STO LEGGENDO
un po’ tutto il meglio di herman hesse, Borges, Dino Buzzati e del mio grande signore e padrone GEORGE R.R. MARTIN
HO VISTO
tutto quello che potevo vedere... e tutto quello che la mia immaginazione ha creato e crea
STO ASCOLTANDO
Articolo 31 e Afterhours a palla

W IL FUNKY
Keith jarrett, Lyle Mays, herbie hancock e tutto il meglio del jazz
Ludovico van, schumann e tutto quello che riesco a suonare con il mio mitico eccezionale pianoforte a mezzacoda.. faccio tremare la casa cazzo!
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
maglioni, giacconi, sciarpe, felpe, FREDDO FREDDO FREDDO!!! Poi essendo anche a dieta soffro il freddo 10volte di più!
ORA VORREI TANTO...
un amaca e la spiaggia di santo domingo sotto i piedi..
sapere il xkè di tante cose..
non essere così orgogliosa..
credere in babbo natale..
STO STUDIANDO...
come governare i miei superpoteri
OGGI IL MIO UMORE E'...
JOYFULL!!!!
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
1) Sentirsi su di un aereo già decollato verso mete lontane e renderti conto di aver lasciato a terra ciò che contava di più...sapere di non avere scelta e rassegnarsi a vivere la vita che non volevi...
2) cercare di essere sè stessi e scoprire che in fondo non interessa a nessuno...
3) Pensare che all'improvviso qualcosa a cui tieni molto...stia per finire...senza motivo.
4) Credere in una cosa che non esiste
5) avere una spina nel fianco che ti fa parecchio male e non voler toglierla ....
6) Mandare un sms importante a qlcno\a e 1 sec dopo averlo inviato essere assaliti dalla para"perchè nn risponde?!?!?"
7) ...domandarsi se tutte le belle parole dette da da 1 persona x te speciale non siano tutte false e senza significato... e morire dentro pensando d essere sempre stati presi x il culo... ma continuare a crederci...... aspettando forse ke la verità ci venga sbattuta in faccia lasciandoci di merda anke se si era pronti a 1 cosa così....
MERAVIGLIE
1) staresene distesi in un prato, guardare il cielo e rendersi conto di essere vivi
2) Dormire
3) un prato assolato
due alberi
un'amaca
la vista sul mare...
4) ..è TT CIò KE T FA STARE BENE..IL SORRISO D 1 PERSONA A CUI VUOI BENE..ERIUSCENDO A CAPIRE KE NN SI è MAI SOLI NEL MONDO1
5) Ascoltare per la prima volta una canzone e accorgersi ke il testo corrisponde esattamente a un tuo pensiero o all'emozione ke stai provando in quel momento
6) poter andare a letto,chiudere gli occhi e sognare in tranquillità la persona che si ama!..e sognarla talmente intensamente da credere di averla vicino a coccolarti!
7) meravigliarsi di ciò che agli occhi dei più è banalità....
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martedì 26 luglio 2005 - ore 12:44
(categoria: " Vita Quotidiana ")
siete diventati stitici di commenti?
Vi posto un racconto che ho scritto da poco...
- Un coniglietto per me? – esclamò Giulia in prenda alla felicità.
- Si è per te, è una femmina, buon compleanno tesoro – rispose la nonna.
Giulia aiutata dal padre gli costruì un recinto in giardino ed iniziò a passare ogni mattina di quell’afosa estate con l’animaletto. La chiamò Bunny, il nome più originale che la sua mente di cinque anni riuscì a partorire. Aveva l’abitudine di portarle una carota e di fargliela rosicchiare mentre lei l’accarezzava.
Una mattina particolarmente calda, Giulia si svegliò di soprassalto, preda di un brutto sogno che subito dimenticò. Si alzò dal letto e dopo una leggera colazione prese una carota e si avviò verso la gabbia del coniglietto. Bunny sembrava felice di vederla, ed iniziò subito a rodere la carota che lei teneva tra indice e pollice. Stava vagando con la mente in piccoli deliziosi sogni ad occhi aperti quando un improvvisa sensazione di dolore la richiamò alla realtà. Accidentalmente il coniglio le aveva morso un dito; era una ferita superficiale, sarebbe bastato lavarla e subito sarebbe guarita. Era evidente che l’animale non aveva fatto di proposito, lasciò nella gabbia il resto della carota, gli fece una carezza e tornò in casa per farsi disinfettare il taglio da sua madre.
