine marxista non l'ha mai usato. Probabilmente perchè a tutti i mortali x spiegare un concetto così serve un manuale di Scienza Politica. A lui una canzone come questa.

Fiume Sand Creek

Si son presi il nostro cuore sotto una coperta scura
sotto una luna morta piccola dormivamo senza paura
fu un generale di vent'anni
occhi turchini e giacca uguale
fu un generale di vent'anni
figlio d'un temporale

c'è un dollaro d'argento sul fondo del Sand Creek.

I nostri guerrieri troppo lontani sulla pista del bisonte
e quella musica distante diventò sempre più forte
chiusi gli occhi per tre volte
mi ritrovai ancora lì
chiesi a mio nonno è solo un sogno
mio nonno disse sì

a volte i pesci cantano sul fondo del Sand Creek

Sognai talmente forte che mi uscì il sangue dal naso
il lampo in un orecchio nell'altro il paradiso
le lacrime più piccole
le lacrime più grosse
quando l'albero della neve
fiorì di stelle rosse

ora i bambini dormono nel letto del Sand Creek

Quando il sole alzò la testa tra le spalle della notte
c'erano solo cani e fumo e tende capovolte
tirai una freccia in cielo
per farlo respirare
tirai una freccia al vento
per farlo sanguinare

la terza freccia cercala sul fondo del Sand Creek

Si son presi il nostro cuore sotto una coperta scura
sotto una luna morta piccola dormivamo senza paura
fu un generale di vent'anni
occhi turchini e giacca uguale
fu un generale di vent'anni
figlio d'un temporale

ora i bambini dormono sul fondo del Sand Creek

La strage del Sand Creek
29 novembre 1864

Il campo Cheyenne che si trovava in un'ansa a ferro di cavallo del Sand Creek a nord del letto di un altro torrente quasi secco. Vi erano quasi seicento indiani nell'ansa del torrente, due terzi dei quali donne e bambini. I capi dei Cheyenne erano Pentola Nera, Antilope Bianca, Copricapo di Guerra. Poco distante vi era il campo Arapaho di Mano Sinistra.

All'alba del 29 novembre 1864, il colonnello Chivington fece circondare l'accampamento, nonostante gli accordi presi e anche se nel mezzo del villaggio sventolava la bandiera americana, comandò l'attacco contro una popolazione inerme che quasi niente fece per reagire. Gli episodi sconvolgenti - come venne testimoniato dagli stessi indiani e da molti altri bianchi che parteciparono al massacro - non si contarono. Gli uomini vennero scalpati e orrendamente mutilati, i bambini usati per un macabro tiro al bersaglio, le donne oltraggiate, mutilate e scalpate.
Nell'ottobre del 2000 il Congresso degli Usa chiese scusa agli Indiani per i fatti di quel giorno.


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davide501, 22 anni
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