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Sunday, July 24, 2005 - ore 15:08
Visioni..
(categoria: " Accadde Domani ")
"A me e ai miei amici una volta è capitato un fatto che dapprima ci ha spaventato a morte e poi ci ha profondamente inquietato.
Antefatto: nella parte montuosa del Friuli c'è una cittadina molto bella e suggestiva (Gemona), conosciuta perché è stata rasa al suolo dal terremoto del 1978 e poi completamente ricostruita in tempo di record. A Gemona ogni agosto si tiene una sorta di rievocazione storica medioevale che coinvolge tutto il paese, ci sono spettacoli, gente in costume dell'epoca, cibi e bevande tipici, si paga con apposite monete che si scambiano sul posto, insomma una bella manifestazione.
Una sera che non sapevamo cosa fare decidiamo di andare appunto a questa festa, prendiamo la macchina, ci avviamo ma una volta arrivati scopriamo di aver sbagliato giorno . Con le balle girate per aver fatto un centinaio di chilometri per nulla prendiamo mestamente la via del ritorno, quando appena fuori dal paese compare un cartello con la scritta “Monte Cuarnar” (o qualcosa del genere), al che il nostro prode pilota fa: “Alla ventura!” e cominciamo a seguire quella strada per arrivare in cima al monte.
All'inizio la strada era normale, con villette ai due lati e lampioni che la illuminavano, ma mano a mano che salivamo diventava sempre più stretta e tortuosa mentre le case si diradavano e i lampioni sparivano. Così al posto delle case avevamo da una parte la parete della montagna e dall'altra alberi e cespugli, in cui ogni tanto si apriva uno squarcio che ci permetteva di renderci conto di quanto in alto eravamo arrivati: si vedevano tutte le luci di Gemona! Ma noi imperterriti continuavano ad andare, noncuranti del fatto che la strada era ormai diventata così stretta che i rami degli alberi si incrociavano sopra di essa formando una specie di galleria e che i tornanti chiudevano così tanto che dovevamo fare manovra per affrontarli. In realtà cominciava a serpeggiare un po' di inquietudine, perché metti che succede qualsiasi cosa alla macchina: come avremmo potuto cavarcela in mezzo al nulla? Ma non potevamo tornare indietro neanche volendo, perché mancava lo spazio materiale per girare la macchina, quindi non potevamo fare altro che salire e sperare di trovare una piazzola o qualcosa del genere.
Ad un certo punto usciamo da un tornate e davanti a noi si apre un breve rettilineo di 30/40 metri. I fari della macchina girano bucando il buio pesto e illuminano il muro di alberi che formava la curva successiva e in quel momento tutti e quattro ci siamo letteralmente cagati in mano, non avevamo neanche la forza di gridare: davanti a noi è comparsa la figura di un uomo nudo, immobile, con la testa reclinata, appeso per le braccia agli alberi ad un'altezza di un buon metro da terra. Eravamo paralizzati, non potevamo fare assolutamente nulla, avevamo troppa paura anche solo per pensare. La macchina nel frattempo è avanzata per inerzia permettendoci di esaminare meglio i particolari, e allora ci sono saltati all'occhio i vasi di fiori, il piccolo altarino, la strana “piattezza” della figura, e infine il mistero si è svelato: quell'uomo non era altro che un crocifisso di legno ad altezza naturale, di quelli che si trovano spesso sulle strade di montagna.
Tirando giù una serie di imprecazioni assolutamente da primato per lo spavento preso abbiamo continuato a salire e alla fine siamo arrivati in cima, tra l'altro un posto bellissimo, dove ci siamo fermati un po' nel buio (non c'era la luna e non si vedeva veramente nulla) per poi ridiscendere con più calma.
Tornando indietro tutti e quattro stavamo ben attenti per individuare in tempo il crocifisso perché non volevamo che saltasse fuori dal nulla spaventandoci di nuovo, quindi con quattro paia di occhi controllavamo il lato destro di ogni curva (salendo il crocifisso era a sinistra). Passano 5 minuti, ne passano 10, ne passano 15, compaiono le prime case e i primi lampioni, e ci ritroviamo in paese. Ci guardiamo l'un l'altro interdetti: “E il crocifisso?” “Non c'era!”.
Tornando indietro il crocifisso era sparito! Ed è impossibile che ce lo siamo fatto scappare, eravamo in quattro e ognuno di noi sapeva esattamente cosa e dove cercare!
Siamo scappati alla velocità della luce, ma ci siamo ripromessi di tornare a controllare una volta o l'altra. Per adesso non l'abbiamo ancora fatto..."
da cagarsi in braghe a vita.....
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