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Friday, July 29, 2005 - ore 21:01
#2
(categoria: " Pensieri ")
Per me la fede è un fattore molto importante, specie per il fatto che io non ne ho.
Dico davvero, e capire questa cosa è stata per me una vera scoperta !
In effetti io non ho fede, ma ho fiducia, quando più quando meno a seconda del periodo. In questi ultimi tempi devo dire che la mia fiducia è molto poca, verso le persone soprattutto; ma questa è un' altra storia.
Il mio aver fiducia significa che il mondo è vasto, l' universo è infinito, e quindi cerco di non precludermi nessuna possibilità. Tendo a non accettare nulla per fede, tengo lungi da me il concetto di dogma, uso e spesso abuso del verbo "credere" perché è l' unico termine che conosco in grado di assomigliare al concetto che sto cercando di esprimere.
Non ho nulla contro le religioni anche se in linea di massima non condivido la maggior parte di esse, proprio perché si basano sui dogmi, su queste verità indiscutibili della fede, e sulla fiducia non in una esperienza religiosa autentica ma in persone che raccontano di persone che raccontarono di avere avuto una genuino contatto con il divino.
Ora, io non metto in dubbio le esperienze dei patriarchi, dei santi, degli illuminati o dei maestri o dei profeti, non ho in effetti nessun diritto di dubitare della sincerità delle esperienze di queste persone. Non le conosco, posso solo andare sulla fiducia. Ma, non per questo voglio fare mie le loro fedi ed i loro credo. La mia "fede" è solo la constatazione di ciò che sento, di ciò che ho esperienziato.
Il senso del contatto con il divino è andato scemando nel tempo, e ad oggi sembra che l' incorporeo piacere del dialogo con Dio appartenga solo ai preti, agli psicopatici e a Vanna Marchi. Insomma diciamocelo: va male tre colpi su tre !
Ma pensiamoci bene: il divino si manifesta in mille modi meravigliosi !
Quando Lucia vide la Vergine Maria, fu vista molto male, dai preti, dai genitori, da parenti amici e paesani e dal mondo intero. Perché tante persone, specie gli uomini di chiesa, persone piene e ricche quindi proprio di quella fede dogmatica che la religione induce, ha dubitato dell' autenticità di quella manifestazione ?
Lucia non aveva dubbi. E credo si possa dire che, a quel punto, non aveva nemmeno più bisogno della fede: a cosa avrebbe dovuto credere ? Si crede in ciò che non si può sapere, si crede in una ipotesi, si crede nell' imprevisto, ma non si può credere o non credere a ciò che vediamo con i nostri occhi. Così mi azzardo a pensare che Lucia non credette all' esistenza dell' Immacolata Concezione: l' aveva vista ! Per lei, a quel punto, non era più solo una questione di fede, era ben un dato di fatto.
E quando Re Nabucodonosor ordinò di gettare i compagni di Daniele nella fornace, e li vide camminare tra le fiamme cantando, in compagnia di un Angelo di Dio, Nabucodonosor non aveva fede in quel loro Dio, e non ne ebbe nemmeno poi. Ma aveva visto il suo Angelo, aveva visto la sua meravigliosa grandezza e bontà; e non gli servì altro. Ed emise un decreto in cui ammoniva che "chiunque, a qualsiasi popolo, nazione o lingua appartenga, proferirà offesa contro il Dio di Sadràch, Mesàch e Abdènego, sia tagliato a pezzi e la sua casa sia ridotta a un mucchio di rovine, poiché nessun altro dio può in tal maniera liberare".
Certo, ad oggi sembra che queste cose non accadano più così sovente, la gente non viene buttata nelle fornaci o nelle fosse con i leoni, ma questo è il concetto che cerco di esprimere: la differenza che intercorre tra credere e credere.
La mia cara nonna ha fede in un Dio, perché per lei è un dogma, è un insegnamento che ha appreso, un qualcuno di incorporeo a cui ha imparato a rivolgersi, e ci crede con tutta se stessa. E questo è meraviglioso ! Ma mi rimane in bocca quel gusto amaro, la domanda: cosa c' è di autentico in ciò ?
Io credo in Dio. Perché anni fa feci un sogno. Il sogno era di una squisita semplicità: stavo scivolando a causa del terreno fangoso su cui poggiavo i piedi, e sarei caduto se una mano non mi avesse afferrato e con dolcezza appoggiato sul terreno asciutto. E mi girai a guardarlo, il sorriso di un bambino, gli occhi profondi e dolci. Mi comunicava un senso di pace, e di assoluta sicurezza nella sua semplicità. "Ci vediamo", mi disse senza aprir bocca. "Arrivederci, Dio del cielo e dalla terra", gli risposi.
E' una cosa sciocca, era un sogno. Uno di quei sogni dai quali ti svegli come se non avessi dormito, tanto corpose sono le sensazioni che hai provato. Per via di questo sogno io "credo" in Dio. "Credo" tra virgolette, perché per me quella persona che ho visto era reale, mi ha dato sensazioni reali. Se un domani dovessi scoprire che mi sbaglio pazienza, così sia, saprò di aver sbagliato, se mi renderò conto che quelle sensazioni erano sbagliate e che i miei occhi, nel sonno, han visto male e si sono ingannati, amen ! Ma avrò sbagliato in "buona fede", non rinnegherò mai ciò che i miei occhi hanno visto solo per apparire meno "pazzo" agli occhi degli altri.
Con questo non voglio fomentare l' uso di fumi o l' accettazione come normale di certe forme di disturbi mentali, ma voglio dire questo: Giovanna d' Arco "sentiva le voci", così come anche Madama Blavatsky; la prima è stata detta Santa, la seconda psicopatica. Perché ?
Io credo che ci possiamo fidare degli altri, ma non possiamo "essere" gli altri, non possiamo vedere e conoscere le cose attraverso gli occhi degli altri.
Possiamo fidarci di noi stessi, e delle nostre sensazione, perché alla fine tutto ciò che conosciamo non è "reale", ma è solo l' interpretazione, la personale visione che noi diamo al reale. E' una convenzione che certe cose siano per tutti in un certo modo, è un necessario punto d' incontro decidere i limiti tra il "giusto" e lo "sbagliato", tra il "buono" e il "cattivo", tra il "sano" ed il "malato", ma dobbiamo sempre ricordare che tutti viviamo secondo i nostri ritmi, pensieri ed emozioni, e chiunque ha il diritto anzi il dovere di dubitare, sempre con rispetto, del nostro particolare punto di vista; e viceversa. Ciascuno a proprio discernimento, secondo le proprie emozioni.
In fine, chi ci dice insomma che in realtà il cielo non è verde, l' erba azzurra, e tutti noi siamo daltonici ?
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