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![]() algot, 30 anni spritzino di Padova CHE FACCIO? Giornalista Sono single [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ] STO LEGGENDO HO VISTO Più cose in cinque anni di giornalismo dell’androide di Blade Runner STO ASCOLTANDO il battito del mio cuore e il rumore dei miei pensieri che ultimamente convergono sovente sull’amore ABBIGLIAMENTO del GIORNO sempre casual, tendente allo straccione, è che mi affeziono ai miei vecchi capi di vestiario ORA VORREI TANTO... Poter ascoltare la mia donna quando mi dice "Ti amo", ma anche semplicemente tre orete di sesso andrebbero benone STO STUDIANDO... un benemerito cazzo OGGI IL MIO UMORE E'... generalmente buono, le uniche cose che mi preoccupano sono di carattere sentimentale, ultimamente frequento una bella donna dal carattere molto ma molto instabile, il che mi rende instabile ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... PARANOIE 1) Chiederti se riuscirai mai a innamorarti ancora... ricordare che l'ultima volta che hai detto "ti amo" risale a tanto di quel tempo fa da farti pensare che forse non riproverai mai + quella stupenda sensazione... e chiederti se forse non sei uno scemo a voler cercare l'amore nelle chat, illudendo gli altri ma soprattutto te stesso... MERAVIGLIE 1) ...i "Desfo Sprissss Party"... BLOG che SEGUO: Davidoff RickyM. Momo raggioverde narra lucy lasvampita BOOKMARKS Il 13 aprile nessuno al voto (da Informazione / Agenzie di Stampa ) Appunti universitari padovani (da Studiare a Padova / Guide Universitarie ) UTENTI ONLINE: |
Wednesday, June 11, 2003 - ore 19:38 conclusa la staffetta di digiuno per la pace Dal 5 marzo, mercoledì delle ceneri, primo giorno di quaresima, a domenica scorsa, giorno di pentecoste, sono state quasi quattromila le persone sparse in tutta la diocesi padovana che hanno offerto la propria rinuncia al cibo per invocare la pace e hanno sostato in un breve momento di preghiera ogni giorno per il "Time out" per la pace. Una quarantina di persone al giorno volontariamente hanno digiunato in segno di solidarietà nei confronti delle popolazioni in guerra, il "risparmio" derivante dal pranzo e cena saltati in nome della pace sono stati versati dagli aderenti all'iniziativa su un apposito conto corrente postale della diocesi. "Nemmeno noi che abbiamo coordinato l'iniziativa pensavamo che l'invito del nostro vescovo Antonio Mattiazzo sarebbe stato accolto con tanto entusiasmo da così tante persone - commenta soddisfatto don Livio Destro, delegato per la pastorale sociale e del lavoro, giustizia e pace - Devo dire che l'iniziativa è stato un bel successo innanzitutto da un punto di partecipazione umana: un conto è tirar fuori dalla tasca 10 euro per fare beneficienza, un conto è che questi 10 euro siano il frutto e il simbolo di un sacrificio portato avanti in prima persona". Dalla raccolta dei fondi, corrispondenti alle giornate di digiuno effettuate dai padovani, sono stati raccolti 33.000 euro: "Una bella cifra che ci permetterà di partecipare in maniera sostanziale e concreta ad alcuni progetti di solidarietà sociale importanti che stiamo portando avanti all'estero, in sudamerica e africa. Sono fondi destinati alla pace, perchè solo dalla solidarietà e dalla giustizia sociale nasce la distensione tra i popoli. Mi sento di ringraziare di cuore tutte le associazioni che hanno contribuito alla realizzazione di questo progetto". Praticamente tutte le associazioni del mondo cattolico si sono adoperate per la riuscita dell'iniziativa, e molti sono stati i dirigenti degli enti e delle cooperative che hanno digiunato, il più delle volte in maniera privata. "E' una bella esperienza quando si può scegliere di digiunare - testimonia Andrea Bertolo dell'Agesci - Questa iniziativa va di pari passo con le altre attività che durante l'anno ci vedono protagonisti sul sentiero della pace, besti pensare alla marcia Perugia - Assisi che organizziamo ogni anno". C'è anche chi, come Marco Baldini delle Acli, ha condiviso questa esperienza con il resto della famiglia: "Anche i miei bambini, magari rinunciando a una merendina, hanno digiunato con me e mia moglie - ricorda il dirigente delle Acli - E' stato una maniera di metterci in gioco in prima persona in maniera autentica per la pace: credo sia più facile tirare dei sassi e creare disordini per contestare, piuttosto che manifestare in silenzio per tutta una giornata il proprio pacifismo con una piccola azione come questa". COMMENTA (0 commenti presenti) PERMALINK |
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