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Thursday, July 28, 2005 - ore 22:19
The Essential Paul Young
(categoria: " Musica e Canzoni ")
Si è parlato di anni Ottanta e vado a rispolverare un disco che racchiude diciotto canzoni del dimenticato Paul Young. E' quanto basta per
ripercorrere la sua ventennale carriera;
i più lo ricordano per
No Parlez, il suo album d'esordio che ha venduto sette milioni di copie in tutto il mondo, e per il duetto con Zucchero. Ora Paul canta in una band tex-mex, Los Pacaminos; la sua bella
voce è danneggiata, non incide un disco solista da otto anni. Però questo
Essential riesce non solo a farci avere in un solo disco il meglio (e nessuna assenza sembra imperdonabile) ma offre per la prima volta due registrazioni live e un inedito, Heart Full Of Rain, inciso nel 1993. C'è anche What Becomes Of The Broken Hearted, dalla soundtrack di Pomodori Verdi Fritti, prima
irreperibile.
I singoli di No Parlez sono qui nelle versioni
originali (nella ristampa dell'album, invece, la Sony ha deciso di sostituirle con i mix presenti nei
dodici pollici: che mossa cretina), e hanno conservato intatto il loro fascino. Young è riuscito a far diventare un clamoroso successo un brano minore (lato B, per l'esattezza) di Marvin Gaye, Wherever I Lay My Hat (That's My Home). Anche
Come Back And Stay e
Love Of The Common People sono arrivati
molto in alto in classifica.

Dal secondo album,
The Secret Of Association, proviene il materiale
più interessante; si sa, la
formula vincente non si cambia, e quindi un altro brano misconosciuto, stavolta di Hall & Oates, conquista anche gli States: Everytime You Go Away è piazzato non a caso in apertura della raccolta. Oggi la
contaminazione tra musica elettronica e soul è all'ordine del giorno (vi dicono qualcosa i Neptunes?) ma vent'anni fa Paul Young è riuscito
abilmente ad unire il synth pop con il rhythm'n'blues: I'm Gonna Tear Your Playhouse Down resta un gioiello di produzione (immaginate un bizzarro connubio tra Temptations e Art Of Noise con tanto di campionamenti, non ancora à-la-page);
Everything Must Change dimostra che Paul Young non è solo un cantante di cover ma anche un
discreto autore...
Tomb Of Memories è in stile Wham.
Dal terzo album (di minor successo) c’è solo Some People, che invece ricorda alcune produzioni dei Toto; due i pezzi estratti da Other Voices, e sono due cover: Oh Girl dei Chi Lites e Softly Whispering I Love You dei The Congregation. Senza una donna (Without a woman) è la versione inglese del successo dal brillante Blue's del cantautore italiano che ultimamente è entrato nella classifica Billboard con
Zu&Co.
Don't Dream It's Over, interpretata con Paul Carrack, è in origine dei Crowded House, e nel 1991 anche Venditti l'ha ricantata in italiano (Alta Marea)... Ottimo il singolo da
The Crossing del 1993, Now I Know What Made Otis Blue, che avrebbe meritato più attenzione al momento dell'uscita. Il CD finisce con tre cover diversissime tra loro: It Was A Very Good Year è un classico di Frank Sinatra, reinterpretato con un approccio originale (che si avvicina a Night And Day degli U2).
I Close My Eyes And Count To Ten dona nuova verve all'originale di Dusty Springfield, cantata dal vivo così come
Love Will Tear Us Apart ( proprio quella dei Joy Division..!)
Peccato che, a differenza di altri titoli della serie Essential, questo non sia reperibile facilmente in Italia; si trova però tramite
siti Web come Play.com, Hmv.co.uk e 101cd.com. Ecco intanto la scaletta e delle snippets audio:
LINK
PAUL YOUNG - IT WAS A VERY GOOD YEAR
When I was seventeen, it was a very good year
It was a very good year for small town girls
And soft summer nights, we'd hide from the lights
On the village green, when I was seventeen
When I was twentyone, it was a very good year
It was a very good year for city girls
Who lived up the stair, with all that crazy hair
And it came undone, when I was twentyone
When I was thirtyfive, it was a very good year
It was a very good year for blue-blooded girls
Of independent means, we'd ride in limousines
Their chauffeur would drive, when I was thirtyfive
But when the days are short in the autumn of the year
I will think of my life as vintage wine
From fine old kegs, from the brim to the dregs
Pouring sweet and clear, it was a very good year
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