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Friday, August 05, 2005 - ore 10:30
meine liebe
(categoria: " Pensieri ")
Non mi aspettavo di tornare così tardi questa sera. In palestra mi sono dilungato in chiacchiere con il buon vecchio Loris, il mio istruttore, con il quale parliamo sempre più spesso di donne, sempre meno di pesi ed esercizi. La casa è fredda. Il silenzio e il buio che mi accolgono la fanno sembrare ancora più fredda. L’autunno ha oramai fatto spazio all’inverno. Accendo il piccolo caminetto del salotto nella speranza che il suo calore impetuoso, la luce vibrante delle fiamme, il crepitare della legna, rendano queste quattro mura più vive. Dopo aver preso un vecchio libro dallo scaffale, mi distendo sul divano, sfogliando le pagine distrattamente, alla ricerca di una frase, di una parola. Con un gesto da vero equilibrista afferro il telecomando dell’impianto stereo e accendo la radio, a volume basso, bassissimo. Dopo qualche minuto le prime note di una canzone attirano la mia attenzione...affiora un ricordo. Era da tanto tempo che non pensavo a Giulia, da qualche anno l’avevo davvero dimenticata. Quella canzone però, la nostra canzone, non poteva non farmela tornare alla mente... Istintivamente abbandono il salotto, salgo le poche scale che lo dividono dalla mia camera da letto, apro l’armadio, e tra una miriade di oggetti inutili trovo quello che cercavo. Una scatola di scarpe con dentro tutte le mie vecchie foto. Le foto sono davvero moltissime, trovare quelle di Giulia non è facile grazie al disordine in cui si trovano. Tra le foto ci sono anche un sacco di cartoline: "Baci a Lorenzo", "Bacioni a Lorenzo", "Un mare di saluti dalla montagna", "Una montagna di saluti dal mare" ... Bei tempi quelli del liceo. Di cartoline e foto ce ne sono davvero un’infinità, ma di Giulia nemmeno l’ombra, devono essere di sicuro sul fondo della scatola. Non ci posso credere... le foto della prima vacanza al mare con gli amici. Mi siedo sul letto e comincio a sfogliarle. Quello era l’anno di "Bailando bailando..." , era l’anno delle gigantesche piadine alla Playa alle quattro del pomeriggio... era l’anno di Helena. Riesco ancora a vederla distesa sulla sabbia, i capelli biondi accarezzati dal vento, gli occhi azzurri come il mare che brillavano alla luce del sole rovente di Agosto. Una settimana di vacanza con gli amici, lontano da mamma e papà, ma soprattutto lontano da Giulia. I primi due anni con lei erano stati meravigliosi, ero davvero innamorato, pazzamente. Col tempo si erano accumulate piccole incomprensioni e si erano fatalmente ingrandite con l’arrivo dell’estate. Quell’anno il mio amico Francesco era partito per il servizio militare e c’era un posto libero nell’appartamento al mare. Pensavo di meritarmi una settimana da single dopo due anni e mezzo. Che me la meritassi o no, quella settimana avrebbe segnato la mia vita e il mio cuore per sempre. Giulia era in vacanza coi genitori a pochi chilometri dalla nostra spiaggia, ma non significava fosse vicina al mio cuore, me lo fece capire Helena, che in quei giorni non aveva ancora un nome, ma che aveva di sicuro un significato.
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