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![]() Ceres, 32 anni spritzina di Venezia CHE FACCIO? Lettere Sono single [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ] STO LEGGENDO sempre HO VISTO un po di luce in fondo STO ASCOLTANDO Tom Waits ABBIGLIAMENTO del GIORNO potevo fare di meglio ORA VORREI TANTO... ma no, sono a posto STO STUDIANDO... Storia Contemporanea OGGI IL MIO UMORE E'... ci sta ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... PARANOIE 1) Essere la persona giusta al momento sbagliato e la persona sbagliata al momento giusto! 2) ...amare tanto qualcuno ed avere paura di dirglielo. 3) Il peggior modo di sentire la mancanza di qualcuno è esserci seduto accanto e sapere ke non l'avrai mai MERAVIGLIE 1) poter esprimere le proprie emozioni attraverso le mani... 2) svegliarsi accanto alla persona che si ama 3) B A D O L E ! 4) avere una stanza singola 5) leccare il Poli !!! BLOG che SEGUO: mah BOOKMARKS B&B Holiday House - Oristano (da Viaggi e Turismo / Mare ) Blog fraterno! (da Pagine Personali / HomePage ) Polisportiva Tharros 1905 (da Sport / Calcio ) Bob Art (da Arte e Cultura / Pittura ) Il Vernacoliere (da Arte e Cultura / Cartoni & Fumetti ) Fafi (da Arte e Cultura / Pittura ) Fisietto (da Arte e Cultura / Cartoni & Fumetti ) Rat Man (da Arte e Cultura / Cartoni & Fumetti ) Ceres! (da Pagine Personali / HomePage ) UTENTI ONLINE: |
Thursday, August 04, 2005 - ore 02:13 Bienal Oggi (ieri), approfittando del dover andare a Venezia per affari miei, ho fatto la donna che si finge colta e mi sono visitata ben 4 e dico 4 padiglioni della Biennale. Perché, per chi non lo sapesse, la Biennale non è tutta all'Arsenale BENSÌ si disloca amabilmente in più punti del tessuto urbano, sì da creare ulteriore simbiosi fra l'EVENTO e la città permeando di sè la stessa etc. etc. PADIGLIONE DI HONG KONG. Er mejo. Entri e pavimento/soffitto/pareti sono ricoperti da un tessuto iutoso bianco-rosso-blu, che pare venga colà usato come imballaggio; in tal contesto troviamo alquanti tavolini bianchi, muniti di teiera e tazzine, ai quali ci si può sedere e chiacchierare, se se ne ha voglia, visto che quello pare sia l'intento dell'Artista. Varchi la stanza suddetta ed entri nella seconda parte, opera di un altro artista, in cui trovi un'impalcatura sorretta da pilastrini, tutto di legno, con sotto una passerella percorrendo la quale e guardando perciò la suddetta "impalcatura" dal basso si puote mirare la pianta di Venezia coi palazzi rappresentati da sacchetti di carta. L'intento sarebbe quello di collegarsi al "Milione" di Marco Polo, e il commento alla seconda opera è probabilmente tratto dal libro stesso, ma io lo scambio per una citazione da "Le città invisibili" di Calvino e mi galvanizzo tanto da scriverlo in calce alla firma del guestbook. Insomma: carinissimo, e ti regalano pure il librone esplicativo. PADIGLIONE DI CIPRO. Anche qui librone esplicativo, fornito cellofanato dentro un comodissimo (per portare anche il librone hongkonghese) sacchetto di cartone mezzo plasticoso. Qui si comincia a non capire: ci sono due filmati, il primo l'ho un po' trascurato e il secondo "disegna" una filastrocca; c'è la stanza coi bozzetti del filmino e un'altra con disegni di gambe di pantaloni e di rami al posto di teste e robe così. Sono un po' ignorante in materia di botanica, quindi metto solo la firma senza commenti (tanto le addette son lì che ciaccolano e non sbirciano quello che scrivo). PADIGLIONE DELLA LETTONIA. Sottotitolo: la Casa delle Streghe (per fortuna non si paga il biglietto). Inizia con due pannelli con scritto, verde illeggibile su nero, un qualcosa in inglese, ma come visto allo specchio (come scriveva Leonardo, insomma. Credo). Dopo 3 minuti che mi incasino la vista l'addetta mi fa notare che dietro la mia schiena c'è un foglio A3 col testo riportato nero su bianco e nel verso corretto, io mi sento cretina e pavoneggiandomi ribatto: "Sì, ma mi diverte di più così!" (perché dico queste cose?). Comunque cedo e apprendo che narra dell'invenzione della lampadina che fa buio, o qualcosa di simile. Infatti poi varchi una tenda nera che ti immette in una stanza ricoperta di tante tante tende nere, e tu non vedi un cazzo. Dopo un po' noti che per terra, poco lontano, ci sono delle scie luminose, un po' come in aereo, e ti convinci che è la strada giusta da prendere ma TAAAAAAAAAAC: è in salita! Buio, non sai dove metti i piedi, salita... insomma, cerco di poggiarmi alla parete per avere un riferimento e BLEAH la parete sembra cervello! È tutta molliccia e ondulosa. Piuttosto mi lascio precipitare negli inferi, ma devo levare le mani da lì. Pentendomi immediatamente di aver varcato la soglia del padiglione scosto un'ulteriore tenda stramaledetta ed ecco una stanza con tanti schermi LCD da 14' circa che riportano immagini random di cervelli al buio (immagino riprenda il corridoio), uno che gira delle manopole, orologi... boh. Si sbuca due porte più in là dell'ingresso, mi faccio i 5 metri sotto la pioggia battente (l'ombrello ovviamente l'ho lasciato dov'ero entrata) e trovo giusto scrivere sul guestbook, sotto la firma, "Non ci ho capito niente!"(sono una donna sincera). Ma il bello deve ancora arrivare: PADIGLIONE DELL'ESTONIA. Qui mi viene quasi paura. È una personale di un tizio che faceva il fotografo di moda e NATURALMENTE è gay. E c'è il filmino di lui che parla con la mamma e piange, del padre che parla e si mette a piangere mentre lui commenta (o traduce? Booooooooooh) da un altro schermo, un altro filmino muto o quasi, in cui lui riprende dei carcerati, un altro filmino di cui non mi sono minimamente curata e poi LA SUA PRIMA MOSTRA: tutte foto in bianco e nero che ritraggono Egli stesso nudo e che fa le facce, si torce i gioielli (immaginatevi come si fa la Z nell'alfabeto "muto" con cui si gioca alle elementari e avrete un'idea), ti guarda con 'sta faccia da schiaffi e insomma poi vuole pure la tua firma nel guestbook? Ah, ci sono pure le fototessera sue degli ultimi 12 anni. INQUIETANTE. Mavaccagare. Per controbilanciare sono andata a vedermi le Gallerie dell'Accademia: CHE PALLE. Sì vabé c'è il Veronese, Tiziano, Giorgione e il Tintoretto, anche un po' di Mantegna, però si vede che non é giornata (e sono bagnata fino al midollo). In più mentre ero a lezione mi hanno fregato l'ombrello nuovo strapiccolo e il mio insegnante mi presta il suo che è stile becchino ebreo: nero e rigido, con la puntona in metallo e il manico a ombrello (appunto). Sembravo una delle pompe funebri. Per cui arrivata alla stazione non ho potuto fare a meno di comprarmi due bikini beissimi in supersconto ![]() ![]() Evviva l'arte COMMENTA (0 commenti presenti) PERMALINK |
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