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Friday, July 22, 2005 - ore 13:53
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Quando perdi qualcosa, la prima cosa che ti viene in mente di fare è rincorrerla. Rivendicarla, in qualche maniera. Averla tua di nuovo, non rinunciare. Non lasciare che sia qualcun altro a prenderne il pieno possesso, a rubarla anche dai tuoi ricordi. Non tanto per quanto ci tieni tutt’ora, ma per quanto c’hai tenuto una volta. Per quello che è significata, per quello che ha rappresentato per te, per come tu la conosci. Perché l’idea di dividere qualcosa a cui tieni con qualcuno che non conosci, che non stimi o che nemmeno consideri, è orribile. Orribile come la certezza che il tempo è passato e che guarda, quelle persone e quei fatti ti osservano solo da lontano. Perché al bivio tu hai girato dall’altra parte. E l’hai fatto per scelta, perché era giusto così, in quel momento. Perché la mente era ovattata chissà da quale sorta di pensieri, era lontana, e forse non ragionava bene. Si, ora lo vedi un errore aver lasciato la presa. Lo leggi in quegli occhi, che forse qualcosa di giusto c’è, ma quello che hai sbagliato è di più. Molto di più. Perché ci sono tante cose a cui stare dietro, ci sono diverse situazioni.

E ci sono io che vivo a cavallo fra mille e mille scalini diversi. Faccio parte di tante vite e di tanti mondi che non combaciano, faccio parte di tante età, e piaccio a tutti allo stesso modo. Puro. Non amo dirlo esplicitamente, ma troppe persone hanno rubato un pezzo del mio cuore. Chi per pulircisi i piedi, chi per aspettare un giorno o l’atro il mio ritorno. C’è chi l’ha visto da poco il questo ritorno, molto poco. Non ha insistito, probabilmente non ha nemmeno sperato, ma ha tentato. Seppure incoscientemente mi ha rimesso fra le mani quella fune che avevo abbandonato e mi ha mostrato quel pezzo del mio cuore che possiede. Che forse è solo la corazza. Non è paura di essere, non è paura di diventare, è paura di capire. Capire ed essere coerenti con le proprie scelte, coerenti e consapevoli. Qualcuno aveva minacciato il mio vivere, mi aveva fatto sentire minacciata. Minacciata in quello che avevo costruito, una sorta di affronto. Affronto alla sincerità e alla spontaneità di certi sentimenti, di certe azioni e di certi gesti.
Non sono in grado d'affermare che il tuo insistente e prepotente desiderio di ritornare nella mia vita mi lasci indifferente....non sono in grado di dire a me stessa che la freddezza con cui ti ho trattato non sia anche frutto di una inconscia e profonda rabbia, che però non è generata dalla tua persona.
Certo è che la nostra conversazione non è del tutto scivolata sulla mia pelle, un segno l'ha lasciato....ma sono profondamente convintà di ciò che ti ho detto...le scelte si portano avanti, non puoi a un certo punto voltarti, tornare indietro e sperare che tutto sia rimasto come tu l'hai lasciato...questa non è la vita!
In fondo forse un pò mi dispiace...ma io non torno indietro.
La principessa è MORTA
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