Il giorno dopo, Giulia non provò la benché minima esitazione nell’infilare la tenera manina nella gabbia e lasciare che anche questa volta il coniglio mangiasse dalle sue mani. Bunny sembrò sorridere, e poi le morse forte il dito già ferito. Questa volta il sangue inizio a sgorgare copiosamente, Giulia spaventata iniziò a piangere. La madre spaventata da quel pianto disperato corse subito da lei. Cercò di spiegare ai genitori la scena, ma entrambi parevano molto più propensi a credere che il coniglio avesse scambiato ancora il dito per la carota. – Perché la prossima volta non provi a tenerla con tutta la mano? Così non ti farà più male – le disse il padre. Passarono la giornata a dirle che non poteva averle fatto male intenzionalmente e che i conigli sono gli animali più buoni e timidi che esistono al mondo.
Il pomeriggio seguente, molto più titubante, si avvicinò alla gabbietta. Seguì i consigli dei genitori e questa volta non espose le dita, non riusciva a staccare gli occhi dalla bocca del coniglio che triturava la carota e la inghiottiva ad una velocità incredibile. All’improvviso come aveva visto fare il giorno prima il coniglio le sorrise di profilo, guardandola negli occhi, e poi la morse. Le staccò di netto pelle e carne che stanno tra pollice e indice. Lo shock e il dolore la fecero svenire.
Si svegliò nel suo letto, era buio, le finestre erano spalancate per combattere il caldo afoso di quei giorni, la porta era chiusa. Improvvisamente sentì un rumore strano, come un grattare, o meglio rosicchiare, proveniva dall’esterno della porta della sua stanza. Un veloce delirante rosicchiare. Improvvisamente balenò nella sua mente l’immagine di Bunny che rosicchiava la porta. “Certo che i conigli sono proprio animali stupidi, perché rosicchiare la porta quando potrebbe entrare dalla finestra” non fece in tempo a finire questo pensiero che il rumore cessò, dopo qualche istante sentì la maniglia che scricchiolava leggermente, e la porta che si spalancava. – Oh tesoro! Ti sei svegliata! Io e tuo padre eravamo parecchio in pensiero per te – la madre l’abbracciò forte e per qualche istante dimenticò cos’era accaduto, poi però l’immagine di Bunny che entrava dalla finestra la fece strillare
- cosa c’è che non va? – chiese la madre preoccupata – No.. niente.. ho solo…. Freddo.. si freddo! Potresti chiudere le finestre per favore? – La madre sembrò un po’ perplessa da quell’affermazione, ma ansiosa di dormire non pose altre domande e assecondò il capriccio della figlia. Aspettò qualche secondo ma non sentì più nessun rumore provenire dalla porta. Si stava quasi riaddormentando quando si rese conto che la porta era rimasta aperta. Le sembrò di avere addosso centinaia di coniglietti che la mordevano e graffiavano, ma era solo la paura. Si fece coraggio e guardò sotto al letto, ma non trovò nulla di strano, provò nell’armadio ma neppure li c’era qualcosa fuori posto. Dunque chiuse la porta e tornò dormire.
-Giulia.. – il volto del padre sembrava preoccupato – hai dormito tutta la mattina tesoro, come ti senti? –
- Bene grazie, ho un po’ fame.. – il padre rise di gusto per quell’affermazione, la prese in braccio e la portò in cucina a mangiare qualcosa. – Ah quasi dimenticavo, credo che il tuo coniglietto sia scappato, mi dispiace, so che ci tenevi nonostante tutto – si sentì rassicurata da quelle parole, non le avrebbe più fatto del male.
Passarono delle settimane, quasi un mese, e Giulia aveva già quasi completamente dimenticato il coniglio, le uniche cose che glielo rammentavano erano due piccole cicatrici che aveva sulla mano. Ormai sicura di non correre nessun pericolo una notte in cui il caldo sembrava insopportabile si decise ad aprire una finestra. Per qualche istante immaginò di udire centinaia di rumori sinistri, ma rendendosi conto che erano solo frutto della sua immaginazione decise di tornare a letto. Un leggero tonfo, come quello che potrebbe fare una piccola palla nel cadere la allarmò. Si chiese se anche quello non fosse solo frutto della sua immaginazione, decise di aprire gli occhi, e subito incontrò i rossi piccoli occhi di una qualche creaturina nascosta dal buio della notte, provò a gridare ma non ci riuscì, era letteralmente paralizzata. Non poteva fare altro che osservare Bunny eretta sulle due zampe che sfoderava artigli degni di un leone, balzò sul letto con una irreale facilità, e distorse la bocca in un malefico ghigno. Poi fece una cosa che mai avrebbe immaginato, le si infilò nella bocca che senza rendersene conto aveva lasciato aperta. L’orrore la sbloccò, cercò di togliersi il coniglio di dosso ma non ci riuscì, perse i sensi nel momento in cui iniziò a mangiarla dall’interno.
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